Emmanuel Macron potrebbe essere il prossimo presidente francese. In economia è un riformatore che vuole porre le basi per un nuovo modello di crescita, giusta e sostenibile. Un programma non facile da attuare, tanto più senza maggioranza in parlamento.
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La spaventosa emergenza umanitaria li ha fatti passare in secondo piano, ma la guerra civile in Siria ha effetti sull’economia altrettanto gravi. Disoccupazione e inflazione hanno reso inaccessibili i beni primari a buona parte della popolazione.
La previsione di bilancio per il 2018 assegna 54 miliardi in più alla difesa e ne taglia altrettanti ai ministeri sociali. Per ora Trump sembra scegliere la prudenza, senza toccare la spesa pubblica complessiva e senza introdurre nuove tasse o deficit aggiuntivo.
Il ritorno al militarismo annunciato da Trump sarà un ostacolo allo sviluppo di lungo periodo, non solo negli Usa. La conseguenza peggiore sarà la non accumulazione di capitale umano, con effetti sulla produttività . Aggravati dai danni alla salute fisica e mentale dei reduci.
Donald Trump vuole ridurre le esportazioni dal Messico verso gli Usa. Ma l’introduzione di tariffe sui prodotti messicani potrebbe far perdere competitività alle imprese americane, che vedrebbero compromesse le loro catene regionali del valore. L’importanza della bilancia commerciale complessiva.
La Germania non è il Messico. Ha un surplus commerciale non solo bilaterale con gli Stati Uniti, ma in aggregato con il resto del mondo. Anche perché si avvantaggia degli effetti dell’area euro. Proprio per questo dovrebbe in parte modificare la sua politica economica. A partire dagli investimenti.
Entra nel vivo la campagna elettorale per le presidenziali francesi. Nessuno dei principali candidati è chiaramente in vantaggio. Evidenti sono invece le divisioni politiche, anche all’interno degli schieramenti. Il voto della Francia influenzerà il futuro della stessa Unione Europea.
Uno dei capisaldi del programma economico di Trump è abolire il Nafta, l’accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico. Questo comporterebbe, però, la distruzione di catene del valore tra i tre paesi. E la perdita di molti posti di lavoro. Il caso dell’industria automobilistica.
Nei suoi primi cento giorni l’amministrazione Trump dovrà prendere decisioni importanti: proposta di budget per il 2018, agenda sul commercio internazionale e riforma fiscale. Le scelte potrebbero portare a un rapido cambiamento d’umore dei mercati finanziari, sinora benevoli con il nuovo presidente.
Trump ha convinto milioni di americani a votare per lui promettendo di costruire un muro lungo il confine messicano e di deportare milioni di immigrati illegali. Ma tendenze simili, che contengono una matrice protezionista e localista, si manifestano anche altrove, fino a contagiare i paesi europei.