Il sistema universitario italiano comprende atenei statali, privati e telematici, con caratteristiche e finalità diverse. Non si tratta di scegliere quale modello sia “migliore”, ma di costruire un ecosistema in cui ciascuno possa dare un contributo.
Autore: Tommaso Agasisti

Professore ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, dove insegna Public Management nella Laurea Magistrale di Management Engineering ed Economia e Organizzazione Aziendale. Dal 2024, è Associate Dean per le Istituzioni e le Pubbliche Amministrazioni (IPA) presso la PoliMi GSOM - Graduate School of Management (dove dal 2020 al 2023 è stato Associate Dean for International Relations and Quality). Dal 2019 al 2024, è stato componente del Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Milano. Dal 2023, è Delegato della Rettrice sul tema del Learning Analytics. La sua attività di ricerca si concentra sull’economia e la gestione delle amministrazioni pubbliche, con un focus sul settore dell’istruzione (scuole e università). È autore di oltre 140 pubblicazioni su riviste accademiche internazionali, nonché di numerosi articoli, capitoli e libri a diffusione nazionale ed internazionale. Dal 2024, è componente del Board of Directors della AEFP (Association for Education Finance and Policy). E’ condirettore della rivista Dirigere Scuole, e componente dell’Editorial Board di diverse riviste accademiche internazionali (Education Finance and Policy; International Journal of Educational Management; Tertiary Education and Management). Dal 2014 al 2023, è stato componente del Comitato Provinciale di Valutazione del Sistema scolastico della Provincia Autonoma di Trento. Dal 2010 al 2020, è stato componente dei Nuclei di Valutazione di numerosi atenei italiani, statali e non. Dal 2021 al 2022, ha coordinato il Comitato Tecnico Scientifico per il Piano Nazionale Scuola Digitale presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito ed ha partecipato all’Expert Group della Commissione Europea sulla qualità dell’istruzione. Presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, è dal 2024 componente del Comitato Scientifico della SAFI - Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione.
Durante la pandemia, il governo ha stanziato risorse straordinarie per le università per impedire che la crisi sanitaria si trasformasse in crisi educativa e scientifica. Da quell’esperienza si possono ricavare vari insegnamenti per migliorare il sistema.
Il ruolo del dirigente è centrale per affrontare la complessità della gestione quotidiana e per sviluppare la strategia della scuola. Influenza anche i risultati scolastici degli studenti. Ma quali sono le tipologie di leadership più adottate dai presidi?
Il “Buono scuola” di Regione Lombardia è stato introdotto per favorire la libertà di scelta educativa delle famiglie. Ma forse non è lo strumento giusto, perché quando è stato tagliato, le iscrizioni alle scuole paritarie sono rimaste stabili.
La didattica a distanza durante la pandemia ha comportato perdite di apprendimento tra gli studenti, ma non in modo omogeneo. Le differenze dipendono dagli insegnanti: alcuni hanno utilizzato bene gli strumenti didattici digitali, altri meno.
Le scuole che sono riuscite ad affrontare nel migliore dei modi la Dad “forzata” sono quelle in cui la transizione verso una didattica digitale integrata era già in atto. Servono progettazione, coordinamento e capacità manageriali.
Le scuole gestite da dirigenti proattivi e dotati di capacità organizzative e manageriali hanno affrontato meglio le problematiche legate all’emergenza Covid-19. È un’esperienza da valorizzare per garantire efficienza ed equità al sistema scolastico.
Alle università è riconosciuto un ruolo cruciale nello sviluppo socioeconomico dei paesi. E se i governi tendono a ridurre i finanziamenti, è importante capire quali sono i fattori che permettono ai sistemi universitari di ottenere i risultati migliori.
La presenza di una università contribuisce allo sviluppo sociale, economico e culturale di un territorio. Tanto più se l’ateneo è efficiente, perché stimola lo sviluppo di nuove idee e opportunità. Effetti maggiori dove il livello di sviluppo è già alto.
Il governo ha stanziato fondi per consentire l’apertura straordinaria delle scuole che si trovano in contesti disagiati. Sembra una buona idea, anche alla luce di quanto indicano alcune ricerche sui risultati degli studenti con background svantaggiati. Restano da risolvere importanti questioni.