Sono passati cinquant’anni dalla pubblicazione di “The Economic Approach to Human Behavior”, ma la lezione della Scuola di Chicago resta attuale. Per capire scelte e politiche non basta misurare i risultati. Occorre seguire incentivi, vincoli e reazioni.
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Nel mondo del lavoro globale sono molto diffusi i sentimenti di rabbia e di indignazione, che però non danno luogo a una reazione dei lavoratori. L’Italia ha un problema in più: una pressione fiscale che pesa soprattutto sulla classe media lavoratrice.
L’economia comportamentale suggerisce che per incentivare un’attività molto rischiosa con elevati tassi di insuccesso, come una start-up, non sono necessari gli incentivi fiscali, quanto meccanismi assicurativi che consentano un atterraggio morbido nella probabile ipotesi che le cose vadano male.