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Autore: Desk Pagina 123 di 206

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

CHI APRE IL PORTAFOGLIO PER LA SPAGNA

EÂ’ vero che lÂ’Italia deve sborsare dei miliardi per il salvataggio della Spagna?

No, è il Fondo europeo di Stabilità a dare i soldi alla Spagna, attraverso titoli emessi dal fondo di stabilità stesso. LÂ’Italia fornisce, come gli altri paesi, solo una garanzia e nellÂ’immediato non avrà uscite di cassa. Sia che i fondi siano forniti dall’Efsf sia che l’operazione sia condotta dall’Esm, non è l’Italia a dover ricorrere ai mercati, ma il fondo stesso, che può indebitarsi a tassi nettamente più favorevoli di quelli attualmente pagati dal governo italiano, grazie alla garanzia  di tutti gli Stati partecipanti, compresi quelli con tripla A di rating (Germania in testa). Il solo esborso  da parte dell’Italia riguarderà il conferimento di capitale dell’ESM, che per quest’anno è previsto nella misura di 32 miliardi, di cui all’Italia spetta  una quota del 17,9 per cento: 5,7 miliardi. Di fatto è un meccanismo non lontano da quello previsto per gli Eurobond.

Il debito creato in questo modo entra nel debito pubblico ed è rilevante per il fiscal compact?

Dipende se l’operazione sarà condotta dal fondo attualmente operativo (Efsf) o dal suo successore (Esm). Questo perché Eurostat non ha riconosciuto all’Efsf un’esistenza autonoma rispetto agli Stati che ne fanno parte. Nel caso dell’Efsf, il debito che questo contrae sui mercati per intervenire a favore degli Stati che richiedono assistenza è classificato dalle autorità statistiche come debito pubblico nazionale degli Stati che partecipano al fondo. Diverso è il caso dell’Esm, che sarà operativo dal 1 luglio ed è riconosciuto da Eurostat come un’istituzione internazionale, alla stregua della Comunità europea, e il cui debito sarà conseguentemente distinto da quello degli Stati . C’è dunque una differenza dal punto di vista dell’impatto sul debito rilevante per i parametri di Maastricht. Tuttavia, per il Patto di stabilità la distinzione è poco rilevante, poiché lo stesso patto prevede che l’impatto di queste operazioni debba essere considerato a parte dalla Commissione, quando questa sia chiamata ad applicare la procedura per disavanzo eccessivo.

PER FAVORE NON FERMATEVI

Il Governo ha solo otto mesi di tempo per attuare riforme vitali per il destino del paese. Ma al momento l’esecutivo sembra paralizzato dai dissidi nella sua maggioranza. Le principali priorità devono essere la riforma della macchina dello stato e dello spoils system e la creazione di una constituency a favore dei tagli alla spesa, primo passo per riddurre una pressione fiscale insostenibile. Qualunque mezzo per aggirare questo immobilismo è buono, compreso agire per decreto anziché con disegni legge.

IL MULINO INCONTRA LAVOCE

LA RISPOSTA DELL’AUTORE A PAOLO MANASSE CON REPLICA

È una nota un po’ criptica: sarebbe bene chiarire, perché non viene spiegato, com’è il prezzo dei beni non commerciati non traded. Forse un indice dei prezzi dei servizi privati? Si potrebbe usare un indice dei prezzi dei servizi privati o un indicatore dei salari pubblici, seppure anche questÂ’ultimo metodo non sia del tutto adatto, in quanto poi i beni pubblici vengono spesso finanziati in deficit inficiando la proporzionalità tra salari e “prezzi al cliente”. Insomma, si tratta di un problema spinoso. Penso  che usare le grandezze nominali, eventualmente deflazionate sul Pil nominale, sia la cosa migliore per evitare problemi metodologici. Per la Spagna la perdita di competitività spiega solo una piccola parte del differenziale di spesa tra Germania e Spagna: +71 per cento in termini nominali. I prezzi dei servizi pubblici greci, invece, aumentano di più anche perché i greci sono più corrotti dei tedeschi (come succede da noi con gli appalti, i Mondiali di calcio e le Olimpiadi). Quindi lÂ’aumento dei prezzi è in parte spiegato dal peggioramento della qualità del servizio. Peggioramento di qualità che bisognerebbe sottrarre dalle quantità. Anche per questo, se non si riesce a distinguere bene tra prezzi e quantità, le grandezze nominali forniscono qualche utile indicazione.  

