Il tasso dei laureati italiani che emigrano stabilmente all’estero è oggi al 4,7 per cento ed è raddoppiato tra il 2011 e il 2015. Partono per trovare un lavoro più qualificato. Il problema è dunque la drammatica incapacità del nostro paese di creare opportunità di impiego di alto livello.
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A partire dal 2009, il numero di italiani che emigrano all’estero è aumentato in maniera considerevole. Si tratta per lo più di giovani istruiti in cerca di prospettive migliori di quelle offerte dal nostro paese. Ma per le regioni del Sud le conseguenze possono essere particolarmente negative.
La compatibilità con il dettato costituzionale del finanziamento statale alle scuole paritarie è una questione annosa. Ora il Consiglio di Stato ha stabilito che la sola condizione che permette di escludere il carattere commerciale dell’attività è quella della gratuità del servizio offerto.
La “Buona scuola” ha reso obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro per gli studenti di tutte le scuole superiori. Difficile dare un giudizio su uno strumento appena introdotto. Ma alcune criticità sono evidenti. Le possibili soluzioni passano per una maggiore responsabilità sociale delle imprese.
Il livello medio di istruzione di una comunità ha origine lontane, a causa della sua forte persistenza temporale e del ruolo della trasmissione intergenerazionale. Il caso italiano è un esempio lampante. Le implicazioni per le politiche pubbliche.
Sono molte le novità introdotte in Italia nel regime di transizione scuola-lavoro: dal Jobs act alla Garanzia giovani, alla riforma dei centri per l’impiego, alla Buona scuola. Il punto chiave però è prevedere un vero percorso di apprendistato, sul modello tedesco. Cambiare la laurea specialistica.
La legge di bilancio 2017 prevede la costituzione di un fondo per il finanziamento dei dipartimenti universitari di eccellenza. Se l’obiettivo è condivisibile, più discutibile è la scelta sull’assegnazione delle risorse. Perché non dà incentivi a migliorare.
Giusto prevedere un premio per i dipartimenti migliori. Ma la selezione dovrebbe avvenire sulla base di criteri condivisi e sperimentati, mentre quelli indicati possono portare a risultati indesiderati. In prima applicazione, meglio prevedere una platea più ampia di premiati, assegnando somme differenziate.
La legge di bilancio per il 2017 prevede alcuni provvedimenti di sostegno per gli studenti universitari che provengono da famiglie con redditi bassi. Basteranno per ridurre la diseguaglianza e aumentare il numero di laureati? Il ruolo delle università per garantire un effettivo diritto allo studio.
Gli italiani sanno poco di economia e finanza. Lo dimostrano studi e indagini. E se non si organizzano corsi curriculari di educazione finanziaria nelle scuole, l’ignoranza continuerà a regnare, privando i cittadini di conoscenze fondamentali. Perché investire nell’insegnamento della matematica.