Le revisioni del Pnrr operate dal governo hanno via via rinviato, ridimensionato o modificato gli obiettivi iniziali, per consentirne il conseguimento. Arrivati alla fase finale del Piano, restano da raggiungere target e milestone decisamente impegnativi.
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L’accordo Ue-Mercosur produrrebbe benefici rilevanti all’industria europea e un accesso stabile alle materie prime essenziali per la transizione energetica e digitale, con pochi danni per l’agricoltura. Una eventuale rinuncia avrebbe gravi conseguenze.
La legge di bilancio sposta il focus dai Lep descrittivi a quelli quantitativi e utilizza il fabbisogno standard come strumento per garantire uniformità e sostenibilità . Un passo avanti verso un federalismo fiscale capace di coniugare equità e autonomia.
La proposta di riforma costituzionale sul premierato vuole rafforzare la figura del presidente del Consiglio: sarebbe eletto direttamente e avrebbe il potere di sciogliere il parlamento. Potrebbe però aumentare anche il ricorso a elezioni anticipate.
I fondi pensione hanno un ruolo fondamentale nella strategia di crescita della Comunità europea e sono un motore nello sviluppo del mercato unico dei capitali. Per spingere i lavoratori ad aderirvi arriva il principio della sottoscrizione automatica.
I rapporti pubblicati in occasione della Cop30 indicano un calo della proiezione di crescita della temperatura, ma l’obiettivo di +1,5°C appare lontano. Le azioni per ridurre le emissioni rallentano e andrebbero favoriti accordi tra i principali emettitori.
A gennaio 2026 le pensioni saranno perequate in base all’inflazione del 2025, che un apposito decreto emanato il 28 novembre quantifica in 1,4 punti percentuali. Ancora una volta è ignorato il diverso meccanismo richiesto dal sistema contributivo.
Se lo stato vuole svolgere il ruolo di attore economico deve farlo investendo risorse proprie, non pilotando attori privati, come invece è accaduto nell’operazione Mps-Mediobanca. Anche in Europa c’è un uso discrezionale delle regole sugli aiuti di stato.
Per limitare la povertà educativa, è necessario rafforzare e rinnovare le politiche di diritto allo studio. Sembrano dare buoni risultati i programmi che incentivano il risparmio familiare. Lo dimostra una sperimentazione in quattro regioni italiane.