Gli stabilimenti balneari meno affollati non indicano necessariamente una crisi del turismo. Suggeriscono invece un cambiamento nel modo di viaggiare e di vivere le vacanze. Adeguarsi richiede di dare più spazio alle spiagge libere e allungare la stagione.
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Tutto il sistema inglese, non solo la Premier League, ha squadre di gran lunga più ricche delle altre leghe. Il mercato mondiale è organizzato in sistemi nazionali molto distanti fra loro, mentre le differenze al loro interno sono relativamente contenute.
Sono buoni i dati sul turismo in Italia, soprattutto per quanto riguarda immagine e arrivi dall’estero. Il settore è anche competitivo rispetto ad altri paesi europei. Con il fondato sospetto che la competitività si basi su lavoratori sottopagati.
Le imprese automotive italiane più votate all’internazionalizzazione sono meno dipendenti da Stellantis rispetto alle altre. Avere stabilimenti produttivi all’estero non penalizza le esportazioni e facilita l’innovazione di prodotto e di processo.
L’accordo tra Netflix e TF1 è un’evoluzione dei rapporti tra broadcaster nazionali e streamer globali. Finora le intese riguardavano la distribuzione di contenuti, ora c’è una integrazione più ampia, che coinvolge audience e processi di monetizzazione.
È passato un anno da quando Trump ha introdotto i dazi sulle importazioni. I risultati ottenuti sono lontani dagli obiettivi. Le tariffe sono state trasferite ai consumatori. Così l’inflazione è salita e la Fed ha ritardato la riduzione dei tassi.
L’industria automobilistica è in crisi e le imprese del settore cercano di diversificare la produzione. Ma il nostro tessuto produttivo affronta con difficoltà la transizione. Servirebbe una politica industriale efficace, che indirizzi il riposizionamento.
Negli Usa la proprietà delle abitazioni unifamiliari mette d’accordo il presidente e una senatrice democratica liberal come Warren. Nel mirino ci sono i grandi investitori che le acquistano per poi affittarle. Ma non è così che si risolve il problema casa.
La sentenza sulle clausole vessatorie dei contratti di Netflix era inevitabile perché la legge italiana è più rigida della direttiva europea. Ma il problema è proprio non aver riconosciuto che il diritto di recesso è già una tutela sufficiente del consumatore.