In Germania, una riforma organica del sistema pensionistico prevede l’introduzione di una componente obbligatoria a capitalizzazione, ispirata al modello svedese. Il suo successo dipende da costi contenuti e indipendenza dalle ingerenze politiche.
La Germania di fronte alla sfida demografica
Il 23 giugno 2026, dopo ventiquattro settimane di lavoro, la Commissione pensioni tedesca ha presentato al cancelliere Friedrich Merz la sua relazione finale, con trentatré raccomandazioni per la riforma del sistema pensionistico.
Come molti altri paesi avanzati, la Germania è sottoposta a una forte pressione demografica. La generazione dei baby boomer sta andando in pensione, la natalità è bassa e la speranza di vita aumenta. Il rapporto tra contribuenti e pensionati è quindi destinato a peggiorare, accrescendo l’onere sul sistema pensionistico pubblico a ripartizione. In questo contesto, la coalizione di governo formata dalla Cdu/Csu di centrodestra e dalla Spd di centrosinistra ha incaricato la Commissione di elaborare un programma di riforma sostenibile.
Le proposte della Commissione pensioni
La riforma proposta riguarda tutti e tre i pilastri della previdenza, ma si concentra sul primo, quello pubblico. È concepita come un pacchetto organico che chiede un contributo a tutti i gruppi sociali, stabilizzando al tempo stesso il sistema pensionistico nel lungo periodo.
La Commissione raccomanda di collegare l’età pensionabile alla speranza di vita, eliminare gradualmente il pensionamento anticipato senza riduzioni dell’assegno e ripristinare il fattore di sostenibilità, che lega gli aumenti delle pensioni all’invecchiamento della popolazione. Propone inoltre di estendere l’assicurazione pensionistica obbligatoria ai lavoratori autonomi e, in prospettiva, ai dipendenti pubblici.
Queste misure contribuirebbero a contenere il previsto aumento dell’aliquota contributiva. Oggi è pari al 18,6 per cento, finanziato in parti uguali da lavoratori e datori di lavoro, ma senza riforme dovrebbe superare di poco il 21 per cento entro il 2040. A seconda di come e in che tempi saranno attuate le misure proposte dalla Commissione, l’aumento potrebbe essere ridotto fino a 1 punto percentuale.
L’innalzamento dell’età pensionabile contribuisce a stabilizzare il livello della pensione, perché mantiene più a lungo al lavoro le persone, che quindi versano al sistema più contributi, mentre si riduce al contempo il numero dei pensionati. L’effetto sarebbe in parte controbilanciato dal fattore di sostenibilità, che frena la crescita delle pensioni al peggiorare del rapporto tra pensionati e contribuenti.
Nel complesso, le riforme permetterebbero di limitare l’aumento delle aliquote contributive e la riduzione del livello delle pensioni, ma non riuscirebbero a invertire del tutto le tendenze. In particolare, le sole riforme del sistema a ripartizione offrono scarse prospettive di aumento delle pensioni pubbliche. La Commissione ha perciò proposto di rafforzare anche la previdenza a capitalizzazione, soprattutto all’interno del primo pilastro pubblico.
Una riforma che guarda al modello svedese
La Germania parte in questo comparto da un livello basso. Secondo l’Ocse, le attività destinate alla pensione rappresentano appena il 6,4 per cento del Pil in Germania – in Italia è l’11,7 per cento – rispetto al 115,8 per cento in Svezia e al 260,4 per cento in Danimarca.
La Commissione raccomanda quindi di introdurre nel primo pilastro pubblico una componente obbligatoria a capitalizzazione (Kapitalrente). La proposta si ispira al sistema svedese della premium pension.
La componente a capitalizzazione integrerebbe il sistema a ripartizione, generando rendimenti che dipendono meno dall’andamento demografico ed economico della Germania. Il capitale così raccolto dovrebbe essere investito a livello globale in un’ampia gamma di attività e settori, anziché essere concentrato nell’economia tedesca. Ciò consentirebbe a fasce più ampie della popolazione di beneficiare dei rendimenti dei mercati finanziari globali, contribuendo al tempo stesso allo sviluppo dei mercati dei capitali europei.
