Nel Regno Unito il partito anti-immigrazione di Farage è oggi accreditato del 30 per cento dei consensi. Ma gli elettori si spostano a destra senza diventare più ostili verso gli stranieri. È la capacità di rendere centrale il tema a fare la differenza.
Autore: Alessio Romarri
Alessio Romarri è Assistant Professor (Serra Húnter Fellow) presso il Dipartimento di Economia Applicata dell’Universitat Autònoma de Barcelona. È inoltre ricercatore affiliato alla Rockwool Foundation (Berlino) e al Barcelona Institute of Economics (IEB).
In precedenza è stato Postdoctoral Fellow presso il centro di ricerca BAFFI della Bocconi e presso il Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università degli Studi di Milano. Ha conseguito il dottorato di ricerca (Ph.D.) in Economia presso l’Università di Barcellona.
È un economista applicato con specializzazione in economia politica. La sua ricerca analizza le conseguenze politiche e sociali della migrazione, con particolare attenzione a come le dinamiche migratorie influenzano il successo elettorale dei partiti di estrema destra.
La presenza di centri di accoglienza piccoli e diffusi riduce il voto per i partiti anti-immigrazione. Mentre se i centri sono di grandi dimensioni i consensi verso queste formazioni aumentano. Lo mostrano i risultati di due studi per Italia e Francia.