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Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".
Da quando a seggi chiusi si è chiuso il primo turno
Col botto di Giuliano, la botta su Letizia
Smaltita la bevuta e il brindisi notturnoÂ
Riletti ancora i dati, passata la notizia
Entriam nel gran finale, di ben quindici giorni
Due settimane piene, e poi di nuovo ai seggi
In cui i due candidati, volando come storni
Percorron la città tra vie, piazze e parcheggi
Ti chiedi che farà il Sindaco Moratti
Per risalir la china vincendo la volata
Un cambio di registro, o i giochi sono fatti
Mutar toni e argomenti, voltare la frittata
E invece tutti avanti a dire la più grossa
Giuliano è l’Anticristo, è il principe dei rom
Gli zingari ed i negri son pronti alla riscossa
e ci fermiamo qui, siam gente di bon ton
che tanto c’è l’Umberto, aduso al parlar chiaro
che vuol riconquistare il cuore della valle
e grida un poco rauco, più netto di uno sparoÂ
che quello è tutto matto, non ci tagliam le palle
Poi passano al programma, le cose che faremo
coi Ministeri pronti per i trasferimenti
Ma grida lÂ’Alemanno, guardate, nun ce semo
E i Ministeri scalano a due Dipartimenti
Togliamo lÂ’Ecopass, le multe toglieremo
Tagliamo anche le tasse, viaggiamo più veloci
Scusate ma mi state prendendo un poÂ’ per scemo?
Letizia, lÂ’Ecopass lÂ’ha messo li il tuo Croci!
Ma stan dimenticando di darci un argomento
Per cui sora Letizia sarebbe un buon affare
Perché tenerla ancora dopo il suo fallimento
Perché una ripetente dovrebbe migliorare?
E rischiano qualcosa che non avean previsto
Che anche chi li vota, passando sotto il Duomo
Realizzi che Giuliano non sembra un Antricristo
E che tutto sommato è proprio un galantuomo.
Potemkin
“Dentro questo documento c’è scritto […] che negli anni 2012, 2013, 2014 il settore dellÂ’istruzione […] darà al risanamento pubblico del nostro paese, ognuno di questi anni, quattro miliardi il primo anno, quattro miliardi e mezzo il secondo, quattro miliardi e mezzo il terzo anno. Vuol dire che in tre anni, dai tagli che già ci sono stati, verrano alla pubblica istruzione italiana aggiunti quattro e mezzo per tre, basta fare i conti. Una cifra che è vicina, appunto, ai 13 miliardi e mezzo.” Enrico Letta, deputato e vicesegretario del Partito Democratico nel corso di una puntata di Ballarò.
La tabella che segue è quella mostrata in diretta dall’On. Letta durante la trasmissione. Le cifre alle quali si fa riferimento sono nella categoria “Innovazione e Capitale Umano” alla voce “minori spese”, e mostrano una progressione da 1.293 milioni a 4.561 milioni di euro.

L’On. Letta confonde tagli con minori spese. Cosa sono le minori spese? Quando vengono decisi dei tagli su una voce di spesa annuale, questi comportano in prospettiva minori spese negli anni successivi. Se, ad esempio, decideste di interrompere un abbonamento di lunga data ad un giornale che vi costava 300 euro l’anno, allora l’anno prossimo e ciascuno degli anni successivi avrete minori spese per 300 euro. Le cifre riportate nel PNR indicano quindi i risparmi attesi in conseguenza ai tagli sulla spesa: minori spese appunto, non nuovi tagli.  È da sottolineare che per gli anni dal 2012 al 2014 di tagli non ne siano previsti. Quelli fino al 2012, inoltre, erano stati stabiliti da tempo.
Nel presentare i risparmi di spesa, infatti, il documento rimanda a due testi legislativi: la legge244del2007del governo Prodi (1) e la legge133del2008, che converte il decretolegge112/2008 del governo Berlusconi (2).
