Il calo del prezzo del petrolio rende insostenibili i sussidi al consumo praticati da molti paesi produttori. Negli stati non produttori, invece, aumenta le entrate fiscali da carburanti ed è una spinta inattesa all’economia. Ma quali sono gli effetti sull’ambiente? Due opportunità per l’Italia.
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Le tecnologie di raccolta e trattamento dei dati biometrici sono sempre più diffuse. Se da una parte rendono più semplici i rapporti con le amministrazioni pubbliche e private, dall’altro aprono problemi di rispetto della privacy dell’individuo. Dal Garante un quadro di riferimento unitario.
Il Consiglio dei ministri ha varato i primi provvedimenti sulla scuola. Sono tre sono le questioni che avranno gli effetti maggiori sul suo funzionamento: gestione del personale insegnante, rigidità degli insegnamenti e ruolo dei dirigenti. Per tutte e tre restano aperti i problemi di attuazione.
Con l’avvio del Quantitative easing lo spread Btp-bund è sceso a 84 punti. Per lo stato italiano significa un risparmio di spesa in interessi di diversi miliardi. Va però evitato un errore: interpretarlo come un bonus che elimina la necessità di ridurre in modo permanente la spesa pubblica.
Chi si oppone alle liberalizzazioni nei trasporti fa spesso appello alla sicurezza. Ma i dati dicono che mortalità e sinistri sono diminuiti visto che la deregolamentazione non comporta allentamenti dei requisiti di sicurezza. La difesa di interessi particolari, a scapito di quello generale.
Nel 2011 le emissioni di CO2 in Italia sono state pari a 393 milioni di tonnellate. E inaspettatamente siamo riusciti a rispettare i vincoli di Kyoto. Ma si tratta di un numero così grande che è persino difficile dargli un significato concreto. Per dire, equivale al peso di 78 milioni di elefanti.
Tensioni e guerre civili scuotono il Medio Oriente. E producono migrazioni da un paese all’altro, che causano enormi sofferenze. Ma i cambiamenti nella geografia della regione potrebbero dar vita a stati più omogenei, accrescendo la fiducia fra cittadini e accelerando lo sviluppo economico.
Salvare la compagnia di bandiera con il pretesto dell’italianità ci è costato miliardi di euro. A carico di chi vola dagli scali italiani, indipendentemente dalla compagnia aerea. Le responsabilità di questa storia sciagurata del capitalismo nostrano sono chiare sin dal 2008.
Perché qualcuno dovrebbe investire in una squadra di calcio? Ormai sorpassato il modello italiano che confidava nella visibilità mediatica, resta una sola risposta: “per fare soldi”. Ma ciò implica che le società siano gestite in modo economicamente sostenibile. Club che danno il buon esempio.
La legge di stabilità 2015 impone forti tagli agli enti locali, di fatto ridefinendone il perimetro di azione. I vincoli di natura finanziaria, contabile e di personale sono utilizzati come leva per accelerare i processi di riassetto istituzionale, in una rischiosa riorganizzazione “spontanea”.