Non c’è solo la differenza di costi tra le diverse proposte di reddito minimo. Per M5S e Sel i beneficiari sono gli adulti potenziali lavoratori. Si sottovalutano così i bisogni specifici dei minori. Ma anche dei giovani adulti senza qualifica. I problemi che nascono dalla titolarità individuale.
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Le prime privatizzazioni degli anni ’90 furono guidate dall’urgenza dei conti pubblici, senza una parallela liberalizzazione dei mercati. Oggi si riparla di vendita di una parte delle partecipazioni dello stato. Purché non si ricada negli stessi errori.
Nel suo programma di lavoro, il commissario straordinario per la revisione della spesa ha indicato in modo sintetico ma chiaro obiettivi e modalità dell’operazione. Ci sono però alcuni punti sulla metodologia da seguire che, se non approfonditi, rischiano di far fallire l’intera spending review.
La Legge di stabilità prevede la riduzione generalizzata degli oneri contributivi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Nei fatti cancella gli incentivi per le imprese più impegnate nella prevenzione. Il numero degli incidenti in Italia e in Europa.
Il M5S ha proposto l’istituzione di un “reddito di cittadinanza”. In realtà si tratta di un reddito minimo. Costerebbe attorno a 19 miliardi, quattro volte di più del “sostegno di inclusione attiva”. Perché relativamente generoso e perché alcuni dettagli aumentano gli oneri amministrativi e i costi.
Dopo la tragedia di Lampedusa, in Italia si è discusso di scafisti, progetti di corridoi umanitari e di aiuti dall’UE. Intanto, altri Stati partecipano ai programmi dell’Agenzia Onu per i rifugiati. Che permettono di riconoscere l’asilo a chi si trova provvisoriamente in un paese terzo.
Per anni l’Italia non ha avuto alcuna politica di accoglienza per i richiedenti asilo, mentre verso gli immigrati per motivi economici si è proceduto a colpi di sanatorie. Il regolamento di Dublino era anche la risposta a una sostanziale sottovalutazione del fenomeno. Serve un netto cambiamento.
Esce nelle librerie “Luigi Spaventa, un economista civile”. Per ricordare il grande economista a quasi un anno dalla scomparsa. E per ripercorrere una storia eccezionale, divisa tra impegno accademico, politico, istituzionale e gli affetti. Pubblichiamo qui l’introduzione.
Il taglio dei tassi deciso dalla Bce la scorsa settimana è stato definito storico. Ma le borse non hanno festeggiato e i tassi di mercato a breve sono scesi di poco. Non è da qui che ripartirà la domanda nell’Eurozona. Le scelte che l’Unione dovrebbe fare per il bene dell’Europa.
Il successo del Movimento 5 Stelle nelle ultime elezioni ha cambiato l’approccio dei partiti tradizionali verso la comunicazione in rete. E in questi ultimi mesi Twitter sta diventando il principale strumento di comunicazione politica. Forse a sorpresa, a utilizzarlo nel modo più efficace è il Pdl