 

E UNA PRECISAZIONE

di Paolo Manasse

Nel mio pezzo di commento ho semplicemente dedotto dal tasso di crescita nominale della spesa l’inflazione dei prezzi al consumo. Questo verosimilmente sovrastima la crescita dei prezzi nella pubblica amministrazione (che produce servizi non tradables) in Germania, dove i prezzi al consumo crescono meno che altrove,  e viceversa  sottostima la crescita dei prezzi in Spagna e Grecia, dove i prezzi al consumo salgono più che altrove, e dunque più dei tradables. Quindi gli andamenti del grafico in effetti tendono a sottostimare la spesa pubblica in Germania e sovrastimarla in Spagna e Grecia. In altre parole se avessi avuto a disposizione indicatori migliori con cui deflazionare i valori nominali, la spesa in Germania sarebbe risultata ancor più alta e quella in Spagna e Grecia ancor più bassa.
Poi se negli ultimi anni la corruzione sia aumentata in Grecia (se è rimasta alta ma costante non ci sarebbero effetti) è difficile stabilirlo, ma credo non sia ovvio.

SPESA PUBBLICA EUROPEA

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LO “SPREAD” DELLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE

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MA DOVE VANNO GLI IMMIGRATI?

Dopo due decenni di stallo, tra il 2001 e il 2011 la popolazione italiana ha ripreso a crescere, grazie all’Â’arrivo degli immigrati o ai nuovi nati figli di immigrati. Lo certificano i dati del censimento divulgati dall’Â’Istat.
In quali aree del paese sono affluiti o sono nati (nel periodo 2001-2011) questi cittadini stranieri? Come mostra la nostra elaborazione dei dati Istat, prevalentemente nelle regioni del Nord, dove i nuovi stranieri arrivati o nati rappresentano tra il 5,5 e il 6 per cento della popolazione residente a fine 2011. E contribuiscono in maniera significativa allo sviluppo economico di queste aree.

MA IL LAVORO DEI NOTAI È UTILE PER IL PAESE *

“Quei notai che lavorano gratis per il bene del Paese” di Andrea Zorzi sulla nuova srl per i giovani, è imbarazzante. A parte che lÂ’atto notarile non sarà “apparentemente gratis” ma veramente gratis, la forma libera per costituire una srl, avrebbe smentito i moderni modelli statuali che per proteggere la sicurezza pubblica economica delegano a pubbliche funzioni guardiane nel ruolo di “sensori avanzati” sul territorio, il monitoraggio delle migliaia di operazioni che la pubblica amministrazione non è più in grado di controllare. Vero che la Germania con la riforma delle s.r.l. nel 2008 prevede uno statuto su modulo standard. Ma Zorzi non ricorda che: “Inizialmente si era pensato di eliminare la necessità dell’atto notarile. Ma poi si è deciso di soprassedere data l’importante funzione della consulenza e dell’avvertimento notarili.” (1). Senza controllo pubblico notarile si sarebbe aperta una voragine nel sistema antiriciclaggio: il conservatore del Registro Imprese non ha obblighi di verifica della clientela, né di due diligence su scopo e natura dellÂ’operazione e sul suo profilo di rischio (2). Senza questi controlli svolti dai notai, avremmo affrancato la società semplificata a responsabilità limitata dal sistema antiriciclaggio, varando vascelli fantasma, ottimi per ogni finalità opaca o illecita, vere società off-shore di diritto italiano! E adieu sicurezza pubblica economica, salvaguardia del mercato e tutto ciò che mette a repentaglio valori collettivi di rilevanza pubblicistica, essendo risaputo che questo tipo di società raccoglie ricchezze enormi che sarebbero state rese assai “volatili” e sostanzialmente anonime. Cosa ci sarebbe voluto a usare documenti di un under 35 rubati, o di un morto?
Questa petulante richiesta di abolizione del notariato, tocca il tema delle modalità dell’immissione delle vicende giuridiche nel circuito della legalità economica: l’ordinamento italiano prevede la verifica ex ante per mezzo di una autorità pubblica quale “organo di validazione” terzo e neutro. In termini economici, questo è una completa “infrastruttura di certezza” che consente la libera azione degli interessi delle parti, in un contesto regolato e arbitrato da chi interessi propri non ha.