La tabella successiva sintetizza gli effetti dei due provvedimenti, evidenziando sia i tagli previsti per ogni anno (minori spese in corso anno), sia i risparmi attesi cumulati (effetto cumulato). Partendo dal livello di spesa del 2007, il governo Prodi ha introdotto tagli che hanno portato ad un risparmio cumulato di 1432 milioni. Il governo Berlusconi ha contribuito in maniera ben più consistente, arrivando a comportare minori spese per un importo complessivo (fermo restando quelli previsti dal governo Prodi), a partire dal 2012, di 3188 milioni.
| Anno | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 |
| Prodi 2007 – minori spese in corso anno | 535 | 362 | 321 | 214 | 0 | 0 | 0 |
| Prodi 2007 – effetto cumulato | 535 | 897 | 1218 | 1432 | 1432 | 1432 | 1432 |
| Berlusconi 2008 – minori spese in corso anno | Â | 456 | 1194 | 888 | 650 | 0 | 0 |
| Berlusconi 2008 – effetto cumulato | Â | 456 | 1650 | 2538 | 3188 | 3188 | 3188 |
| Totale al 2008 – minori spese in corso anno | 535 | 818 | 1515 | 1102 | 650 | 0 | 0 |
| Totale al 2008 – effetto cumulato | 535 | 1353 | 2868 | 3970 | 4620 | 4620 | 4620 |
| DEF 2011 | Â | 1293 | 2809 | 3911 | 4561 | 4561 | 4561 |
È facile notare come tra i risparmi di spesa previsti al 25 giugno 2008 (data del d.l. 112), e quelli riportati nel DEF 2011 non vi sia sostanziale differenza, ad indicare che, da allora, nuovi tagli non sono stati introdotti, come correttamente affermato dal Ministro Gelmini. Il DEF si limita a riportare gli effetti di due provvedimenti vecchi di 3-4 anni.
L’affermazione di Enrico Letta che ci è stata ripetutamente segnalata dal lettore Roberto A. è dunque falsa
(1) Nel provvedimento varato dal governo Prodi nel 2007, all’art.2 comma 412, si legge: “Le economie di spesa di cui all’articolo 1, comma 620, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, da conseguire ai sensi dei commi da 605 a 619 del medesimo articolo, nonche´ quelle derivanti dagli interventi di cui al comma 411, lettere a), b), c) e d), sono complessivamente determinate come segue: euro 535 milioni per l’anno 2008, euro 897 milioni per l’anno 2009, euro 1.218 milioni per l’anno 2010 ed euro 1.432 milioni a decorrere dall’anno 2011.”
(2) Nel decreto legge del 2008, allÂ’art. 64 comma 6 si legge: ”Fermo restando il disposto di cui all’articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dall’attuazione dei commi 1, 2, 3, e 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.”
A cura di Mattia Fracchia e Guido Zichichi
"…in tutta Europa siamo l’unico paese disuguale duale, cioè dire.. il Centro e il Nord vanno bene.. tengono… il Nord è la regione più ricca d’Europa e il Sud ha degli enormi problemi" – Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, al convegno "Crescere tra le righe" organizzato a Bagnaia dei giovani editori, il 14 maggio.
I dati relativi alle regioni europee sono raccolti dall’Eurostat, che suddivide il territorio in zone territoriali il più possibile omogenee proprio per consentire la comparazione dei dati statistici.
Il Nord-Ovest ed il Nord-Est sono le due macroregioni sulle quali sono disponibili dati statistici. Per il Nord Italia, nel suo complesso, non vengono forniti, dal momento che non esiste una suddivisione delle regioni europee comparabile. E non si può affermare che sia la regione più ricca d’Europa. A livello assoluto il Pil delle ripartizioni Nord-Ovest e Nord-Est è tra i più elevati in Europa -rispettivamente terzo e settimo posto nel 2008, non comunque al primo posto. A livello pro-capite, però, la posizione delle due ripartizioni è molto peggiore: rispettivamente al ventesimo e ventunesimo posto.
