L’Europa cerca di proteggersi dalle auto cinesi con dazi e accordi. Ma se manca una strategia industriale, ridurre le importazioni non ne fermerà l’avanzata. Sarà solo una difesa dei margini dei costruttori, a scapito di occupazione e consumatori.
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Un regolamento europeo in attesa di approvazione permetterà di limitare gli affitti brevi. Darà un sollievo temporaneo alla questione abitativa. Per affrontarla in modo strutturale servono però interventi e politiche per le famiglie meno abbienti.
La crisi della casa ha fatto cadere il governo spagnolo e portato il paese al voto. Ma il problema nasce a monte: la popolazione cresce più rapidamente dello stock abitativo. La risposta non è nei tetti agli affitti, ma in un aumento dell’offerta.
La filiera automobilistica italiana va ben oltre le case produttrici e i fornitori diretti. I legami indiretti sono altrettanto importanti. E la catena di fornitura comprende molti più settori di quelli tradizionalmente associati all’automotive.
Gli stabilimenti balneari meno affollati non indicano necessariamente una crisi del turismo. Suggeriscono invece un cambiamento nel modo di viaggiare e di vivere le vacanze. Adeguarsi richiede di dare più spazio alle spiagge libere e allungare la stagione.
Tutto il sistema inglese, non solo la Premier League, ha squadre di gran lunga più ricche delle altre leghe. Il mercato mondiale è organizzato in sistemi nazionali molto distanti fra loro, mentre le differenze al loro interno sono relativamente contenute.
Sono buoni i dati sul turismo in Italia, soprattutto per quanto riguarda immagine e arrivi dall’estero. Il settore è anche competitivo rispetto ad altri paesi europei. Con il fondato sospetto che la competitività si basi su lavoratori sottopagati.
Le imprese automotive italiane più votate all’internazionalizzazione sono meno dipendenti da Stellantis rispetto alle altre. Avere stabilimenti produttivi all’estero non penalizza le esportazioni e facilita l’innovazione di prodotto e di processo.
L’accordo tra Netflix e TF1 è un’evoluzione dei rapporti tra broadcaster nazionali e streamer globali. Finora le intese riguardavano la distribuzione di contenuti, ora c’è una integrazione più ampia, che coinvolge audience e processi di monetizzazione.