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Categoria: Il Punto Pagina 1 di 160

Il Punto

Nell’economia circolare l’Italia fa meglio di molti altri paesi europei. Ma la strada verso una vera circolarità è lunga, perché il concetto non si riferisce solo a una buona gestione dei rifiuti, implica un ripensamento del modo di produrre e consumare. Le comunità energetiche dovrebbero essere attori della transizione energetica europea. Finora però sono state frenate da due ostacoli: l’incertezza normativa e i rischi di aggravare emarginazione sociale e povertà energetica. Sono problematiche che riguardano anche il nostro paese, dove i progetti Cer rientrano tra gli obiettivi del Pnrr. L’Unione europea ha iniziato la discussione per definire il Quadro finanziario pluriennale che guiderà gli investimenti nel periodo 2028-2034. La proposta della Commissione prevede diversi cambiamenti rispetto al passato, in particolare sulle politiche di coesione: meriterebbero un’attenta considerazione, anche alla luce dell’ampliarsi dei divari interni ai territori.

Il “grafico per capire” di oggi si occupa di fiscal drag, mostrando quali categorie sono riuscite a recuperarlo e quali no. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online un nuovo episodio de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli ed esperto di economia dell’istruzione, parliamo dell’università italiana, per cercare di dare una risposta a interrogativi concreti: oggi conviene ancora studiare? E cosa andrebbe cambiato per rendere l’università più solida e più utile per chi la frequenta?

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È in edicola e sul web il nuovo numero di eco dedicato alla guerra ai tempi dell’intelligenza artificiale. I conflitti si sono progressivamente digitalizzati, sollevando nuovi interrogativi e inediti problemi etici. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come varia da paese a paese la composizione della spesa militare, rispecchiando scelte strategiche, vincoli strutturali e modelli organizzativi molto diversi tra loro.

Il Punto

Difficile per Donal Trump trovare una via di uscita dalla guerra in Iran. Il regime di Teheran appare più forte di prima, mentre le economie di tutto il mondo subiscono i contraccolpi della crisi energetica. Servirebbe un nuovo clima di collaborazione internazionale fra Usa, Cina e Russia e, in seconda fila, Europa per evitare epiloghi ancor più disastrosi, Storicamente affidato alle scelte di regioni e comuni, il welfare sociale per le persone non autosufficienti offre interventi e servizi molto diversi da territorio e territorio. La costruzione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali avrebbe dovuto dare una garanzia nazionale al sistema, ma per molti versi resta ancora insufficiente. Le regole attuali per il finanziamento delle infrastrutture di trasporto sembrano avere ben poca razionalità economica, perché seguono più l’obiettivo di “fare cassa” che non quello di massimizzare i benefici sociali che queste generano. Cosa cambiare per arrivare a soluzioni più efficienti.

Il “grafico per capire” di oggi mostra come la guerra in Medio Oriente ha inciso sul rendimento dei titoli di stato in Italia, Francia, Germania, Stati Uniti, Giappone e Regno Unito. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online un nuovo episodio de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli ed esperto di economia dell’istruzione, parliamo dell’università italiana, per cercare di dare una risposta a interrogativi concreti: oggi conviene ancora studiare? E cosa andrebbe cambiato per rendere l’università più solida e più utile per chi la frequenta?

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Il Punto

Stellantis ha un ruolo sempre meno centrale nel sistema industriale italiano, I dati del rapporto Otea confermano che i fornitori dell’industria automobilistica hanno diversificato il portafoglio clienti. Nelle aree storicamente legate alla presenza produttiva del gruppo – Piemonte e Mezzogiorno – la dipendenza è però ancora forte e si attende l’aggiornamento del piano strategico per capire se ci saranno investimenti in Italia.  L’intelligenza artificiale agentica si sta diffondendo nelle imprese, ma non è semplicemente una nuova tecnologia: è una trasformazione della natura stessa dell’azione organizzativa. Per le aziende non si tratta quindi di scegliere lo strumento giusto, ma di costruire le condizioni organizzative per farlo funzionare. Il 24 e 25 maggio si vota in più di ottocento comuni italiani per l’elezione del sindaco e il rinnovo dei consigli comunali. Invece in un piccolo paese della Lombardia, Colico, gli elettori saranno chiamati a scegliere a quale provincia aderire, l’attuale Lecco o Sondrio. Al di là dell’esito, è forse un altro segnale della confusione che si è creata nell’assetto territoriale e politico del nostro paese da venticinque anni a questa parte.

Il “grafico per capire” di oggi mostra l’evoluzione dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina negli ultimi venticinque anni. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione in video de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Marzio Galeotti, professore di Economia politica all’Università degli studi di Milano, cerchiamo di rispondere a una domanda cruciale: cosa deve fare l’Italia per smettere di pagare il conto di crisi energetiche causate da guerre lontane.

