Per uscire dal dualismo del mercato del lavoro sono necessarie tre rivoluzioni: abbandonare l’idea che il posto fisso possa continuare a essere la normalità , istituire un reddito minimo garantito a tutti i cittadini e tutelare la contrattazione collettiva come base contrattuale. L’Italia si prepara a decenni di rilevanti cambiamenti strutturali, in quel che produciamo e in come e dove lo produciamo. Controproducente illudersi che la flessibilità del salario permetta di sopravvivere alla produzione di merci a basso contenuto tecnologico.