La Finanziaria 2005 non prevede per ora il rinnovo del bonus di mille euro per il secondo figlio. Probabilmente sarà però ripristinato ed esteso anche ai primogeniti. Eppure difficilmente farà cambiare idea alle coppie senza figli perché continuerà a essere una misura una tantum e di scarso importo. Mentre gli incentivi alla natalità per dimostrarsi efficaci devono garantire un sostegno al reddito delle famiglie significativo e continuativo.
Categoria: Argomenti Pagina 1067 di 1124
- Banche e finanza
- Concorrenza e mercati
- Conti Pubblici
- Disuguaglianze
- Energia e ambiente
- Famiglia
- Fisco
- Gender gap
- Giustizia
- Immigrazione
- Imprese
- Informazione
- Infrastrutture e trasporti
- Internazionale
- Investimenti e innovazione
- Lavoro
- Mezzogiorno
- Moneta e inflazione
- Pensioni
- PovertÃ
- SanitÃ
- Scuola, università e ricerca
- Società e cultura
- Stato e istituzioni
- Turismo
- Unione europea
Salvo sorprese, il prossimo anno inizieranno i negoziati formali per l’ingresso della Turchia nella Ue. Non mancano le obiezioni. Quelle economiche insistono sul fatto che si tratta di un paese povero, prevalentemente agricolo e con una forte dinamica demografica. Questi problemi potrebbero però essere già superati quando l’adesione sarà effettiva. Mentre i vantaggi sarebbero notevoli e non solo per Ankara. La Turchia può divenire una fondamentale via di approvvigionamenti energetici. E il potenziale di scambi e d’investimento non è ancora sfruttato a pieno.
Dopo l’ingresso ufficiale nella Ue, i tre grandi paesi dellÂ’Europa centrale hanno iniziato a seguire politiche fiscali meno rigorose, anche per l’imminenza di elezioni nazionali. Il rischio è di una deriva populista che porti a una spirale deficit pubblico-inflazione-deprezzamento del cambio-servizio del debito sempre più alto. Impraticabile un’adesione rapida all’euro, saranno i mercati internazionali dei capitali a impedire l’adozione di politiche scellerate. Ricordando però che il mercato provoca aggiustamenti bruschi e spesso traumatici.
Sembra ormai vicina ad una soluzione la crisi Alitalia. Tuttavia, non è ancora tempo per nutrire facili illusioni, come sottolinea Carlo Scarpa (Alitalia: bene così, ma non facciamoci illusioni). Ricostruiamo  la dinamica della crisi nel corso degli ultimi mesi con interventi di Francesco Cavalli, Francesco Gazzoletti e Daniele Nepoti  (Come si dice Malpensa in cinese?), Andrea Goldstein (Per Alitalia, guardiamo all’estero), Marco Ponti (Vola solo il deficit e Alitalia: un’Italia senza ali), Carlo Scarpa, (All’Alitalia serve chiarezza), Mario Sebastiani (Perchè Alitalia resta a terra).
Prima di rifinanziare i progetti di incentivazione alla diffusione della cultura informatica tra i giovani italiani, andrebbero valutati i risultati ottenuti con le iniziative già attuate. L’effetto di alfabetizzazione addizionale sembra infatti aver riguardato solo il 3 per cento dei sedicenni. Se invece gli incentivi fossero assegnati casualmente a persone “simili”, non solo per età , ma anche per background familiare e livello di istruzione, l’eventuale variazione delle abilità informatiche potrebbe essere ascritta più rigorosamente alla partecipazione al programma.
LÂ’occupazione è in leggera crescita e non sembra essersi verificata la crisi delle collaborazioni autonome. Ma la normativa non sembra essere riuscita a scremare le collaborazioni fasulle. Né si sono avuti risultati nell’emersione del sommerso. Restano da definire ammortizzatori sociali e regime previdenziale adatti ai lavoratori precari e un nuovo quadro delle tutele. Va dunque perfezionato in ogni sua parte un progetto di regolazione del mercato del lavoro, adeguato alle nuove sfide della competitività e del rilancio del paese.
La diversificazione dei modelli contrattuali non è riuscita a stimolare l’offerta di lavoro. Nella riforma gli strumenti di lotta allÂ’esclusione sociale si sono confusi con quelli finalizzati a conciliare la domanda di flessibilità delle imprese con la tutela dei lavoratori. Meglio sarebbe allora lasciare alla contrattazione collettiva la facoltà di decidere in quali casi, a quali condizioni e entro quali limiti è lecito, per i singoli lavoratori e per i singoli datori di lavoro, contrattare individualmente condizioni di lavoro adatte alla situazione specifica.
Nell’ultimo anno il mercato del lavoro ha creato 163mila nuovi posti, un dato significativo soprattutto alla luce della bassa crescita economica. Crescono soprattutto i posti nei settori dove è concentrata la forza lavoro immigrata. Tuttavia, ci allontaniamo dagli obiettivi di Lisbona (contano se vogliamo chiudere il divario di reddito con gli Stati Uniti) perché il tasso di occupazione è sceso al 57,5 per cento. La disoccupazione cala principalmente per fattori demografici. Nessuna informazione purtroppo è ancora disponibile sullo stato di attuazione della Legge Biagi.
Il Dpcm di attuazione contiene alcuni errori e imprecisioni. Nel riparto della quota riservata a compensare le Regioni più piccole per la maggiore incidenza dei costi fissi sui loro bilanci. Nel calcolo della capacità fiscale, poi, è stato utilizzato il gettito effettivo e non standardizzato, inficiando così le proprietà incentivanti del modello. E sorge il sospetto che l’importo della spesa sanitaria riconosciuta per il 2002 sia frutto di un negoziato. Proprio quello che il decreto 56/2000 voleva eliminare.
Molte le difficoltà nell’attuazione del decreto che istituiva un meccanismo automatico di perequazione nella distribuzione delle risorse alle Regioni. In vista del federalismo fiscale prossimo venturo, bisogna allora ricordare che il trasferimento di funzioni, la determinazione delle spese da sopprimere sui bilanci dei singoli ministeri, il computo dei finanziamenti necessari e delle regole di perequazione richiede una struttura centrale forte e tecnicamente ben attrezzata.