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Il Punto

È vero -come dicono i sostenitori dell’uscita dall’euro– che svalutare la moneta porta più benefici che svantaggi? Se si va a vedere cos’è successo in 23 casi di svalutazione dal 2000 in poi, si scopre che i guadagni di competitività sono notevolmente inferiori all’inflazione generata in casa. E in Italia svalutazione e inflazione sono storicamente andate di pari passo, con l’eccezione delle politiche dei redditi nella prima metà degli anni ’90. Ma oggi non ci sono più gli attori e le forme di contrattazione per accordi di quel tipo. Un nuovo approfondimento della nostra serie speciale “€uro pro e contro”. Con l’approvazione del Single Resolution Mechanism nell’ultima sessione del Parlamento europeo abbiamo il secondo dei tre pilastri dell’Unione bancaria europea. Ripercorriamo in un Dossier la lunga storia di questa costruzione e vediamo quel che ancora manca.
I tagli alla spesa colpiscono ancora la sanità. Inevitabilmente questo si tradurrà in un aumento dei costi per i cittadini di alcune prestazioni che oggi sono a carico della fiscalità generale. Bene assicurarsi che a pagare per i servizi sanitari siano coloro che possono permetterselo. E utilizzare i recuperi di efficienza per colmare le carenze che anche l’Europa ci contesta.
La crisi russo-ucraina fa temere la sospensione delle forniture di gas. Però la possibilità che l’Europa si trovi con i serbatoi a secco è molto remota. Vediamo perché.
Deludenti i primi risultati delle multe con lo sconto del 30 per cento se pagate entro cinque giorni. Se, prima di legiferare, si fosse fatta una sperimentazione, si sarebbe potuto creare un meccanismo efficace.

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Svalutazione e inflazione: cosa dicono i dati

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Ma l’Ucraina non ci lascerà al freddo

  1. Andrea

    Vorrà dire che moriremo di fame e faremo la fine della Grecia, rallegrandoci di avere l’inflazione bassa. Quando invece potremmo ridare finalmente slancio alla nostra economia e, magari chissà, avere qualche soldo in tasca per comprarci il pane, in barba all’inflazione brutta e cattiva.

    • accaldato

      Che tu viva o muoia non ha nessuna importanza. Quello che a loro importa è che tu restituisca tutto il debito pubblico con gli interessi ad ogni scadenza.

    • L’inflazione non è mai brutta e cattiva, anzi è il contrario, una modesta inflazione è auspicabile, naturale che in questo momento visto l’ingente debito pubblico in Europa si deve accettare l’inflazione del 4% per potere pagare il debito senza provocare recessione, oggi abbiamo l’inflazione solo allo 0,4% e la Bce non fa nulla per modificare tale situazione.

    • La Grecia aveva un debito pubblico di 330 miliardi, con la cura della Germania, ricevendo 240 miliardi di aiuti, non ha risolto il problema, forse invece di dare gli aiuti, andavano sostenuti i titoli greci e la Gracia non avrebbe dichiarato il default, con tutte le conseguenze che vi sono state, oppure la verità e’ un’altra e non si può dire, la Grecia di stava preparando per dichiarare nulli tutti i debiti illeciti, contratti principalmente con la Goldman, chiaro che le oligarchie finanziarie hanno preferito creare un caso Grecia per impedire che venisse fuori tutte le motivazioni della nascita del debito greco.

  2. emanuele

    Ma mi chiedo: ha ancora senso discutere se essere o non essere contro l’euro? Io non parlerò dell’Italia, parlerò della Germania. La Germania ha avuto una crescita del Pil cumulata negli ultimi due anni pari allo 1,1%, il Regno Unito del 2,2%, cioè sta crescendo al doppio della velocità della Germania. E nel 2013 è prevista una crescita del Regno Unito intorno al 3%, forse addirittura 3,5%, contro un 1-1,2% della Germania. Tralascio gli Usa perché il confronto con la Germania diventa impietoso per la Germania. Ma possiamo parlare di Ungheria e Polonia, della Korea del Sud e del Canada etc. Si parla tanto di svantaggi di uscita dall’euro, ma non si dice una cosa fondamentale dentro l’euro saremo morti. I Pil procapite dei paesi dentro l’eurozona stanno crollando relativamente rispetto a tutti i paesi del mondo. Già oggi l’Italia è al 33° posto ed entro 5 anni sarà superata da Trinidad and Tobago e Timor Est (andare su google e cercare Gdp per capita per credere). Parliamo di qualche svantaggio seppure pesante di fronte alla morte certa. Ma di cosa stiamo parlando?