Una buona architettura è essenziale
L’esperienza tedesca con la previdenza a capitalizzazione ha finora prodotto risultati contrastanti. La pensione Riester, volontaria e sostenuta da sussidi pubblici, aveva gravi difetti di progettazione. I costi elevati e la garanzia sui contributi nominali limitavano gli investimenti in attività con rendimenti attesi più alti. Qualsiasi nuovo sistema, soprattutto se la partecipazione è obbligatoria, deve tener conto di questi errori.
La Commissione propone un’aliquota contributiva aggiuntiva pari al 2 per cento della retribuzione lorda, finanziata in parti uguali da datori di lavoro e lavoratori. Nel medio periodo, misure quali l’aumento dell’età pensionabile, il ripristino del fattore di sostenibilità e l’inclusione dei lavoratori autonomi nell’assicurazione pensionistica obbligatoria compenserebbero in parte l’incremento.
I contributi confluirebbero in conti individuali a capitalizzazione. I contribuenti potrebbero scegliere tra un fondo pubblico, gestito da professionisti e competitivo a livello internazionale, e un numero limitato di fondi privati certificati, soggetti agli stessi rigorosi criteri. Secondo la Commissione, nel lungo periodo i rendimenti così ottenuti aumenterebbero le prestazioni del primo pilastro.
Perché funzioni sono però necessarie diverse garanzie. Il patrimonio deve essere protetto dall’impiego per finalità diverse, compresi i progetti politici. Le decisioni di investimento devono essere affidate a professionisti e rimanere indipendenti da qualsiasi ingerenza politica. Gli investimenti dovrebbero essere ampiamente diversificati per limitare i rischi.
Anche i costi sono importanti. La Commissione propone un parametro particolarmente ambizioso: il costo annuo effettivo della gestione del patrimonio non dovrebbe superare lo 0,1 per cento del capitale accumulato. L’obiettivo si basa sull’esperienza svedese con AP7, il fondo pubblico di default, e sulle economie di scala realizzabili in un grande sistema obbligatorio. Anche la concorrenza tra i fondi privati che intendono essere inclusi nel numero limitato di opzioni autorizzate dovrebbe contribuire a mantenere basse le commissioni. I rendimenti degli investimenti e tutte le commissioni devono essere comunicati in modo trasparente, anche nelle fasi difficili dei mercati.
Un banco di prova per la politica
La proposta non è esente da difficoltà di attuazione. L’introduzione della pensione a capitalizzazione aumenterà le aliquote contributive. Se per i lavoratori il contributo aggiuntivo costituisce un risparmio previdenziale individuale, per i datori di lavoro, invece, rappresenta un costo in più, che potrebbe essere compreso tra 0,5 e 1 punto percentuale del monte salari, a seconda della portata e della rapidità di attuazione di misure previste. Si tratta di un onere significativo nella difficile situazione economica della Germania.
Il rischio maggiore e più immediato è tuttavia politico. La pensione a capitalizzazione fa parte di un pacchetto che si regge su un preciso equilibrio. Se i partiti di governo indebolissero anche solo alcune delle misure previste – ad esempio l’innalzamento dell’età pensionabile o il fattore di sostenibilità – il costo del lavoro aumenterebbe senza che si arrivi alla stabilizzazione del sistema pensionistico. L’attuazione del pacchetto dimostrerà se i partiti della maggioranza di governo saranno disposti a raggiungere compromessi e ad accettare misure che non riflettono pienamente le rispettive preferenze politiche. È una prova decisiva della capacità della Germania di attuare riforme difficili, ma necessarie.
*L’articolo originale, in inglese, è disponibile qui.
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Professoressa ordinaria di Economia e Finanza Pubblica all’Università di Jena dal 2012. Dal 2018, fa parte del comitato consultivo indipendente del Consiglio di stabilità tedesco (Stabilitätsrat). Ha ottenuto il PhD in Economics all’Università di Monaco. I suoi interessi di ricerca riguardano la finanza pubblica e le politiche sociali, educative e migratorie. Sito web: https://sites.google.com/view/silkeuebelmesser
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