Cda, Cie, Cara: sono tante le sigle utilizzate per indicare i diversi centri che accolgono gli immigrati in Italia. Vediamo quando sono stati istituiti e quali sono le finalità e la capienza delle diverse strutture.
Ringrazio il viceministro Guerra per l’attenzione con cui ha letto le mie osservazioni (il titolo non è mio) e la sua risposta, che fornisce, come auspicavo, importanti informazioni e chiarimenti. So bene che la vicenda della carta acquisti è complicata non solo per la frammentarietà dei finanziamenti (e la loro obbligata diversità nella distribuzione territoriale), che costringe a costruire dei puzzle, ma anche per il debole appoggio che una misura universalistica contro la povertà trova in parlamento e nello stesso governo. Occorre riconoscere che è merito del Ministro Giovannini e della viceministra Guerra se abbiamo, appunto, almeno un puzzle, con un disegno unitario, e non un insieme di frammenti eterogenei, pur all’interno di un quadro che rimane categoriale. La sperimentazione continua, infatti, a riguardare solo le famiglie con figli minori: una categoria certo meritevole, ed in cui vi è una forte concentrazione di povertà, ma che esclude altri soggetti.
In un recente articolo Marcello Esposito ha criticato il giudizio di Peter Praet, capo economista della BCE, circa la rischiosità dei titoli di Stato presenti nel portafoglio delle banche, soprattutto italiane e spagnole. Secondo Esposito, il ragionamento di Praet “è sbagliato e incredibilmente pericoloso per il futuro stesso dell’euro”.
L’accordo Fiat-Chrysler è la logica conclusione del percorso iniziato con il salvataggio della casa americana. Ma la vera sfida inizia adesso. Dal controllo della famiglia Agnelli alla modalità produttiva e al ruolo dei sindacati, negli Usa e in Italia.
Negli ultimi anni il divario tra il tasso di crescita italiano e quello degli Stati Uniti è stato notevole. Le cause sono sia strutturali sia congiunturali. Ora, la congiuntura fa sperare che il differenziale si possa ridurre nel prossimo futuro. A patto di rispettare gli impegni sulle riforme.
Non sarà la soluzione di tutti i problemi di sovraffollamento, ma nel decreto svuota-carceri ci sono alcune novità positive. Dalla selezione dei detenuti meno pericolosi e meno propensi a essere recidivi al più ampio utilizzo del braccialetto elettronico. Come superare l’approccio emergenziale.
Dopo anni di scarsi risultati, la sessione di negoziati per l’attuazione della Doha Development Agenda si è chiusa a Bali con il primo accordo multilaterale. Al di là dei trionfalismi, è un passo interlocutorio verso gli obiettivi ambiziosi stabiliti dal Wto. E sostanzialmente mai raggiunti.
Il settore del non profit svolge un ruolo fondamentale nel panorama sociale italiano, soprattutto nell’attuale crisi, ma manca un piano strategico dedicato espressamente alla raccolta dei finanziamenti, un’attività normata solo negli aspetti strettamente fiscali.
I lavori pubblici hanno risentito in modo particolare della crisi. Partono solo le opere minori, da avviare rapidamente con le poche risorse disponibili. Si applicano perciò procedure più semplici, ma meno competitive. La strutturale mancanza di trasparenza. I risultati di uno studio sulla Toscana.
Il “Sia” non è vecchia politica*
Di Maria Cecilia Guerra
il 07/01/2014
in Commenti e repliche
L’intervento di Chiara Saraceno sull’azione del Governo in materia di povertà plaude al significativo incremento delle risorse per il contrasto alla povertà, ma critica il fatto che ad esso continui ad accompagnarsi un intervento non solo frammentario, articolato cioè su più istituti, ma anche fortemente categoriale.
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