    • Ciò è tutto vero, ma la Germania nel periodo dell’adozione dell’euro ha acquisito una posizione di vantaggio all’interno dell’Europa, ossia in base ai suoi surplus e’ divenuto il paese creditore nei confronti degli altri paesi euro ( oltre 1400 miliardi), naturale che i surplus nei confronti degli altri paesi euro sono destinati ad essere azzerati, non per la Germania, ma a causa degli altri paesi che sono stati ridotti alla fame ( vedi l’Italia, non penso che gli italiani si potranno permettere la Mercedes o la BMW). L’obbiettivo della Germania era quello di assumere la guida dell’Europa, ha perso la guerra con i fucili, ha vinto la guerra con la moneta. Se ciò risponde a verità, qual’e’ l’Europa che i paesi vogliono, quella dove da gli ordini la Germania e fa fallire la Grecia, ieri e l’Italia oggi? Oppure è l’Europa politica dove si vota e vi sarà la democrazia? In difetto sarebbe preferibile che ognuno faccia la sua strada.

  3. A mio avviso, al punto in cui siamo arrivati, chi vuole sostenere ancora che l’euro gestito nelle modalità attuali è il minore dei mali, deve essere sottoposto ad un Tso, impossibile non comprendere, per una persona normale, anche privo di nozioni economiche che sia preferibile un po’ di inflazione alla disoccupazione che oramai arriva al 50% per i giovani: dovrebbero andare tutti a lavorare in Germania, tutti i ristoranti tedeschi aspettano i nostri figli per fare i camerieri! Se questo è il futuro per l’Italia, dovrebbero dare l’esempio, per primi i figli dei nostri politici. Dove lavorano i figli di Monti, Letta, D’Alema, etc.?

  4. Ancora oggi si parla di lotta all’evasione fiscale in Italia per uscire dalla crisi. Dobbiamo comprendere che l’evasione a livello macroeconomico non conta nulla, a livello sociale è importante fare la lotta all’evasione e con gli introiti ridurre le tasse, tutti devono pagare le tasse in base alla legge, ma ciò non arricchisce l’Italia o non paga il debito italiano, perché se uso il gettito dell’evasione per pagare il debito, aumento di fatto il carico fiscale in Italia.
    A livello macroeconomico l’evasione o la sua lotta non porta nessun vantaggio, non voglio essere frainteso lotta che assolutamente deve essere fatta, l’evasore va punito, però non dobbiamo nasconderci dietro l’evasione per affermare che la sua lotta e la soluzione per la crisi italiana. La corruzione, altro problema, simile all’evasione, assolutamente da punire, a mio avviso raddoppiando le pene, ma anche questo problema è un problema di equità sociale e di concorrenza tra le imprese abbiamo imprese meno efficienti che vanno avanti solo con la corruzione, ciò a livello macroeconomico non fa cambiare i dati italiani, ma la lotta non voglio essere frainteso va fatta in maniera più dura. Le colpe che ci addebita la Merkel che siamo un popolo di evasori e corrotti, anche se lo fossimo, ma per me non lo siamo, questa lotta non ci fa assorbire la disoccupazione, non ci fa crescere il Pil. Dobbiamo renderci conto tutti, come se ne sono resi conto l’America, l’Inghilterra, il Giappone, che il problema è solo monetario, la nostra è un’economia matura che al suo interno ha tutti i meccanismi di protezioni, ma se manca il denaro, si blocca tutto, purtroppo non è nostra la colpa se l’attività finanziaria negli ultimi anni ha superato quella reale, ha assorbito e anche bruciato molta ricchezza. Oggi le istituzioni finanziarie sono andate in crisi, non riescono più a distendere l’economia reale: per questo occorre l’intervento delle banche centrali.

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