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Domani 16 maggio sarà in edicola e sul web il nuovo numero di eco dedicato alla guerra ai tempi dell’intelligenza artificiale. I conflitti si sono progressivamente digitalizzati, sollevando nuovi interrogativi e inediti problemi etici. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come varia da paese a paese la composizione della spesa militare, rispecchiando scelte strategiche, vincoli strutturali e modelli organizzativi molto diversi tra loro.

Il Punto

Quando il prezzo del petrolio sale, quello alla pompa segue a ruota, mentre quando scende il calo per i consumatori è molto più lento. Lo conferma l’analisi di quanto accaduto nel primo trimestre 2026. La ragione è che quanto costa la benzina non dipende solo dalle quotazioni del greggio, ma anche da come è organizzata la distribuzione, da chi controlla le accise e da quante sono le stazioni di servizio concorrenti vicine. In Italia, la prevenzione vale appena il 4 per cento della spesa sanitaria pubblica. Diverse malattie croniche, però, si potrebbero prevenire con investimenti mirati. Anticipare i costi invece di rincorrerli migliorerebbe la salute della popolazione e del Servizio sanitario nazionale. L’assegnazione della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario delle università si fonda sulla valutazione della qualità della ricerca, ma con un meccanismo tanto complesso che alla fine la distribuzione rispecchia la dimensione degli atenei. Non si tratta di eliminare la Vqr, ma di arrivare a una separazione esplicita tra fabbisogno e premialità.

Il “grafico per capire” di oggi mostra l’età media delle madri alla nascita del primo figlio in Italia, confrontandola con quella degli altri paesi dell’Unione europea.  La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

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È in edicola e sul web il numero di eco dedicato al ruolo delle medie potenze nell’attuale situazione geopolitica. Dovrebbero assumersi il compito di progettare nuovi equilibri e nuove forme di coordinamento nella gestione delle risorse comuni e dei conflitti: l’Europa è il candidato naturale alla leadership di questo processo. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come nel giro di pochissimi anni sia aumentata la spesa militare mondiale e allo stesso tempo siano scesi i finanziamenti diretti alle organizzazioni multilaterali.

Il Punto

Se la globalizzazione aveva accorciato le distanze e abbattuto i confini, il disordine nelle relazioni internazionali ridà oggi un ruolo centrale alla geografia, senza la quale non capiremmo le origini e le cause di tensioni e conflitti. Con i Pnrr arrivati alle battute finali, l’Unione europea potrebbe pensare all’introduzione di uno stabilizzatore automatico europeo capace di intervenire rapidamente e di riequilibrare il ciclo economico tra paesi, cosicché la stabilità dei prezzi si traduca in occupazione e crescita, contribuendo a un’area euro più stabile, equa e resiliente. Secondo Eurostat un italiano su otto si sente solo: la solitudine è sempre più diffusa e spesso si associa a un altro sentimento, la paura. Eppure, il “male dell’anima” si potrebbe prevenire investendo nei legami familiari e di comunità, nella rigenerazione urbana, nell’animazione sociale e in un welfare di prossimità.

Il “grafico per capire” di oggi mostra quanto valgono davvero i dazi imposti da Trump. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

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Il Punto

I salari fermi si spiegano anche con la riluttanza dei lavoratori a cambiare posto di lavoro, nonostante oggi le piattaforme digitali allarghino notevolmente il perimetro di ricerca e offerta. Tutto ciò si riflette sulle politiche attive: non dovrebbero più concentrarsi sulla mera occupabilità, ma far conoscere al lavoratore un ventaglio di possibili alternative e opportunità. Intanto, i percorsi di educazione secondaria o terziaria di tipo professionalizzante delle Its Academy e degli Ifts continuano a essere poco conosciuti dagli studenti, che non li scelgono anche perché pensano che diano accesso a lavori poco pagati, come mostra un’indagine su un campione rappresentativo di ragazzi e ragazze all’ultimo anno di scuola superiore. L’istruzione non basta comunque a garantire pari opportunità nel mercato del lavoro. Il background familiare conta anche in questo caso perché permette di arrivare alle imprese migliori, un vantaggio che si rafforza nel corso della carriera.

Il “grafico per capire” di oggi mostra come tra diverse possibili crisi la guerra sia quella con conseguenze più forti sull’economia. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

Domani 6 maggio sarà online la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Marzio Galeotti, professore di Economia politica all’Università degli studi di Milano, cerchiamo di rispondere a una domanda cruciale: cosa deve fare l’Italia per smettere di pagare il conto di crisi energetiche causate da guerre lontane.

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Il Punto

Domani è il Primo maggio, la festa dei lavoratori. In tema di lavoro, i salari bassi sono uno dei problemi di cui si è più discusso in Italia negli ultimi tempi. Ferme da trent’anni, negli ultimi cinque le retribuzioni si sono addirittura ridotte in termini reali. La causa va ricercata nei limiti del nostro sistema di relazioni industriali e di contrattazione collettiva. La questione salariale è anche una questione di mobilità: nel nostro paese, infatti, esistono ostacoli strutturali al passaggio da un’azienda ad un’altra più produttiva e in grado di pagare stipendi più alti. Non sono rosee neanche le prospettive future. La crisi energetica e il possibile riaffacciarsi dell’inflazione potrebbero diminuire ancora il potere d’acquisto delle buste paga. Il quadro generale del mondo del lavoro italiano è delineato in una serie di grafici, con dati sull’andamento dell’occupazione, sulla partecipazione di donne e giovani, sul lavoro povero, sui redditi di lavoratori e pensionati, sulla produttività.

