Per limitare le disuguaglianze economiche è meglio intervenire sui redditi di mercato o sui redditi disponibili? La redistribuzione è costosa, in termini economici e sociali. Ma il capitalismo di oggi ha bisogno di regole e maggiore intervento pubblico.
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Tanti i nomi proposti come Presidente della Repubblica ma una sola certezza rispetto all’esito finale: il Presidente, o la Presidente, avrà più di 50 anni. È questo, di fatto, l’unico requisito richiesto dalla Costituzione, oltre all’ovvietà di essere un cittadino che gode dei diritti civili e politici. Un criterio che ha davvero senso?
Dopo due anni di pandemia, il quadro normativo dovrebbe essere più chiaro e definito. Invece, l’impennata dei contagi ha rimesso in fibrillazione tutto il sistema istituzionale. Come dimostra il conflitto tra istituzioni sulla riapertura delle scuole.
Si può calcolare il grado di attuazione dei principi costituzionali che regolano le relazioni tra livelli di governo. Si scopre così che i comuni sono i più virtuosi, seguiti dalle regioni, mentre province e città metropolitane sono molto indietro.
I numeri dell’autonomia italiana, misurati dal Regional Authority Index, rivelano la distanza da paesi tradizionalmente federali o con regioni a vocazione autonomista. Le nostre regioni hanno però più potere rispetto a enti simili di stati centralizzati.
Si è concluso il primo round delle elezioni amministrative, con oltre 12 milioni di italiani chiamati a rinnovare sindaci e consigli di quasi 1.200 comuni. In attesa dei ballottaggi, due i vincitori piuttosto netti: l’astensione e il centrosinistra.
A primavera saremo chiamati a esprimerci su diversi referendum. È diventato troppo facile raccogliere le firme? Sono in molti a ritenere di sì e per questo chiedono una revisione della Costituzione. Che servirebbe, ma certo non per questa ragione.
Dopo anni di stagnazione, i comuni ora programmano nuovi lavori pubblici. La ripresa degli investimenti degli enti locali potrebbe essere dovuta a un assetto regolatorio più semplice, che tuttavia apre altre problematiche. Le prospettive legate al Pnrr.
Le dichiarazioni dei redditi registrano la disaffezione dalla politica dei cittadini. Il numero di chi opta per il 2 per mille è esiguo. Ma ancor meno sono gli italiani che fanno donazioni ai partiti. E l’analisi degli importi rivela qualche sorpresa.