Rapportati al campionato inglese, i numeri del Como ne confermano la competitività: è un club con credenziali europee. Significa che nel calcio italiano esistono ancora capacità tecniche e organizzative in grado di generare squadre con fondamentali solidi.

Una squadra di livello europeo

Il Como 1907 è un’eccezionalità tutta italiana o una squadra con un profilo davvero europeo? E il calcio italiano, dopo aver perso l’ennesimo spareggio per conquistarsi l’accesso al mondiale, è davvero di così basso livello? 

La domanda può sembrare un gioco da tifosi, ma in realtà rimanda a un problema serio di analisi comparata: capire se una performance osservata in un campionato sia il prodotto del contesto oppure contenga qualità trasferibili anche altrove. Nel caso del Como, i numeri suggeriscono che non si tratti di un semplice exploit locale. Al 24 marzo 2026 la squadra è quarta in Serie A con 57 punti in trenta partite, cioè 1,90 punti per gara, con 53 gol fatti, 22 subiti e una differenza reti di +31. 

Provare a collocarla idealmente in Premier League attraverso il confronto diretto tra valori assoluti sarebbe però fuorviante. Serie A e Premier non sono campionati omogenei: differiscono per intensità, distribuzione del talento, ritmo, profondità delle rose. La domanda sensata, allora, non è quanti punti farebbe il Como in Inghilterra, ma quale squadra inglese occupa una posizione relativa simile a quella che la squadra lariana occupa oggi nel campionato italiano. Per questo conviene confrontare non i livelli grezzi, ma gli scostamenti dalla media della propria lega. 

L’esercizio che segue è costruito su sei indicatori: punti per partita, gol fatti e subiti per partita, expected goals prodotti e concessi per partita, e differenza tra xG e xGA. Per la Premier League, i dati disponibili mostrano un vertice guidato da Arsenal con 70 punti in 31 partite, seguita da Manchester City con 61 in 30; sul piano della produzione offensiva attesa, Chelsea è prima per xG totale con 59,33, davanti a City con 54,74 e Arsenal con 53,38. 

Standardizzando ciascuna variabile tramite z-score, cioè misurando di quante deviazioni standard una squadra si collochi sopra o sotto la media del proprio campionato, si ottiene la griglia della tabella 1. I valori sono arrotondati a una cifra decimale; la distanza finale misura la somiglianza statistica rispetto al profilo del Como. Le elaborazioni sono mie sui dati di lega ricavati dalle fonti citate.

Tabella 1

Legenda
  • PPG (points per game): punti medi ottenuti per partita. Misura sintetica del rendimento complessivo in classifica.
  • GF/90 (goals for per 90 minutes): gol segnati per partita. Indica la produttività offensiva effettiva.
  • GA/90 (goals against per 90 minutes): gol subiti per partita. Misura la solidità difensiva in termini reali.
  • xG/90 (expected goals per 90 minutes): gol attesi prodotti per partita. Stima la qualità delle occasioni create, indipendentemente dalla realizzazione.
  • xGA/90 (expected goals against per 90 minutes): gol attesi concessi per partita. Misura la qualità delle occasioni concesse agli avversari.
  • xG diff (expected goals difference): differenza tra xG e xGA per partita. Indicatore sintetico del “dominio” territoriale e della qualità complessiva della performance.
  • Distanza (euclidean distance): misura della somiglianza complessiva tra squadre, calcolata come distanza nello spazio delle variabili standardizzate. Più è bassa, più il profilo statistico è simile.

Il risultato è interessante perché smentisce una lettura intuitiva. Il Como non assomiglia infatti a una squadra da bassa classifica inglese. Il suo profilo statistico si avvicina a quello di club da fascia europea, con una combinazione di rendimento, produzione offensiva e solidità difensiva che lo colloca vicino ad Aston Villa e, per alcuni aspetti, perfino ad Arsenal e Manchester City. In altri termini, il Como non appare come una squadra che galleggia al di sopra dei propri numeri: i numeri, al contrario, ne confermano la competitività. 

Naturalmente, questo non implica che il Como arriverebbe davvero quarto o quinto in Premier League. Qui conta la struttura economica del campionato. La Premier è una lega con ricavi più alti e più diffusi, quindi con una distribuzione del talento meno polarizzata e un livello medio superiore. Anche le squadre di metà classifica hanno organici più profondi e una capacità maggiore di assorbire infortuni, turnover e cali di forma. Per questo una trasposizione realistica richiede un correttivo prudenziale: un profilo da 4°-7° posto “statistico” può più plausibilmente tradursi in un posizionamento tra il 6° e il 10° posto in un torneo più denso e competitivo. 

Il punto decisivo, però, è un altro. Se si guardano non solo i risultati ma anche gli indicatori di processo, il Como non sembra una bizzarria domestica. È una squadra che crea molto, concede poco e converte questa qualità in classifica. La domanda giusta, allora, non è se sia una semplice eccezione italiana, ma quanta parte di quella qualità resisterebbe all’aumento del livello medio degli avversari. Da questo punto di vista, il Como appare meno come un’anomalia locale e più come una squadra con credenziali europee, almeno sul piano dei numeri. 

Una speranza per il calcio italiano

In filigrana, questo esercizio suggerisce qualcosa di più generale sul calcio italiano. Al di là delle critiche ricorrenti sulla perdita di competitività internazionale, esistono ancora capacità tecniche e organizzative in grado di generare squadre con fondamentali solidi. La distanza rispetto alla Premier League resta significativa, ma non incolmabile: con investimenti più mirati, una migliore allocazione delle risorse e maggiore continuità progettuale, la Serie A può tornare a esprimere club competitivi anche in contesti più esigenti.

Appendice statistica: metodo, punti di forza e limiti del confronto

L’esercizio utilizza dati di squadra 2025-2026 tratti da FBref per classifica e statistiche di lega e da StatMuse per i valori di xG della Premier League. Le variabili considerate sono punti per partita, gol fatti e subiti per partita, xG per partita, xGA per partita e differenza xG. Ogni variabile è standardizzata con la formula z=(x-μ)/, dove e sono media e deviazione standard della rispettiva lega. La somiglianza tra squadre è misurata con la distanza euclidea tra i vettori di z-score. Il pregio del metodo è evidente: evita di confrontare direttamente grandezze non omogenee tra campionati diversi. Il limite è altrettanto chiaro: non incorpora in modo esplicito la diversa forza media delle leghe, il calendario, gli stili di gioco, la densità fisica e la profondità delle rose. I risultati vanno quindi letti non come previsione controfattuale della classifica, ma come misura di equivalenza statistica del profilo di squadra.

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