Termina il triennio di sperimentazione di “Quota 100”, ma resta comunque l’esigenza di reintrodurre una certa flessibilità nell’età di pensionamento. La via di uscita non consiste però nell’affidarsi al solo sistema contributivo.
Autore: Massimo Antichi
Massimo Antichi è stato componente della segreteria tecnica della Commissione tecnica sulla spesa pubblica del ministero del Tesoro. Ha fatto parte del gruppo di lavoro incaricato dal ministro del Lavoro della preparazione delle linee di intervento sul sistema pensionistico(legge “Dini”), della Commissione per l’analisi delle compatibilità macroeconomiche della spesa sociale, del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale e di numerose commissioni ministeriali di studio sulla materia pensionistica e previdenziale. È stato direttore della Direzione Studi e Ricerche Economiche della Commissione di vigilanza sui fondi pensione(Covip), direttore generale dell’ENPALS e direttore della Direzione Centrale Studi e Ricerche dell’Inps. Oggi è consulente di importanti istituzioni pubbliche sulla materia previdenziale dei lavoratori dello spettacolo e dello sport.
Le difficoltà incontrate nel passare dalla definizione delle misure di sostegno dell’economia durante la pandemia alla loro realizzazione sono figlie di un assetto amministrativo che non persegue il benessere collettivo. E l’Inps non fa eccezione.
Nell’emergenza economica la cassa integrazione in deroga è uno strumento utile per dare un sostegno ai lavoratori. Ma procedure complesse e farraginose producono gravi ritardi nell’erogazione. Per cambiare serve più coraggio degli amministratori pubblici.
Il bilancio dell’Inps ha davvero un disavanzo di quasi 7 miliardi, come dicono i dati contabili? Il buco non è nella gestione delle pensioni del settore privato. Deriva invece da una operazione sbagliata: la confluenza dell’Inpdap nell’istituto. La soluzione è generalizzare l’aliquota aggiuntiva.
Dall’approvazione della riforma delle pensioni, le condizioni macroeconomiche sono drasticamente cambiate. Forse, tutto il sistema andrebbe ripensato, con una riduzione dei contributi per i più giovani, per favorire la ripresa di economia e occupazione. Il ruolo della previdenza complementare.
In Italia manca una riflessione sui principi su cui fondare un buon governo dei servizi pubblici. Ne è prova la discussione sulla revisione della governance dell’Inps, durata quasi vent’anni, senza che siano stati definiti i confini dell’azione e delle responsabilità dei vari attori.
La lunga storia dell’estratto conto pensionistico
Di Massimo Antichi
il 30/12/2013
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