La vicenda Monte dei Paschi non è dovuta a carenza di controlli, ma alla governance del nostro sistema bancario. È un caso di cattiva gestione, con precise responsabilità del management. Il nodo resta la struttura proprietaria del sistema bancario. Ma nei programmi elettorali non una parola per affrontarlo.
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Nei paesi dove hanno dato risultati positivi in termini di crescita, le politiche di bilancio restrittive sono state accompagnate da una politica monetaria accomodante. Una strada preclusa all’Italia da quando è entrata nell’euro. Il nostro paese avrebbe dovuto seguire un’altra direzione.
L’Italia è immersa in una campagna elettorale che evita i veri problemi o sottostima i costi fiscali di strategie alternative per il rilancio dell’economia. Così si alimenta la nebbia sulle future politiche della coalizione vincente. Ma, come mostrano i dati americani, l’incertezza azzera la crescita.
La riforma del Patto di stabilità interno è da anni in cima all’agenda politica. Finora, tuttavia, i correttivi introdotti hanno seguito la logica della toppa, senza risolverne le criticità strutturali. Ora la palla passa al prossimo Governo. E le promesse da campagna elettorale si sprecano.
L’Italia ha certamente un disperato bisogno di crescere. Ma l’analisi dei dati su investimenti e produttività del capitale suggerisce che investire di più non risolverà il problema. Il vero nodo è la produttività del capitale, ostacolata dalle inefficienze.
Il gioco d’azzardo contribuisce in modo rilevante alle entrate dello Stato. Ma alcune categorie sociali spendono in modo più che proporzionale rispetto alle loro risorse economiche. Amplificando così le disuguaglianze economiche. La mobilità sociale dovuta alla fortuna, non al talento e al lavoro.
La crisi ha reso ancora più persistente il divario tra il Mezzogiorno e le altre Regioni italiane. La conseguenza è una mobilità del lavoro molto più alta. Perché le imprese del Sud soffrono di una intrinseca debolezza dovuta a scarsa competitività. Dove agire per ridurre la disoccupazione.
Cameron ha indetto il referendum sull’appartenenza del Regno Unito all’Unione europea. Rimandandolo, però, almeno al 2017, quando i conservatori potrebbero non essere più a Downing Street. La soluzione migliore, anche secondo gli Stati Uniti. Ma sono possibili altri scenari.
Si comincia a parlare di ripresa; le previsioni ne scontano un timido manifestarsi nella seconda parte del 2013. Comunque si deve fare i conti con i lasciti della recessione. L’ultima ha avuto effetti più indiscriminati, non risparmiando le imprese più produttive e il potenziale dell’economia.
Con una fiscalità che favorisce la prima casa, la quota di abitazioni in affitto è straordinariamente bassa in Italia, con conseguenze sulla crescita. Ecco perché l’abolizione dell’Imu sull’abitazione principale sarebbe iniqua e dannosa per il paese