Lavoce.info

Categoria: Argomenti Pagina 868 di 1133

LA RISPOSTA AI COMMENTI

Ringraziamo chi ha voluto commentare il nostro articolo. Alcuni argomenti sono largamente condivisibili, come i dubbi che sorgono sulla necessità di iniziare la riforma del sistema scolastico proprio dalla scuola primaria, che in realtà presenta buone performance. E’ anche utile sottolineare la difesa dei moduli, oltre che del tempo pieno.

Sintetizziamo e tentiamo di rispondere agli scetticismi principali avanzati verso le nostre argomentazioni:

  1. il tempo pieno non fa bene al bambino, perché troppe ore a scuola sono pesanti e negative per il suo apprendimento. Si tratta di un argomento condivisibile, ma privo di fondamento scientifico. Come abbiamo sottolineato, l’organizzazione e la qualità del tempo pieno sono fondamentali.
  2. Se il lavoro è scarso, è meglio darlo ai padri prima che alle madri. Si tratta in questo caso di un giudizio culturale. Dal punto di vista scientifico è privo di fondamento, in quanto basato sull’idea (non necessariamente vera) che il numero di posti di lavoro sia fisso e uomini e donne perfettamente sostituibili.  
  3. E’ meglio scegliere serenamente chi dei due deve restare a casa invece di chiedere più servizi. Anche in questo caso si tratta di un giudizio culturale che non condividiamo: il superamento della divisione dei ruoli e la promozione della doppia carriera sono essenziali nella società attuale, per proteggere dai rischi, sempre più diffusi, di lavoro e anche di scioglimento delle famiglie.
  4. Il part-time e il telelavoro potrebbero essere la vera soluzione invece che il tempo pieno. Su questo punto c’è molta confusione e il dibattito suscitato dal nostro articolo si è argomentato in maniera confusa e anche poco corretta. Occorre sottolineare alcuni aspetti: (i) in Italia il part-time è poco diffuso e il telelavoro ancora meno; (ii) spesso il part-time è una scelta irreversibile; (iii) il part-time si associa a forme di discriminazione verticale, che relegano le donne in mansioni meno prestigiose e meno remunerative. Se l’obiettivo è promuovere la doppia carriera all’interno della famiglia, e non solo l’occupazione di entrambi i partner, puntare tutto sul part-time può essere fuorviante.
  5. I tagli degli insegnanti porteranno grandi risparmi. Il decreto sugli organici, approvato in via definitiva, prevede dal primo settembre un taglio di 42100 posti. La Campania conquista il primato con 5645 cattedre soppresse, segue la Sicilia con 5020, la Puglia con 3600 e la Calabria con 2800. Aumentano gli alunni, ma calano i professori e di conseguenza il livello del servizio offerto. Si consideri, inoltre, che in Italia la spesa per istruzione primaria e secondaria pubblica (dati in percentuale del PIL) è inferiore rispetto alla maggioranza dei Paesi Ue, ad eccezione di Grecia e Germania (Eurostat, “Population and social conditions”, 2008).

La nostra preoccupazione riguarda principalmente l’organizzazione e la qualità del tempo scolastico e la promozione di un modello di riferimento in cui non prevalga la divisione dei ruoli tra padre e madre. I tempi lunghi della scuola potevano aiutare in questa direzione.

SI FA PRESTO A DIRE AMERICA

L’accordo di Fiat con Chrysler non è privo di rischi, ma si inserisce in un piano coerente di sviluppo di lungo periodo, in una fase di profonda ristrutturazione del settore. Se funziona, permetterà alle due imprese di sfruttare le economie di scala di R&S e di condividere le reti distributive. Se non funziona, i costi per la casa italiana saranno limitati, a patto che la partnership non duri a lungo. Ma per Fiat rappresenta solo un passo, seppur importante, del processo di riposizionamento. Che richiederà altri capitali, finanziari e manageriali.

UNA NUOVA FRONTIERA TRA STATO E MERCATO

Obama ha annunciato che non lascerà fallire Gm e Chrysler. Ma il salvataggio non è senza condizioni, anche se negli Usa resta forte l’avversione verso la gestione pubblica delle imprese. Diversa la situazione in Europa, dove i cittadini sono più abituati a un intervento statale nella sfera economica. Per questo sarebbe opportuno indicare limiti temporali precisi alla partecipazione pubblica nelle aziende in difficoltà. Perché sarebbe una vera beffa se il lascito più duraturo della crisi fosse il ritorno al vecchio capitalismo di Stato.