Significativo è il trend degli ultimi dieci anni. Nel 1997 le ripartizioni Nord-Ovest e Nord-Est occupavano il settimo e ottavo posto in Europa, con un Pil pro-capite superiore a quello medio europeo del 48 e del 46 per cento rispettivamente, mentre oggi sono superiori solamente del 26 e del 24 per cento (si veda la figura). Nessuna tra le ripartizioni europee che nel 1997 si trovavano in una posizione simile a quella del Nord Italia ha seguito lo stesso andamento negativo.
Figura 3: Ripartizioni europee (Nuts 2) – Pil pro-capite in % della media Ue – Pps – Anni 1997-2008

Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat
Sono passati esattamente dieci anni da quando Silvio Berlusconi, in piena campagna elettorale, firmò nel salotto televisivo di “Porta a porta” il “contratto con gli italiani”. Erano cinque promesse, delle quali almeno quattro da mantenere nell’arco di cinque anni. Ora, di anni ne sono passati il doppio. E sempre con Berlusconi a capo del governo, se si eccettuano i due anni scarsi dell’esecutivo Prodi. Vediamo punto per punto se gli impegni presi con gli italiani sono stati mantenuti.
In questa storia, lo zampino del demonio
genuflettersi a Parigi e poi a Gemonio;
o invece chi non vuol romper sul serio
tratta sbuffando seduto in via Bellerio?
Potemkin
Vorremmo ringraziare il Presidente del Consiglio, e vorremmo farlo per due ragioni. Perché in effetti avevamo notato qualche collega di fede rossonera segnarsi con gesti scaramantici e virare nell’umore. Ora sono tutti più sereni. E vorremmo farlo perchè ha la sensibilità di dedicare anche a questi piccoli, ma significativi dettagli parte del suo prezioso tempo. Ora, chiarito l’equivoco e rasserenati gli animi, Presidente, per favore, torni al lavoro.
p.s. vorremmo anche segnalare al Presidente che il sito del Governo è stato probabilmente attaccato da un nuovo e malizoso virus, noto come conflictofinterest. Ha la particolarità di prendere gli annunci postati sul sito del Milan e dirottarli su quello del Governo.


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Assieme alla dichiarazione Irpef è tornato il 5 per mille. È la terza volta, dal 2009, che lÂ’Associazione La Voce compare nellÂ’elenco degli enti a cui si può volontariamente destinare il 5 per mille della propria Irpef. Â
IL 5 PER MILLE DEL 2009
Si sa che il 5 per mille va in larga parte a una ristretta cerchia di beneficiari grandi e famosi. Dai dati disponibili, del 2009, emerge che, nel settore dove è inclusa anche l’Associazione La Voce, nove enti ricevono, ciascuno, il 5 per mille dellÂ’Irpef di più di 100 mila contribuenti e che 24 enti ricevono importi che vanno da 1 milione a 10 milioni di euro.
Vi è però anche grande frammentazione: gli enti che si contendono il 5 per mille sono complessivamente più di 40 mila, di cui più di 28 mila nello stesso settore dell’Associazione La Voce. Qui, lÂ’80 per cento circa dei beneficiari è stato scelto da non più di 250 contribuenti e il 45 per cento da non più di cinquanta. Guardando agli importi ricevuti dagli enti, lÂ’85 per cento per cento non supera i 10 mila euro e il 72 per cento riceve non più di 5 mila euro.
L’Associazione La Voce non è certo tra i pochi grandi enti che ricevono milioni, ma i risultati del primo anno sono incoraggianti. Ci hanno dato il 5 per mille della loro Irpef 375 contribuenti (grazie!), per un importo totale di più 26 mila euro. È una somma importante, sia nella distribuzione del 5 per mille, sia per il nostro bilancio. Assieme ai fondamentali contributi dei lettori, ci consente di continuare a vivere.
Noi de lavoce.info possiamo fare di più, anche per migliorare la qualità degli interventi e offrire nuovi servizi. Occorre però che un numero crescente di lettori, di collaboratori, di nostri amici e parenti si ricordi, pagando l’Irpef, di questo numero di codice fiscale: 97320670157.
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