IL RISCHIO DEGLI ABUSI NEL SISTEMA DI AUTO-CERTIFICAZIONE

La forma autentica è cruciale nel mondo moderno anche ai fini della certezza dell’identità delle parti e della filiera rappresentativa nelle persone giuridiche. Lo dimostra negli USA il boom di truffe, di identity frauds e identity thefts. Un rapporto Fbi (3) parla di una crescita del 71 per cento dal 2008 al 2009 delle frodi, e di prestiti fraudolenti per 14 miliardi di dollari. E’ la dimostrazione che un sistema di auto-certificazione si presta ad abusi, fino a falsificare documenti.
Negli USA si sta sviluppando l’idea che ci debba essere un soggetto terzo e imparziale che certifica chi sia l’utente: un sistema di controlli molto simile a quello notarile italiano. Sta passando quindi anche negli Usa lÂ’idea che nelle “società aperte” siano necessari dei pubblici soggetti intermediari che diano garanzie specifiche e con responsabilità ben determinate. Poter commettere furti di identità è un potente “mantello di anonimato” per criminali e terroristi e un pericolo per la sicurezza nazionale. La Federal Trade Commission (Ftc) nel 2006 stima che 8,3 milioni gli utenti americani (3,7 per cento della popolazione adulta), sono rimasti vittime di furto di identità nel 2005. Questo, a prescindere dal fatto se sia preferibile un ordinamento a matrice legale inquadrata in valori generali di giustizia e di ordine pubblico, che pretende di validare una nuova situazione giuridica, prima che entri nel circuito della legalità con effetto di verità legale verso tutti: un ordinamento che sia “spazio di giustizia” può consentirla solo se supera un preventivo test di legalità, svolto da un organo sovrano di validazione, terzo super partes.

L’AFFIDABILITÀ DEL SISTEMA NOTARILE

Andiamo pure ai luoghi comuni sul notaio. Chi dice di non aver bisogno che qualcuno gli dica che lui è lui, dice un’ovvietà, che capirà quando qualcun altro gli ruberà la casa perché nessuno verificava chi fosse. In Italia questo problema sociale è inesistente. Si chieda a un italiano se è sicuro di essere proprietario di casa sua; risponderà di sì perché possiede il rogito. La risposta sarà la stessa se si chiede ad un italiano se ha timore che qualcuno usi il suo nome per ipotecargli casa per prendersi un mutuo e sparire lasciandogli il debito. Ma il rogito non è un prodotto naturale del mercato, che non lo produce affatto, perché anzi produce i fallimenti allÂ’americana (subprime; esecuzioni immobiliari sospese in 23 stati per l’incertezza sui  proprietari e per un’infinità di frodi anche da parte delle banche che firmavano per conto dei clienti con il pantografo c.d. robo-signing). Il sistema notarile della certezza della titolarità dei beni e della loro circolazione è, in Italia, così affidabile, da far sembrare che esso sia nella natura delle cose, mentre è il frutto di un fortunato equilibrio sostenuto dal sapiente modello legale infrastrutturale fra notai e pubblici registri.
Maggiore è la certezza giuridica, più sono tutelati i rapporti economici e la sostenibilità sociale. Perciò, se si guarda all’intero arco di vita di un rapporto giuridico, e non solo all’istante della firma davanti rogito, il costo del controllo notarile preventivo di legalità sostanziale è efficiente, perché è minore della spesa a posteriori per ricostruire altrimenti la certezza del diritto. Invece, vedo solo luoghi comuni, e mai la seria analisi costi/benefici di un modello alternativo al notariato. Forse perché i servizi legali di certezza del diritto fanno gola a certe strutture di stampo anglosassone; o perché un mercato ormai compulsivo deve sbarazzarsi della dellÂ’infrastruttura di civica sussidiarietà che da secoli ha il compito sociale di riempire con i propri saperi gli spazi di protezione dei cittadini, altrimenti soli alla mercè dei poteri “forti”. Il pubblico guardiano non è fattore di distorsione del mercato, ma garante del level playing field della concorrenza. Allora, vogliamo cominciare ad affrontare seriamente la questione, almeno?

* Di Cesare Licini, notaio

(1) Il Sole 24 ORE , 1 ottobre 2008
(2)
C.2 dellÂ’art. 10, D.Lgs n. 231/2007
(3)
Mortgage Fraud Report 2009

DISOCCUPAZIONE E CIG

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SOLO LA CIG NON CONOSCE DECLINO

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