Il “grafico per capire” di oggi mostra il tasso di occupazione giovanile in Italia, confrontandolo con quello degli altri paesi europei. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

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Il taglio delle accise si traduce solo in parte in prezzi del carburante più bassi. In più, il vantaggio per i consumatori non è ovunque lo stesso, ma dipende dal livello di concorrenza tra impianti di distribuzione, come si vede dall’analisi dei dati relativi al provvedimento adottato nel 2022. Attraverso una serie di grafici proponiamo ai lettori un quadro complessivo della situazione di crisi energetica causata dalla guerra in Iran: dagli snodi strategici per il passaggio del petrolio ai rincari del prezzo del barile, all’andamento delle esportazioni russe e molto altro ancora. Il dato ufficiale sul rapporto debito/Pil nel 2025 conferma che l’Italia ha perso una buona occasione per ridurre definitivamente il proprio debito pubblico. A evidenziarlo è il confronto con Spagna e Grecia, che meglio di noi hanno saputo sfruttare la crescita post-Covid e la fiammata dell’inflazione. La piattaforma Ivory e l’adozione di Linux nelle pubbliche amministrazioni: sono varie le iniziative dell’Europa per rendersi sempre più autonoma dai monopoli tecnologici americani. È una scelta strategica per costruire un futuro digitale sovrano, sicuro e inclusivo,

Il “grafico per capire” di oggi mostra che l’Europa è sì meno dipendente dal petrolio, ma non ancora al riparo da shock energetici. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

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Il Punto

Fino al 1° maggio resta in vigore lo sgravio fiscale sul prezzo dei carburanti. Ma i rincari dopo l’inizio della guerra in Iran sono stati tali da giustificare un intervento del governo, tra l’altro molto costoso? L’analisi dei dati sul livello reale dei prezzi degli ultimi anni ridimensiona questa ipotesi. La Spagna è spesso citata come un esempio da seguire nella transizione energetica. È vero che nel nostro paese le bollette elettriche sono più alte, almeno per i prezzi all’ingrosso, vanno però considerate le differenze strutturali tra i due paesi e i rischi che il modello spagnolo presenta, come ci ricorda il grande blackout del 2025. Un anno dopo il Liberation Day, il bilancio per gli Stati Uniti è magro: i dazi si confermano uno strumento poco efficace per correggere gli squilibri esterni. Senza contare che hanno prodotto costi economici e fratture istituzionali non indifferenti.

Il “grafico per capire” di oggi analizza l’andamento dei conti pubblici secondo le previsioni aggiornate del governo. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

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Il Punto

Mancano pochi mesi alla chiusura del Piano nazionale di ripresa e resilienza e i ritardi accumulati mettono a rischio il risultato finale. Le difficoltà attraversano tutte le fasi di attuazione: dalle continue revisioni del Piano al mancato avvio di una quota significativa di progetti, fino alla lentezza nei collaudi. Si può misurare l’efficienza degli atenei? Il sistema universitario italiano si compone di università statali, private e telematiche, molto diverse tra loro per missione, dimensione e modello di finanziamento. Converrebbe allora costruire un ecosistema in cui ognuna delle tre forme di istruzione terziaria dà il proprio contributo e su questa base è regolata, valutata e finanziata. Alcune sentenze hanno reso esplicito il nuovo corso della Corte costituzionale: posticipare l’effetto della censura di norme illegittime per dare al legislatore il tempo di adeguarsi. Un atteggiamento di dialogo collaborativo che però su temi molto sensibili non ha trovato una risposta altrettanto costruttiva da parte di Parlamento e governo.

Il “grafico per capire” di oggi mostra la debolezza della crescita del Pil italiano nel 2026 rispetto alle altre grandi economie europee. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

Domani mercoledì 22 aprile pubblicheremo la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione in video de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Giovanni Bonfanti, economista esperto di tematiche di integrazione europea dal punto di vista fiscale e finanziario, ci soffermiamo sule ragioni per le quali il debito comune europeo non è percepito come un “titolo sicuro” e quali ne sono le conseguenze.

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È in edicola e sul web il numero di eco dedicato al ruolo delle medie potenze nell’attuale situazione geopolitica. Dovrebbero assumersi il compito di progettare nuovi equilibri e nuove forme di coordinamento nella gestione delle risorse comuni e dei conflitti: l’Europa è il candidato naturale alla leadership di questo processo. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come nel giro di pochissimi anni sia aumentata la spesa militare mondiale e allo stesso tempo siano scesi i finanziamenti diretti alle organizzazioni multilaterali.

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