FMI DAVVERO INTERNAZIONALE CERCASI

La crisi finanziaria globale ha creato l’opportunità per riaffermare il ruolo del Fondo monetario internazionale. A patto però di diventare davvero internazionale e non solo euro-atlantico come lo giudicano oggi molti paesi emergenti. E’ il momento giusto per stabilire regole eque anche per i debitori. Ma serve prima di tutto una riforma della governance, che ridimensioni il ruolo e i privilegi dell’Europa, rispecchi l’attuale dimensione e influenza delle economie ed elimini i diritti di veto. Altrimenti, i paesi asiatici potrebbero decidere di fare da soli.

SE FINISCE LA FESTA DEI BONUS D’ORO

La crisi ha chiaramente messo in luce quanto fossero inadeguati i meccanismi di mercato e di corporate governance a tutti i livelli di retribuzione delle performance degli addetti del sistema finanziario. E’ perciò necessario cambiare le regole. Il monte bonus va fissato in modo trasparente e vanno stabiliti limiti quantitativi al totale. Gli azionisti dovrebbero adottare modalità per premiare i risultai basate non solo sui profitti attesi, di breve o di lungo periodo, ma anche su accurate valutazioni dei rischi.

MONDO NUOVO, FONDO NUOVO

Non c’è solo il G20. Altri eventi potenzialmente non meno rilevanti si verificano in questi giorni. Primo fra tutti l’annuncio dell’apertura di una nuova linea di credito di 47 miliardi di dollari da parte del Fondo monetario in favore del Messico. La novità è che sono soldi concessi dall’Fmi solo sulla fiducia, senza condizioni e senza basarsi sui giudizi delle società di rating, come avveniva in passato. Dopo la crisi, il mondo sarà davvero molto diverso.

MUSICAL CHAIRS NELL’INFORMAZIONE

Il valzer di nomine che ha portato De Bortoli al Corriere della Sera e Riotta al Sole-24ore trae anzitutto origine dagli scarsi risultati della carta stampata. L’esito del giro di poltrone appare politicamente equilibrato. Ma non è finito: è ora vuota la casella della direzione del TG1. Un incarico di grande peso se si considera che l’insieme dei principali giornali indipendenti raggiunge un pubblico comparabile con solo uno dei telegiornali principali. E che il capo del governo ha sempre fatto del controllo delle televisioni, un suo punto di forza.

APPUNTI PER IL G20*

La riunione del G20 non dovrebbe cercare di risolvere tutti i problemi, ma concentrarsi sulle decisioni più urgenti. Prima fra tutte, una nuova architettura della regolamentazione. Che dovrebbe fondarsi su una completa trasparenza del sistema finanziario e sul rafforzamento delle regole prudenziali per le banche ma in modo chiaro e semplice: “Keep it simple” come il titolo delle proposte di policy. Lo studio analizza le cause macroeconomiche della crisi e fornisce proposte per risolvere gli squilibri nei pagamenti internazionali, anche attraverso un ruolo rafforzato delle istituzioni internazionali. In materia di regolamentazione finanziaria, la vigilanza dovrebbe essere organizzata per obiettivi. E in Europa concepita come l’attuale sistema delle banche centrali.

CASSA INTEGRAZIONE TRA POLITICA E LOBBY

L’Unione Europea è assolutamente contraria agli interventi volti al mantenimento dell’occupazione, equiparandoli sostanzialmente agli aiuti al funzionamento delle imprese. Ma non pone limitazioni di sorta agli aiuti economici e all’offerta di servizi per i lavoratori espulsi o temporaneamente sospesi dal lavoro, in quanto aiuti alla persona. L’ordinamento italiano dovrebbe quindi andare in questa direzione, per ragioni di equità sociale e di efficacia degli ammortizzatori sociali. Ma anche per conformarsi ai dettami del diritto comunitario.

E LA SICUREZZA CADE GIÙ

Il Governo si prepara a varare una revisione del Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro. Si interviene sull’assetto istituzionale del settore della sicurezza e sui compiti degli attori pubblici, con un rafforzamento del ruolo dell’Inail e degli organismi sindacali paritetici. Ma la principale novità riguarda la riforma dell’apparato sanzionatorio penale con un sostanziale alleggerimento delle pene. E’ un messaggio preoccupante che viene dato alle imprese prima dell’avvio di un piano edilizio straordinario.

Pagina 868 di 1133

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

bento4d

bento4d

bento4d

bento4d

bento4d

bento4d

bento4d

bento4d

bento4d

bento4d

bento4d