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Perché all’Europa manca ancora un vero titolo sicuro?

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e politico. In questa puntata abbiamo invitato Giovanni Bonfanti, economista che studia l’integrazione europea dal punto di vista fiscale e finanziario.

Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, l’Unione europea ha iniziato a emettere debito comune su una scala senza precedenti. Questo ha riacceso il dibattito su strumenti come gli eurobond e, più in generale, sul ruolo dei cosiddetti “safe assets” nel funzionamento dei mercati finanziari.

La presenza di un titolo sicuro comune è un elemento cruciale per la stabilità finanziaria dell’area euro: facilita la trasmissione della politica monetaria, rafforza la capacità dell’Unione di reagire agli shock economici e può influire direttamente sul costo del debito pubblico e sulle condizioni di finanziamento dei paesi membri. Tuttavia, nonostante i progressi recenti, gli attuali EU bonds non sono ancora considerati un vero safe asset di riferimento.

Capire quali caratteristiche dovrebbe avere un titolo sicuro europeo e quali passi istituzionali sarebbero necessari per crearlo è quindi fondamentale per comprendere le prospettive future dell’integrazione finanziaria europea.

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Gli Usa un anno dopo il Liberation Day

È passato un anno da quando Trump ha introdotto i dazi sulle importazioni. I risultati ottenuti sono lontani dagli obiettivi. Le tariffe sono state trasferite ai consumatori. Così l’inflazione è salita e la Fed ha ritardato la riduzione dei tassi.

L’elettricità della Spagna è un modello?

Gli spagnoli pagano bollette elettriche più basse delle nostre, soprattutto se si considerano solo i mercati all’ingrosso. La differenza deriva da ragioni strutturali e da scelte politiche e regolatorie diverse. Ma anche i rischi sono diversi.

Arrivano al pettine i nodi del Pnrr *

A pochi mesi dalla scadenza del Pnrr sono sempre più chiare tre criticità strutturali che rischiano di comprometterne l’efficacia: le continue revisioni del piano, il mancato avvio di una quota significativa di progetti e i ritardi nella fase di collaudo.

C’è un modello di università più efficiente degli altri?

Il sistema universitario italiano comprende atenei statali, privati e telematici, con caratteristiche e finalità diverse. Non si tratta di scegliere quale modello sia “migliore”, ma di costruire un ecosistema in cui ciascuno possa dare un contributo.

La pazienza della Consulta non è infinita

Il nuovo corso della Consulta che posticipa l’effetto della censura di norme illegittime deriva anche dalla crescente complessità della società e dell’economia. Se la Corte cerca il dialogo collaborativo, per ora il legislatore non sembra rispondere.

Perché le differenze socioeconomiche persistono?

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito pubblico. In questa puntata abbiamo invitato Alberto Bisin, professore di economia alla New York University.

Uno dei temi centrali dell’economia politica è la trasmissione intergenerazionale di valori, norme e comportamenti. La famiglia rappresenta il primo luogo in cui questo processo prende forma, ma non è l’unico: l’ambiente sociale, le istituzioni e le élite economiche e politiche possono rafforzare o ostacolare percorsi di sviluppo. Attraverso questi meccanismi le disuguaglianze non solo emergono, ma possono diventare persistenti nel tempo, influenzando mobilità sociale, crescita economica e distribuzione della ricchezza.

Capire come funziona la trasmissione culturale e quale ruolo giocano le élite è quindi fondamentale per interpretare fenomeni come la persistenza delle disuguaglianze e le differenze di sviluppo tra paesi e territori.

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L’Italia e l’Europa alla prova di una nuova crisi energetica

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito pubblico. In questa puntata abbiamo invitato Luisa Loiacono, economista esperta in mercati energetici.

La sicurezza energetica europea è tornata al centro dell’attenzione con le nuove tensioni in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz, uno degli snodi più importanti per il commercio globale di petrolio e gas. Una parte significativa delle forniture energetiche mondiali transita da lì, e le interruzioni dei flussi stanno già producendo effetti rilevanti sui prezzi delle materie prime.

Non è la prima volta che accade: la guerra in Ucraina aveva già mostrato quanto il sistema energetico globale sia fragile e interconnesso. Nonostante alcuni progressi, le economie europee restano esposte a shock esterni che possono trasmettersi rapidamente a inflazione, crescita e costo dell’energia per famiglie e imprese.

Capire come funzionano i mercati di gas e petrolio e attraverso quali canali questi shock si propagano è fondamentale per interpretare ciò che sta accadendo oggi e ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi.

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