GIOVEDì 20 AGOSTO 2026

Lavoce.info

Un modello da campioni del mondo

Chi vince il Mondiale di calcio del 2010? È una domanda alla quale tutti vogliono dare una risposta.  Alcuni prospettano la vittoria dell’Â’una o dellÂ’’altra squadra in base a coincidenze astrali degli anni di svolgimento della competizione; altri propongono studi particolari più o meno approfonditi su variabili di ogni genere. Noi partiamo da una serie di dati statistici e tentiamo di stimare, attraverso un modello econometrico e un’Â’analisi fattoriale, la probabilità di vittoria delle diverse nazionali.

Scioperi cinesi

Iniziati negli stabilimenti Honda, si vanno diffondendo gli scioperi in Cina. Sotto accusa soprattutto i bassi salari. Ma le proteste ci dicono che la modernizzazione cinese è un processo complesso, che investe tutti gli aspetti della società e genera sia grandi opportunità di crescita individuale e collettiva sia grandi diseguaglianze. I paesi sviluppati sembrano invece guardare solo ai dati economici. Senza vedere le contraddizioni della crescita. Se dovessero diventare ingovernabili, le conseguenze sarebbero drammatiche per tutti.

Fonti di energia rinnovabile

LÂ’’articolo 45 del decreto, che modifica il mercato dei certificati verdi (Cv), è un esempio da manuale di cattiva regolazione. Da un lato, mette a rischio la redditività d’Â’investimenti già realizzati, minando la credibilità dellÂ’impegno del governo per lo sviluppo di un sistema energetico ambientalmente sostenibile e, dallÂ’’altro, lascia irrisolte le criticità fondamentali emerse in questi anni.

Riportiamo la trattativa a Pomigliano

La vicenda della trattativa di Pomigliano sta prendendo una brutta piega. Il rifiuto della Fiom di firmare l’Â’accordo apre la porta a qualunque scenario, incluso la smobilitazione dello stabilimento. Tutti, dal sindacato ai politici ai commentatori, interpretano la trattativa in chiave di significati “altri”: il futuro della contrattazione aziendale, la costituzione, un cavallo di troia per attaccare i diritti di tutti i lavoratori. Sono temi importanti, ma che fanno perdere di vista lÂ’’aspetto fondamentale: il sito produttivo di Pomigliano. Perché la Fiat pretende clausole molto dure in termini di rispetto degli impegni assunti? La ragione è che teme la “rinegoziazione” ex post. La Fiat vuole rilanciare Pomigliano utilizzando tecnologie produttive dÂ’’avanguardia, che richiedono l’Â’accordo con forza lavoro per un utilizzo intensivo degli impianti e per ridurre al minimo costose interruzioni della produzione. Oggi la Fiat ha molto potere contrattuale, perché può decidere di spostare lÂ’’investimento altrove. Ma una volta spesi gli 800 milioni sarà molto più complicato usare questa minaccia: ex-post, il potere negoziale si sposta dalla parte dei sindacati. LÂ’’intento della Fiat è quindi di mantenere potere contrattuale anche dopo aver fatto l’Â’investimento, imponendo la clausola di responsabilità. Lo stabilimento di Pomigliano è notoriamente difficile. Le richieste di garanzia della Fiat rispecchiano anche la storia del sito. Esistono altri modi credibili per garantire il rispetto degli impegni da parte dei lavoratori? Se la risposta è no, il sindacato dovrebbe accettare le clausole, per quanto dure, e rilanciare la negoziazione in termini di stipendi. Se si raggiungono determinati target, anche grazie al rispetto degli impegni da parte dei lavoratori, parte dei benefici dovrebbe per contratto andare ai lavoratori. Nel frattempo, non carichiamo sui lavoratori di Pomigliano il futuro delle relazioni industriali italiane. Hanno già abbastanza problemi per conto loro.

Regioni ed enti locali

Le manovre sui conti pubblici vengono sempre presentate come misure tecniche di risanamento dei conti, più o meno necessarie a seconda delle contingenze economiche e politiche. Ma le manovre non sono mai solo tecniche a parità di risparmi, veri e presunti, ci sono sempre vincitori e vinti, cioè individui e settori che vengono risparmiati dalle mannaia e altri che vengono invece colpiti più pesantemente.

Un quiz per i nostri lettori

Chi è il settantaquattrenne che ha dichiarato nei giorni scorsi: “La mia missione non è ancora finita; ho ancora la forza, le energie e lÂ’’entusiasmo per candidarmi a un nuovo mandato. Se qualcuno vorrà sfidarmi sarò contento di confrontarmi con lui e, se verrò eletto io, non è scontato che sarà il mio ultimo mandato da presidente. C’’è ancora tanto da lavorare e intorno a me avverto un clima di unità e amicizia che in passato non esisteva”. La soluzione è in fondo allÂ’’articolo.

La Borsa vuota delle piccole imprese

Oggi sono soggette a una disciplina identica a quella applicabile alle Blue Chip. Invece, le piccole e medie imprese europee quotate, le cosiddette Smile, necessitano di un regime normativo proporzionato alle loro dimensioni, che comporti l’applicazione di oneri e costi minori. E ciò non significa ridurre la tutela dei risparmiatori. Anche perché le Smile interessate dal regime agevolato sono poco meno del 7 per cento della capitalizzazione e degli scambi a livello comunitario. Non rappresentano perciò né un rischio di mercato né un rischio sistemico.

Il reddito minimo universale

L’introduzione di un reddito minimo universale trova ancora ostacoli, eppure sembra permettere scelte familiari, educative, abitative e occupazionali più efficienti. Le disuguaglianze nella distribuzione del benessere possono rafforzare gli incentivi al lavoro, ma spingono anche alla ricerca di benefici e privilegi clientelari con spreco di risorse. Un esercizio di simulazione mostra gli effetti di quattro tipi di politiche universalistiche: reddito minimo garantito e reddito di cittadinanza, con imposta sul reddito progressiva e con imposta proporzionale. Una scheda dell’autore illustra le differenze tra le quattro forme di reddito.

Le vittime straniere della crisi italiana*

Vanno letti con attenzione i dati Istat sulle forze lavoro relativi al 2009. Segnalano un aumento degli immigrati occupati nel nostro paese, dovuto presumibilmente al processo di regolarizzazione avviato a fine 2008. Indicano però anche un incremento dei disoccupati stranieri. Hanno solo sei mesi per trovare un nuovo lavoro. Scaduto il termine è probabile che molti decidano di tornare nel paese di origine. Quale sarà allora il destino dei contributi previdenziali versati? Rimarranno per lo più in Italia, nelle casse dell’Inps.

Tagli al sistema scolastico

Per quanto riguarda la scuola, la manovra prevede tre interventi:

1) il blocco degli automatismi stipendiali, attraverso una sospensione della maturazione della anzianità necessaria alla posizione economica superiore (maturabile in sei anni). Viene stimato che questo intervento possa produrre un risparmio di circa 320 milioni di euro annui, a decrescere nell’Â’arco dei prossimi decenni.

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