È necessario un riequilibrio delle fonti di finanziamento delle aziende italiane, con un maggior ricorso all’equity. Una struttura patrimoniale più solida dà la possibilità di vincere la sfida della crescita dimensionale. Ma servono scelte precise.
Autore: Guido Corbetta
E' Professore ordinario di Strategia Aziendale e titolare della Cattedra AIdAF-EY di Strategia delle Aziende Familiari in memoria di Alberto Falck, presso l’Università Bocconi. E’ fellow del centro di ricerche ICRIOS e docente senior della SDA Bocconi. E’ coordinatore scientifico dell’Osservatorio AUB (AIdAF-Banca Unicredit-Camera Commercio di Milano-Università Bocconi) su tutte le aziende familiari italiane con ricavi superiori a 20 Ml/Euro (circa 8.000 società).
La pandemia di Covid-19 rappresenta un profondo shock per il nostro sistema economico. Ma l’impatto non è lo stesso per tutte le imprese. Fra le quotate, quelle con una struttura proprietaria familiare hanno ottenuto comunque risultati migliori.
Più che incoraggiare o scoraggiare la successione tra familiari nella gestione di un’azienda, il sistema fiscale dovrebbe valorizzare il capitale umano, interno o esterno alla famiglia proprietaria. Incentivi fiscali a “due velocità” per le esigenze delle piccole imprese e di quelle più strutturate.