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Perché le banche centrali devono restare indipendenti?

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione di lavoce.info: due volte al mese, in mezz’ora di conversazione, affrontiamo temi centrali per il dibattito pubblico con esperte ed esperti.

In questa puntata parliamo dell’indipendenza delle banche centrali, uno dei principi più importanti e condivisi dell’economia contemporanea, oggi però sempre più sotto pressione. Dagli attacchi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al presidente della Federal Reserve Jerome Powell fino ai casi più estremi come quello della Turchia, il rapporto tra potere politico e politica monetaria è tornato al centro del dibattito pubblico.

Con Tommaso Monacelli, professore di Economia presso l’Università Bocconi di Milano, discutiamo cosa significa davvero avere una banca centrale indipendente, perché l’autonomia nelle decisioni sui tassi di interesse è fondamentale per il benessere sociale e quali rischi economici e democratici corriamo se questo equilibrio dovesse rompersi.

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Pnrr: dalla programmazione alle revisioni poca attenzione ai problemi più urgenti

Il Pnrr ha un vizio di fondo: l’uniformità delle scadenze a prescindere dalla tipologia del lavoro da effettuare. Unito alle inefficienze organizzative ha portato a dirottare i fondi per le opere infrastrutturali verso i più gestibili sussidi alle imprese.

Il golden power che serve all’Italia e alla Ue*

Da strumento per casi eccezionali, il golden power si è trasformato in un meccanismo strutturale di controllo sugli investimenti. Come si è visto nel settore bancario. Non va cancellato, ma va ridimensionato rispetto a operazioni interne alla Ue.

C’è qualcosa di nuovo negli ultimi dati sull’occupazione?

I dati Istat dell’indagine continua sulle forze di lavoro di dicembre, seppur provvisori, danno alcune indicazioni sulle tendenze in atto. La crescita dell’occupazione si è fermata. Sale il contributo dei lavoratori senior e il lavoro autonomo recupera.

Sud Italia nell’occhio del ciclone

Dopo il ciclone Harry e la frana di Niscemi ci sono risorse europee e nazionali per la ricostruzione. Dovrebbe però seguire i principi del “ricostruire meglio”, finora assenti nelle politiche di coesione, sfruttando l’occasione del nuovo bilancio europeo.

Oltre la “fuga dei cervelli”: la mobilità dei talenti può diventare una risorsa

Il problema dell’Italia non è la fuga dei cervelli, ma il fatto che attrae pochi stranieri laureati. Pesano una domanda debole di lavoro qualificato, carriere lente e poco trasparenti e un contesto che penalizza i giovani in termini di salari e prospettive familiari.

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