I periodi di caldo si allungano e interessano mesi in cui le scuole sono aperte. Ciò ha conseguenze sugli apprendimenti e sul benessere degli studenti. Ci sono buone ragioni per investire subito in misure di raffrescamento degli edifici scolastici.
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Investire nell’educazione montessoriana permetterebbe di formare generazioni di persone più preparate e più empatiche. E proprio mentre le guerre si riaccendono, fa ben sperare la scoperta che le scuole Montessori sono molto diffuse in Cina e Usa.
L’Europa è il continente che si scalda più rapidamente. Il caldo prolungato influenza anche i risultati scolastici. Un’analisi su 3,4 milioni di studenti italiani mostra che riduce i punteggi nei test Invalsi, soprattutto per gli studenti più fragili.
I risultati sulla valutazione della qualità della ricerca nelle università italiane sono stati letti come una prova di un avvicinamento tra le diverse sedi. Ma la presunta convergenza potrebbe riflettere i limiti metodologici dell’esercizio valutativo.
L’età in cui un bambino inizia ad andare a scuola può avere conseguenze per tutta la vita, dal successo scolastico e lavorativo alle relazioni sociali, alla salute. L’ingresso precoce ha vantaggi e svantaggi. La flessibilità del percorso aiuta a bilanciarli.
Informazioni basate su dati empirici inducono una quota significativa di persone a rivedere le proprie convinzioni, anche in contesti caratterizzati da una forte polarizzazione politica. E l’orientamento ideologico di chi le trasmette conta poco.
Il sistema per ripartire tra gli atenei la quota premiale basata sulla valutazione di qualità della ricerca è complesso, ma finisce per rispecchiarne la dimensione. Occorre riconsiderare gli obiettivi, rendendo più trasparente tutto il meccanismo.
L’istruzione post-secondaria o terziaria professionalizzante fatica a prendere piede, nonostante i miglioramenti arrivati con le riforme del sistema. Un’indagine mostra che gli studenti degli istituti tecnici hanno aspettative basse su questi percorsi.
Il sistema universitario italiano comprende atenei statali, privati e telematici, con caratteristiche e finalità diverse. Non si tratta di scegliere quale modello sia “migliore”, ma di costruire un ecosistema in cui ciascuno possa dare un contributo.