Nel 2019 le Pmi italiane non avevano ancora recuperato i livelli di marginalità del 2007, pur migliorando negli indici di patrimonializzazione e solidità finanziaria. Poi è arrivata la crisi da pandemia. Con gravi conseguenze, specie in alcuni settori.
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Sui numeri della seconda ondata di Covid-19 e sul confronto con quelli di marzo si sta facendo molta confusione. Proviamo a esaminare i dati a mente fredda e a fare chiarezza. Intanto, se in alcune regioni i piani di rientro sanitari hanno avuto effetti positivi sui bilanci, altrove potrebbero aver acuito le diseguaglianze. I risultati di un’analisi sulla mobilità sanitaria regionale.
A quasi due anni dall’entrata in vigore, il reddito di cittadinanza necessita di alcune correzioni. Ma continua a rimanere essenziale per garantire sicurezza economica, tanto più in tempi di crisi. In un paese intrappolato in una spirale di bassa natalità e altrettanto bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro, un cambio di passo potrebbe venire dai congedi dei padri. Alle Pmi serve un intervento straordinario di ricapitalizzazione per ridurre i rischi di indebitamento. Il Recovery Fund è un’occasione d’oro per la creazione di un apposito fondo pubblico-privato.
Quale effetto ha una pandemia globale sulle disuguaglianze? Guardando ai precedenti più recenti – da ultima l’influenza spagnola – appare evidente come aumentino povertà e divari.
Come prevedibile, il conteggio dei voti per le presidenziali Usa sta andando a rilento. Joe Biden dovrebbe averla spuntata ma la tensione crescente dice molto delle divisioni interne.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. In uno slideshow speciale analizziamo la distribuzione del voto negli Usa.
Continua la nostra collaborazione con Economia24, la trasmissione economica di RaiNews24: nell’ultima puntata Massimo Bordignon ha commentato le previsioni economiche della Commissione europea.
Il successo del Recovery plan italiano dipende dalle scelte sulle priorità di investimento. Una di queste è la ricapitalizzazione delle Pmi, necessaria per ridurre i rischi di un’espansione del loro debito. E lo strumento è un fondo pubblico-privato.
Il sistema bancario ha usato tre quarti delle garanzie pubbliche per ridurre i propri rischi e solo un quarto per aumentare la liquidità delle imprese. Ma la misura è stata utile perché è meglio se lo stato aiuta banche e imprese quando sono ancora vive.
Dopo il crollo del secondo trimestre l’economia mondiale si avvia a un chiaro ritorno alla crescita nel terzo trimestre del 2020. Più rapido negli Stati Uniti e in Cina che in Europa. E più veloce in Germania che nel resto dell’Eurozona.
I dati preliminari di giugno mostrano che quello appena concluso è per la crescita il peggior trimestre da quando esiste questo genere di rilevazioni. Ma attestano anche che i germogli di ripresa sono presenti dappertutto. Un po’ meno in Italia.
La puntualità dei pagamenti fa sì che le imprese dispongano di un flusso di cassa sano e della liquidità necessaria per le loro operazioni commerciali. Per questo è fondamentale che la Pa saldi i suoi debiti nei termini stabiliti.
La proprietà e la gestione familiare incidono sui risultati aziendali. Gli effetti però mutano in modo significativo con la dimensione dell’impresa. Possono essere positivi per gli operatori piccoli, mentre diventano negativi per quelli più grandi.
Nell’ultimo decennio il nostro sistema imprenditoriale ha vissuto diversi cambiamenti, anche normativi. Alcuni tratti peculiari della governance delle società si sono però acuiti. Delineando un contesto poco adatto a raccogliere le sfide attuali.
L’articolo 26 del “decreto Rilancio” prevede interventi fiscali e finanziari per agevolare la ricapitalizzazione delle imprese di minori dimensioni. Rischia però di imporre tempi troppo stretti per rispettare i vincoli comunitari sugli aiuti di Stato.