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Autore: Guido Signorino

paliotta
Prof. Ordinario di Economia Applicata all’Università di Messina, Dipartimento di Economia. Insegna Macroeconomics nel corso di laurea in Business Management ed Economia e sviluppo sostenibile nel corso di laurea magistrale in Metodi Quantitativi per l’Analisi Finanziaria. Si occupa di analisi economica del territorio e sviluppo sostenibile ed è stato consulente della World Health Organization per lo studio del rapporto fra modelli di industrializzazione e salute umana.

Ponte sullo Stretto, la gara è da rifare

La Corte dei conti ha bocciato la delibera Cipess sul progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Il governo intende assegnare di nuovo l’appalto ai vincitori del bando 2004, senza una nuova gara. Ma è una violazione della direttiva europea “Appalti”.

Un ponte senza basi

Pubblicato il progetto definitivo del ponte sullo Stretto. Ma non comprende i collegamenti ferroviari e autostradali ed è carente nell’indagine sismica. Non consente una valutazione della sostenibilità economica e finanziaria dell’opera e non risponde in modo adeguato alle prescrizioni e raccomandazioni del Cipe. Le sue analisi appaiono di non sicura affidabilità. Approvarlo sarebbe un atto irrazionale e pericoloso. Soprattutto, sarebbe l’indizio che neanche un governo tecnico ha avuto la forza per adottare criteri di valutazione rigorosi nello scrutinio delle opere.

 

IL PONTE TRA GARANZIE PRIVATE E PUBBLICI RISCHI

La Corte dei conti ha approvato con riserva il piano economico-finanziario del ponte sullo Stretto di Messina. L’elemento di maggior debolezza del progetto è costituito dalle previsioni del traffico, ma la lettura della documentazione fa emergere altri interrogativi. Da un accordo che restituisce al general contractor l’intero ribasso offerto, raddoppiandolo, e trasferisce sulla controparte pubblica l’onere del rischio alla scorciatoia di utilizzare situazioni definite eccezionali per bloccare in maniera rigida maggiorazioni e prefinanziamenti.

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