Se avete mai giocato a Risiko, sapete che per vincere non basta difendere il proprio territorio: bisogna anche espandersi. Nel mondo della finanza sta succedendo qualcosa di simile, con una nuova ondata di fusioni e acquisizioni che punta a ridisegnare la mappa bancaria europea.
Ma perché servono banche più grandi e solide? E quali vantaggi potrebbero derivare da un sistema meno frammentato e più integrato a livello internazionale? Insieme a Marco Pagano, economista finanziario e professore di finanza all’Università degli Studi di Napoli Federico II, cerchiamo di capire perché l’Europa è ancora divisa in 27 mercati bancari nazionali, cosa manca per costruire un mercato unico bancario e dei capitali e quali benefici potrebbe portare a cittadini, famiglie e imprese.
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Il disegno di legge di bilancio introduce la novità assoluta del fondo “Valore nuovi nati”. Non punta a favorire le nascite. Potrebbe invece aiutare a diffondere una migliore e più ampia cultura previdenziale, anche se il premio monetario è scarso.
Da decenni l’Italia cresce poco. Una delle cause principali è la dimensione ridotta delle imprese. Una situazione che difficile da modificare se gli imprenditori continueranno a considerare l’ingresso di soci esterni come una perdita di controllo.
Il ruolo decisivo delle clausole di salvaguardia nella manovra di bilancio richiede una piena trasparenza sulle modalità del loro utilizzo e sugli interventi coinvolti. Finora è mancata. La discussione parlamentare è la sede naturale per fare chiarezza.
Gli attacchi ucraini alle raffinerie hanno conseguenze misurabili sull’economia russa: l’attività economica diminuisce per chilometri, il calo persiste nel tempo e si trasmette alle esportazioni. Colpiscono quindi un’economia locale, non solo un impianto.
Il rallentamento dell’economia argentina nasce dall’interazione fra riallocazione delle risorse tra settori, debolezza del credito e incertezza elettorale. I benefici del programma di Milei non si sono ancora tradotti in una ripresa sufficientemente ampia.
L’alta inflazione incide sull’andamento della finanza pubblica e sul funzionamento delle regole europee. Sono due le questioni principali: il trattamento del fiscal drag e i margini di flessibilità rispetto a un percorso di spesa pubblica fissato nel 2024.
Introdurre una patrimoniale non è semplice. Più facile invece rivedere l’imposta di successione, dalla quale oggi, in Italia, si ricava troppo poco. Con pochi aggiustamenti potrebbe dare buoni risultati di gettito e sotto il profilo dell’equità.
Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e sociale. In questa puntata abbiamo invitato Nerina Dirindin, professoressa ed economista esperta di welfare e politiche sanitarie.
Da anni la sanità italiana occupa stabilmente il dibattito pubblico. Le cronache raccontano con continuità di liste d’attesa sempre più lunghe, pronto soccorso sovraffollati, carenza di medici e infermieri, difficoltà nel garantire servizi territoriali adeguati e forti differenze tra regioni. Problemi che non riguardano soltanto l’organizzazione del sistema sanitario, ma che incidono direttamente sulla qualità della vita e sull’accesso effettivo alle cure.
Accanto alle criticità, non mancano esempi di eccellenza ospedaliera e professionale che continuano a rendere il Servizio sanitario nazionale un punto di riferimento importante. Tuttavia, nella percezione quotidiana di molti cittadini, sono soprattutto le difficoltà ad emergere con forza, perché tangibili nell’esperienza concreta di chi cerca una visita specialistica, un posto letto o un’assistenza tempestiva.
Dietro questa emergenza permanente si nasconde però una questione più profonda e strutturale: la sostenibilità del modello universalistico su cui si fonda la sanità pubblica italiana. Comprendere se l’attuale crisi sia il risultato di un inevitabile cambiamento oppure l’effetto di precise scelte politiche e di finanziamento è fondamentale per capire quale direzione stia prendendo il nostro welfare.
Nel corso della puntata discutiamo del ruolo della spesa sanitaria pubblica, delle difficoltà legate al personale sanitario, delle disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure e del crescente ricorso alla sanità privata. Analizziamo anche quali possibili riforme potrebbero rafforzare il sistema pubblico e quali rischi comporterebbe un progressivo indebolimento del diritto universale alla salute.
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Slides che contengono i numeri citati possono essere scaricate qua.
Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e politico. In questa puntata abbiamo invitato Giovanni Bonfanti, economista che studia l’integrazione europea dal punto di vista fiscale e finanziario.
Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, l’Unione europea ha iniziato a emettere debito comune su una scala senza precedenti. Questo ha riacceso il dibattito su strumenti come gli eurobond e, più in generale, sul ruolo dei cosiddetti “safe assets” nel funzionamento dei mercati finanziari.
La presenza di un titolo sicuro comune è un elemento cruciale per la stabilità finanziaria dell’area euro: facilita la trasmissione della politica monetaria, rafforza la capacità dell’Unione di reagire agli shock economici e può influire direttamente sul costo del debito pubblico e sulle condizioni di finanziamento dei paesi membri. Tuttavia, nonostante i progressi recenti, gli attuali EU bonds non sono ancora considerati un vero safe asset di riferimento.
Capire quali caratteristiche dovrebbe avere un titolo sicuro europeo e quali passi istituzionali sarebbero necessari per crearlo è quindi fondamentale per comprendere le prospettive future dell’integrazione finanziaria europea.
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