Alcune stime sull’impatto socioeconomico delle Olimpiadi invernali sono state fatte. Ma si basano su ipotesi semplicistiche e senza tener conto del fatto che ci sono criteri e metodi diversi di analisi. Cosa manca per avere un quadro più realistico.
In Italia una scarsa cultura della valutazione
Venerdì 6 febbraio si sono accese a Milano, a Cortina e in altri luoghi del Nord-Est le luci delle Olimpiadi invernali. Undici anni dopo Expo, l’Italia si trova di nuovo al centro dell’attenzione internazionale.
Varrebbe la pena cercare di misurare gli impatti socioeconomici dell’evento. E la prima domanda è chiedersi se siamo in grado di svolgere la valutazione in modo rigoroso e convincente.
Anni dopo l’Expo, sembra si possa nuovamente concludere che manca una vera e propria valutazione dell’evento; non tanto per l’assenza di “studi d’impatto” quanto perché in Italia non si fa ricorso a metodi di valutazione sufficientemente validi.
Un’illusione ottica
Sono stati realizzati almeno cinque studi d’impatto ex ante di Milano Cortina, alcuni in fase iniziale, altri più recenti. Ci sono anche analisi dell’ultimo minuto. Alcune stime parlano di un valore aggiunto superiore di poco ai 2 miliardi, altre indicano più 5 miliardi di euro. Queste cifre, tuttavia, vanno prese con senso critico. Si basano, infatti, su ipotesi molto semplificatrici, si interessano a pochi effetti e, più in generale, non recepiscono il perfezionamento delle tecniche valutative.
Una prima difficoltà è che una nozione apparentemente semplice come quella di “costo delle olimpiadi” può corrispondere a concetti molto diversi: spesa pubblica, al netto o meno dei ricavi pubblici generati; spesa del comitato organizzatore, spesa infrastrutturale (al netto o meno di possibile cessione pubbliche di immobili) o, ancora, insieme dei costi per la collettività, incluse le esternalità negative. Anche la nozione di “impatto” non è univoca ed è una restrizione identificarla come variazione di Pil.
Una seconda difficoltà è che, nella valutazione, scegliere il metodo significa scegliere il risultato. Supponiamo che due città – Sun-City e Snow-City – organizzino Olimpiadi. Cercando informazioni sul loro impatto economico, si potrebbero trovare dati come quelli riportati nella figura 1 (sono ordini di grandezza corrispondenti a stime per Parigi 2024 e Milano-Cortina 2026) e dedurre che le cose sono andate meglio a Snow-City.
Figura 1 – Impatto economico: Sun-City e Snow-City (milioni di euro)

Ma si tratta di un’illusione ottica. Una rappresentazione più completa dovrebbe rendere conto del fatto che ci sono diversi criteri o metodi di valutazione, e che alcuni sono più validi di altri.
Supponiamo che gli economisti di Sun-City ne siano consapevoli. Potranno confrontare il risultato di diversi impatti, misurati in maniera diversa. Per esempio, l’effetto sul Pil. A sua volta potrà essere calcolato con diverse modalità (non tutte corrette): un metodo input-output “naif”, che somma le spese di diversi agenti legate all’evento e gli applica un moltiplicatore per gli effetti indiretti e indotti; il metodo IO applicato solo all’iniezione netta nell’economia (soldi che non sarebbero arrivati senza l’evento); un approccio di “equilibrio generale calcolabile” che consente di cogliere degli effetti più sottili: per esempio una parziale sostituibilità fra lavoro e capitale o un effetto sui prezzi. Oppure potrebbero considerare una stima dell’impatto dell’evento sui conti pubblici, al netto di rientri. Oppure ancora l’effetto sul benessere socioeconomico. Lo si può calcolare con un’analisi costo beneficio che potremmo dire standard, impostata su metodi ispirati all’idea di equilibrio del sistema economico. Oppure con un’analisi costo beneficio un po’ più innovativa che riprende, con alcune semplificazioni. effetti moltiplicativi tipici dell’input-output.
Un possibile risultato è rappresentato sul grafico 2 (i risultati dell’analisi costi-benefici usano un colore diverso, perché non sono euro di Pil, ma equivalente monetario di una variazione di benessere.
Figura 2 – Effetti economici e socioeconomici Sun-City (milioni di euro)

Ora il confronto fra le Olimpiadi di Sun-City e di Snow-City diventa più complesso. E il confronto in figura 1 appare ingannevole, perché i due termini del confronto non si basano su metodi paragonabili e soprattutto realistici.
Questo ragionamento si può calare nella realtà delle recenti Olimpiadi. Per esempio, da pochi mesi France-Stratégie ha rilasciato la stima ex post delle Olimpiadi di Parigi, che indica una perdita socioeconomica fino a circa 3 miliardi, pur includendo una serie importante di benefici come, per esempio, la più alta pratica sportiva e i benefici occupazionali.
Le “stime d’impatto economico” per Milano Cortina prospettano fra 2 e 5 miliardi di impatto. Ma tutte queste stime (almeno per quanto è documentato) si basano su un input-output “naif” (o con minimi aggiustamenti). Al di là di un confronto ingannevole fra Olimpiadi, appare importante, visto l’ingente investimento pubblico realizzato, disporre di stime più realistiche e complessive, che dovrebbero coprire un largo spettro di effetti socioeconomici.
Si spera che questo contributo possa aiutare a stimolare tale analisi.
Lavoce è di tutti: sostienila!
Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molti altri siti di informazione, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!
Jérôme Massiani è Professore Associato in Economia Applicata all'Università Milano Bicocca. Le sue principali competenze di ricerca sono: valutazione economica e analisi costi benefici, modelli a scelta discreta, previsioni e pianificazione dei trasporti e impatto dei grandi eventi.
Lascia un commento