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Categoria: Unione europea Pagina 32 di 101

Quanto costa accogliere i rifugiati

La cosiddetta emergenza migranti ha messo in discussione l’intera politica europea di asilo. Ma una maggiore omogeneità tra i sistemi nazionali porterebbe a una gestione delle risorse più efficace. Oggi le differenze nella spesa dei singoli stati sono notevoli. Fondi dagli aiuti allo sviluppo.

Ma l’Europa delle dogane adesso è più unita*

Proprio nel momento in cui sperimenta divisioni politiche che rischiano di minarne le fondamenta, l’Unione europea fa perno sui propri pilastri e vara il nuovo codice doganale. E seppur seguendo la logica del compromesso, riafferma il vantaggio strategico della sua esistenza per gli stati membri.

Nuovi orizzonti per il risanamento delle banche

La soluzione delle difficoltà delle banche italiane deve ancora superare passaggi impervi. Ma l’accordo fra governo e Commissione europea ha aperto nuove e praticabili strade. La ricapitalizzazione mediante fondi pubblici degli istituti che cedono crediti problematici e la creazione della bad bank.

Se l’accordo Ue-Canada va in pasto ai parlamenti nazionali

Il Ceta, negoziato tra Unione Europea e Canada, è un buon accordo commerciale. L’entrata in vigore dovrebbe essere esclusiva competenza delle autorità europee. Ma la Commissione ha scelto la ratifica mista, cedendo alle pressioni dei grandi stati alle prese con problemi interni. Un pessimo segnale.

Adesso a Londra i conti non tornano

I dati macroeconomici non giustificano il risultato del referendum nel Regno Unito. Persino il dato sulla disuguaglianza è migliorato negli ultimi dieci anni. Ma ha prevalso l’irrazionalità. Soprattutto perché è mancata un’efficace campagna a favore della permanenza del paese nell’Unione Europea.

Post-Brexit: regna l’incertezza

Dopo l’uscita del Regno Unito dalla Ue, si apre un periodo di grande incertezza, che coinvolge tutti i protagonisti del voto e tutti i paesi dell’Unione Europea. Su un solo punto sembra esserci quasi totale unanimità di vedute: i danni causati dal referendum saranno profondi e di lungo periodo.

Il senso della vita che divide il “leave” dal “remain”*

Nessuna rivincita degli emarginati sui privilegiati: la Brexit non si spiega con un conflitto di classe, ma con un conflitto di valori. Che corre lungo la contrapposizione autoritarismo-libertarismo. Ma non bisogna essere troppo pessimisti: tra Regno Unito e Unione Europea sarà divorzio a metà.

Se Brexit serve a dare un governo alla Spagna

A soli sei mesi dall’ultima consultazione, le nuove elezioni sanciscono la fine del bipartitismo in Spagna. Il parlamento è frammentato e il paese si ritrova in una impasse politica senza precedenti nella sua storia democratica. Perché potrebbe esserci un’alleanza tra popolari e i socialisti.

Flessibilità, un dividendo a termine

Nel 2015 l’Italia ha beneficiato della flessibilità delle regole fiscali per rallentare il consolidamento dei conti pubblici. Unico paese che non ha centrato gli obiettivi sul deficit pubblico senza incorrere nelle sanzioni della Commissione. Trattamento speciale anche nelle ultime raccomandazioni.

“Independence day”, ma per chi?

Scozia, Irlanda del Nord e città di Londra chiedono l’indipendenza dal Regno Unito per rimanere nell’Unione Europea. In base ai Trattati Ue, solo la prima può farcela, perché è una nazione con una identità culturale, geografica e storica ben definita. Ma si possono immaginare anche altre soluzioni.

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