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Autore: Alfonso Fuggetta Pagina 1 di 2

fuggettaù Alfonso Fuggetta è Professore Ordinario di Informatica al Politecnico di Milano, dove svolge attività di ricerca, innovazione e formazione in ingegneria del software e trasformazione digitale, nelle loro dimensioni tecniche e manageriali. È stato CEO e Direttore Scientifico di Cefriel (centro di ricerca e innovazione fondato nel 1988 dal Politecnico di Milano insieme a un gruppo di grandi imprese) e Chief Digital Transformation Officer di Ferrari. Ha ricoperto posizioni di Visiting Professor presso NTNU (Norvegia), University of Colorado Boulder e University of California, Irvine. Affianca all’attività accademica un ruolo continuativo di advisor e consulente strate- gico per grandi imprese e istituzioni pubbliche, italiane e internazionali, su digital transformation, impatto dell’intelligenza artificiale e gestione dell’innovazione. È incluso nel ranking globale del top 2% dei ricercatori a livello mondiale (Elsevier / Stanford University). Cura il Substack A bassa voce.

La difficile scommessa di Anthropic *

Il fatturato 2026 di Anthropic è sui 30 miliardi di dollari e poggia su una scommessa: una politica di prezzo mai usata prima su scala così larga. Se la scelta non paga, il problema non investe solo l’azienda, ma il modello finanziario dell’intero settore.

La scelta europea tra IA open source e sovranità *

Usa, Cina ed Europa hanno approcci diversi all’IA e al finanziamento del suo sviluppo. Per l’Unione europea è però arrivato il momento di decidere se la dipendenza tecnologica dai modelli americani è un fatto da gestire o un problema da affrontare.

Tre parole chiave per l’innovazione

Chiarezza, velocità e competizione sono i fattori che devono caratterizzare gli strumenti di promozione e sostegno ai processi di innovazione delle imprese. La base per definire politiche che incidano sulle dinamiche di crescita e sviluppo del paese.

Classifiche degli atenei, istruzioni per l’uso

I ranking internazionali delle università vanno interpretati in modo intelligente per analizzare punti di forza e punti di debolezza dei nostri atenei e le conseguenti politiche di intervento. Cosa cambia se si amplia il numero delle sedi considerate.

Agenda digitale

Il paese ha un forte ritardo sull’implementazione dell’agenda digitale, elemento fondamentale per spingere la crescita economica. Il Governo ha finalmente avviato l’Agenzia del settore. Che però è circondata da incertezza di norme, responsabilità e raccordi istituzionali.

OPEN SERVICES IN THE DIGITAL AGENDA

The notion of open data  refers to rather complex technical and organizational aspects.  Should this concept be extended to create open services, the result would be particularly important. In fact, an intelligent and standardized sharing of elementary data and functions could play as a driver to develop advanced services for citizens and companies and it would be a turning point also for public  administrations. This change could also foster the current demand of broadband, which often seems still weak and immature. (This article is the english version of “Open service nell’agenda digitale“).

COM’È SMART LA CITTÀ

Il governo intende lanciare un programma nazionale per lo sviluppo di “città intelligenti”, con un finanziamento previsto di circa un miliardo. Ma una smartcity non è semplicemente una città dotata di un sistema di comunicazione wireless. Nasce piuttosto dalla integrazione e condivisione di dati e servizi. È perciò vitale definire e promuovere un sistema multipolare, aperto e paritario che consenta a chiunque sia abilitato a farlo di interagire con gli altri agenti presenti. Attraverso un processo di elaborazione e standardizzazione che deve essere guidato dall’attore pubblico.

OPEN SERVICE NELL’AGENDA DIGITALE

Il tema degli open data ha risvolti tecnici e organizzativi piuttosto complessi. Se il concetto fosse esteso per realizzare degli open service, il risultato sarebbe particolarmente importante. Perché attraverso la condivisione intelligente e standardizzata di dati e funzioni elementari potrebbe costituire un volano per lo sviluppo di servizi evoluti al cittadino e alle imprese. Sarebbe una svolta epocale per le amministrazioni pubbliche. E servirebbe a stimolare quella domanda di banda larga che spesso appare ancora debole e immatura. (Read the english version).

A CIASCUNO LA SUA RETE

Il dibattito sullo sviluppo delle reti di telecomunicazione è complicato da una scarsa conoscenza del settore. Così spesso non si comprende il ruolo che le diverse tecnologie disponibili possono giocare in un moderno sistema di telecomunicazioni. Il rischio è quello di bloccare investimenti vitali per il paese. Oppure di indirizzarli su scelte strategiche sbagliate o comunque non in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze dei cittadini, delle imprese e della società nel suo complesso.

L’INFORMATICA DOPO LA CRISI

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione possono svolgere un ruolo centrale nell’uscita dalla crisi. Il settore attraversa però un momento particolarmente negativo nel nostro paese. E si invoca maggiore spesa pubblica. Che è utile solo se ha come obiettivo primario la crescita complessiva del mercato, qualitativa oltre che quantitativa. In particolare, l’intervento pubblico può accelerare la maturazione complessiva del mondo dell’offerta, a patto che utilizzi misure veloci, certe, affidabili nei tempi e nell’entità.

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