La crisi di governo forse non ci sarà. Di sicuro, però, c’è la sistematica tendenza del governo gialloverde a tenere nell’incertezza il futuro dell’economia. È proprio questa abitudine che dovrebbe finire, prima ancora dell’esecutivo Conte.
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I dati Invalsi hanno certificato che gli studenti del Mezzogiorno ottengono risultati molto al di sotto della media nazionale in tutte le prove e per ogni grado di scuola. Centrale è la qualità dell’insegnamento. Ed è lì che bisognerebbe intervenire.
Il negoziato sulla maggiore autonomia di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna rischia di bloccarsi sull’istruzione. Ma anche escludendola, il passaggio potrebbe risultare molto conveniente per le tre regioni se i fabbisogni standard non fossero adottati.
Il decreto sbloccacantieri punta a ridurre i tempi di realizzazione delle infrastrutture, agendo sulle procedure amministrative. Ma il cortocircuito tra indicazioni del ministero e nuova regolazione delle concessioni autostradali rischia di vanificarlo.
La parità di genere è uno dei principi fondamentali dell’Unione Europea. E il nuovo Parlamento di Strasburgo è il più inclusivo di sempre. Sarà compito suo e della futura Commissione continuare a promuovere la partecipazione delle donne in ogni campo.
La collaborazione tra Volkswagen e Ford su auto elettriche e veicoli a guida autonoma ribadisce la necessità di grandi volumi per giustificare investimenti ingenti. Che sono utili per continuare a primeggiare nelle vendite. E per scongiurare sanzioni.
Ursula von der Leyen è presidente della Commissione. Al Parlamento europeo ha proposto un programma ambizioso per rispondere alle richieste di Pse e Verdi. Sull’area dell’euro ha sostenuto idee utili anche per l’Italia. I riflessi sul nostro governo.
Chi sono i super-ricchi tra i lavoratori dipendenti del settore privato? Guadagnano più di 500 mila euro l’anno e i loro redditi sono stati gli unici a salire negli ultimi decenni. Concentrato è anche il luogo dove trovarli, adesso ancora più che in passato: la provincia di Milano.
Fallito il tentativo di varare una web tax europea, la Francia ne ha approvata una propria versione. Altrettanto vorrebbero fare Gran Bretagna e Spagna. E l’Italia? La legge che introduce l’imposta c’è, mancano però i decreti attuativi per applicarla.
Flat tax al 15 per cento e reddito di cittadinanza sono i cardini del fisco targato Lega-M5s. Ma non sono misure che si autofinanziano, neanche nelle loro versioni ridotte. Ci sono altri modi per migliorare gli incentivi indotti dal sistema fiscale.