Cda, Cie, Cara: sono tante le sigle utilizzate per indicare i diversi centri che accolgono gli immigrati in Italia. Vediamo quando sono stati istituiti e quali sono le finalità e la capienza delle diverse strutture.
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Il flusso di migranti e profughi sulle coste italiane alimenta senz’altro organizzazioni mafiose di varia nazionalità, consentendo profitti non lontani da quelli del narcotraffico. Ma se la ‘ndrangheta sembra avere un ruolo chiaro nella logistica degli arrivi, Cosa Nostra appare più defilata.
Dopo la tragedia di Lampedusa, in Italia si è discusso di scafisti, progetti di corridoi umanitari e di aiuti dall’UE. Intanto, altri Stati partecipano ai programmi dell’Agenzia Onu per i rifugiati. Che permettono di riconoscere l’asilo a chi si trova provvisoriamente in un paese terzo.
Per anni l’Italia non ha avuto alcuna politica di accoglienza per i richiedenti asilo, mentre verso gli immigrati per motivi economici si è proceduto a colpi di sanatorie. Il regolamento di Dublino era anche la risposta a una sostanziale sottovalutazione del fenomeno. Serve un netto cambiamento.
In Italia nel settore domestico e assistenziale lavorano un milione e seicentomila immigrati. Prevalentemente donne, quasi sempre sono o sono state irregolari. Un’imponente ristrutturazione della cura a domicilio degli anziani, gestita dalle famiglie, ma tollerata e sussidiata dai poteri pubblici.
Dal Consiglio europeo di fine ottobre sono arrivate affermazioni piuttosto vaghe su immigrazione e asilo. Per trasformarle in misure efficaci, è necessario separare i due problemi ed equilibrare gli sforzi degli Stati membri nell’accoglienza dei profughi. Il rischio di obiettivi di pura facciata.
Bene mettere a fuoco le diverse categorie di chi sbarca (o tenta di sbarcare) sulle nostre coste. E ragionare sul gran numero di persone richiedenti asilo che conflitti molto estesi possono portare nel nostro paese e nella UE. Le scelte che può fare la politica.
Proseguono gli sbarchi sulle coste italiane di migranti e rifugiati. Gli scafisti sono spesso mercanti di speranza, anziché di morte. Continuano gli appelli all’Europa: andrebbe superato il principio di una gestione nazionale del problema.
La piena integrazione della popolazione immigrata non passa solo per la riforma delle norme sulla cittadinanza. Altrettanto importante è la questione dell’apertura dei concorsi per il pubblico impiego. La legge europea 2013, il Parlamento e le resistenze di parti della burocrazia ministeriale.
Anche dopo la visita di Papa Francesco a Lampedusa, sull’accoglienza dei migranti continua a esserci confusione. Bisogna distinguere tra le diverse motivazioni di chi arriva in Italia, tra chi chiede asilo e chi cerca di lavoro. Regolarizzazioni, espulsioni e contraddizioni tra politica e mercato.