L’istruzione non basta a garantire pari opportunità. Anche tra laureati il background familiare conta per i risultati nel mercato del lavoro. Il vantaggio deriva dall’accesso a imprese migliori più che da differenze individuali. E col tempo si rafforza.
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In Italia i lavoratori tendono a rimanere sempre nella stessa azienda. È anche per questo che i salari sono bassi. Bisogna quindi ridurre i costi della mobilità e aumentare i benefici del passaggio verso le imprese migliori, che pagano stipendi più alti.
I salari italiani sono fermi da anni e l’inflazione ne ha corroso il potere d’acquisto. Servirebbe una riforma della contrattazione, con alla base una legge sulla rappresentanza. Andrebbe anche rivisto il sistema fiscale, per evitare il fiscal drag.
Se l’andamento delle retribuzioni degli ultimi vent’anni è stato articolato, il futuro non si prospetta roseo. Shock energetico e inflazione minacciano il potere d’acquisto delle buste paga. Servirebbero cambiamenti radicali, che non sono all’orizzonte.
In vista del 1° maggio il governo prepara un decreto sulle retribuzioni, ma non attua la delega del “Collegato lavoro 2025”. A riempire il vuoto legislativo e sindacale è la magistratura, usando Costituzione e codice penale contro la povertà lavorativa.
In Italia non c’è molta trasparenza sulle retribuzioni. È un problema che nasce anche dalla scarsa comprensibilità dei cedolini che dovrebbero spiegare a lavoratrici e lavoratori le varie voci. Una proposta pratica: introdurre la busta paga 2.0.
Se si utilizzano le Ula come input di lavoro e il deflatore dei consumi delle famiglie come indice di prezzo si ottiene una riduzione del potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti tra il 2019 e il 2025 significativamente inferiore rispetto ad altre stime.
La questione dei tempi di pagamento del Tfs-Tfr dei dipendenti pubblici è solo l’ultimo esempio. Spesso le sentenze della Consulta restano lettera morta. Bisogna fissare un limite oltre il quale ciò che è costituzionalmente illegittimo non possa restare.
Tra pochi mesi si esaurirà il programma Gol. Lascia alcune eredità positive e indica gli elementi su cui agire in futuro. Con tre priorità: definizione di un modello di apprendistato per adulti, politiche abitative e inserimento delle donne straniere.