Nella sua legge di bilancio bocciata dall’Europa, il governo riesce nella magia di fare un buco di bilancio senza rilanciare la crescita. Distribuisce redditi a chi non li ha o non li dichiara facendo pagare il conto a imprese, banche e assicurazioni.
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Se le regole europee sugli aiuti di stato fossero state seguite alla lettera, oggi Alitalia avrebbe un piano di ristrutturazione effettivo. E non correrebbe il rischio di essere obbligata a rimborsare il prestito ponte di 900 milioni erogato un anno fa.
Per far fronte all’emergenza sismica il governo ha potuto disporre di risorse aggiuntive, grazie all’ulteriore flessibilità sui conti pubblici concordata con la Commissione. Una piccola discrepanza tra la maggiore flessibilità e quanto effettivamente stanziato.
Nel Documento di bilancio inviato a Bruxelles il governo si impegna a proseguire il lento calo del deficit e a iniziare una riduzione del debito sempre promessa ma finora mai realizzata. I risultati più consistenti sono in arrivo, grazie alle clausole di salvaguardia future, solo nel 2019.