Di fronte alla crisi energetica il Consiglio europeo ha trovato un accordo sull’approfondimento di alcune misure. Dagli acquisti congiunti volontari al nuovo parametro di riferimento per il gas, al corridoio dinamico di prezzo, ecco un’analisi dettagliata.

L’accordo al Consiglio europeo

Il 20-21 ottobre il Consiglio europeo ha discusso della crisi energetica e ha convenuto che occorrono con urgenza decisioni concrete su misure supplementari, tra cui:

  • acquisti congiunti volontari di gas;
  • un nuovo parametro di riferimento complementare per il gas;
  • un corridoio dinamico di prezzo di carattere temporaneo per le transazioni di gas naturale;
  • un quadro temporaneo dell’Ue per fissare un tetto al prezzo del gas nella produzione di energia elettrica.

Le indicazioni del Consiglio europeo rimandano il problema ai ministri dell’Energia che dovranno intavolare un difficile negoziato tecnico, per poi ripassare la palla ai premier, che si riuniranno nuovamente in un Consiglio straordinario convocato per il 24 novembre. Vediamo in dettaglio le misure supplementari discusse.

Acquisti congiunti volontari di gas

La Commissione e gli stati membri hanno istituito una piattaforma dell’Ue per l’acquisto volontario congiunto di gas, Gnl (gas naturale liquefatto) e idrogeno (ad eccezione dell’aggregazione della domanda vincolante per un volume equivalente al 15 per cento delle esigenze in termini di riempimento).

La piattaforma dell’Ue per l’energia svolge tre funzioni a sostegno dell’acquisto in comune di gas:

  • aggregazione e strutturazione della domanda;
  • uso ottimizzato e trasparente delle infrastrutture di importazione, stoccaggio e trasporto del gas per massimizzare la sicurezza dell’approvvigionamento e la ricostituzione delle scorte;
  • mobilitazione internazionale. Gli sforzi congiunti a livello internazionale puntano a instaurare quadri di cooperazione a lungo termine con partner fidati mediante accordi vincolanti o non vincolanti.

L’acquirente unico potrebbe rivestire un ruolo chiave in possibili future aste di Gnl, organizzando aste in cui i fornitori offrono il gas a un prezzo più alto di quello prevalente di pipeline e acquistandolo ai prezzi comprensivi dei premi, per poi venderlo ai Transmission System Operator (Tso) al prezzo predefinito o entro la fascia di prezzo predefinita. I premi di prezzo pagati dall’acquirente unico dovrebbero poi essere recuperati attraverso la regolamentazione.

Shipper e trader dovrebbero probabilmente riorientare le proprie strategie, avendo come riferimento il prezzo (o intervallo) del gas col tetto al quale sarebbero in grado di acquistare o vendere qualsiasi quantità di gas. Se il meccanismo proposto fosse introdotto nell’ambito di un impegno credibile delle istituzioni europee ad affrontare l’attuale crisi energetica e il conseguente aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia, i volumi di gas che i Tso dovrebbero fornire attraverso il meccanismo di bilanciamento potrebbero rimanere piuttosto limitati.

Un nuovo parametro di riferimento complementare per il gas

Il mercato europeo del gas può essere considerato composto da due segmenti:

  • il gas prodotto nell’Ue o importato nell’Unione tramite gasdotti
  • e il gas importato nella Ue come Gnl.

La struttura del mercato delle due componenti è profondamente diversa. Il mercato del Gnl è un mercato globale, in cui l’Ue è in concorrenza con altri paesi consumatori nell’attrarre carichi di Gnl che possono essere reindirizzati anche in tempi relativamente brevi verso Paesi con prezzi più elevati. Nel mercato globale Gnl, l’Unione ha un’influenza limitata sul prezzo, benché un aumento della domanda europea eserciti, chiaramente, una pressione al rialzo sul prezzo globale.

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Diverso è il discorso per il gas che viaggia nei tubi: qui gli attori sono vincolati dalla rigidità dell’infrastruttura e una deviazione dei flussi richiede tempi lunghi.

In Europa, i parametri di riferimento standard sono il Dutch Title Transfer Facility (Ttf), utilizzato sia per il gas di gasdotto che per il Gnl, e il National Balancing Point (Nbp) del Regno Unito. L’Unione europea vuole un nuovo benchmark basato sulle transazioni per il Gnl, in quanto il calo dei flussi di gas nei gasdotti russi e l’aumento record delle importazioni di Gnl hanno creato squilibri nell’attuale meccanismo di determinazione dei prezzi. Non a caso, da un po’ di tempo a questa parte i prezzi spot del Gnl divergono significativamente dai futures Ttf, il che suggerisce che i carichi di questo combustibile e il gas dei gasdotti sono due mercati separati. I prezzi dei carichi spot di Gnl sono ora largamente influenzati dal fatto che l’Europa è in competizione con l’Asia. Pertanto, un nuovo benchmark per il Gnl, basato sulle transazioni e sulla valutazione dei prezzi oggettivamente verificabili per le consegne dei carichi, costituirebbe un valido punto di riferimento per gli operatori di mercato.

Il corridoio dinamico (e temporaneo) di prezzo

Il price cap dinamico si scosta dalle iniziali proposte di tetto sul prezzo del gas: non è un limite massimo del gas che congela lo scambio naturale tra domanda e offerta, fissando un prezzo massimo oltre il quale non si può scambiare, ma è l’introduzione di una “forbice” entro la quale il prezzo può oscillare con un valore centrale dato da un indice per il prezzo del gas che potrà essere rivisto a intervalli regolari. Si terrà conto di parametri di riferimento esterni, come il costo dei combustibili fossili in altri mercati e, rispetto a questi, saranno ammesse fluttuazioni del prezzo al rialzo o al ribasso di diversi punti percentuali.

L’introduzione di un tetto al prezzo del gas europeo ipotizza tre scenari: uno di assenza di scarsità fisica, uno di possibile scarsità e uno di effettiva scarsità fisica. Il primo, in cui non c’è assenza di forniture, rappresenta il pilastro della proposta: “la messa a punto di un corridoio dinamico per i prezzi del gas in cui viene individuato un valore centrale, da rivedere regolarmente sulla base di benchmark esterni (ad esempio, il prezzo del greggio, del carbone e del gas in America del Nord e Asia), e che consenta fluttuazioni intorno al valore centrale all’interno del corridoio”. Nel caso di una potenziale carenza di forniture, il corridoio dinamico dei prezzi sarebbe integrato da “meccanismi per l’approvvigionamento di risorse marginali aggiuntive” e si dovrebbero rafforzare “la riduzione della domanda e gli schemi di solidarietà”. In questo scenario, inoltre, si potrebbe introdurre un “meccanismo di contratto per la differenza” per rimborsare agli importatori la potenziale differenza tra il prezzo all’importazione del Gnl e il valore superiore del corridoio. 

Nel caso, infine, di una carenza delle forniture a livello regionale o dell’Ue, è necessario “un quadro coordinato per allocare le risorse tra i Paesi, indipendentemente dall’introduzione del corridoio dinamico”. Tale quadro dovrà includere, tra l’altro, “la riduzione della domanda di gas”, come stabilito nel regolamento approvato ad agosto, “i meccanismi basati sul mercato per allocare in modo efficiente la scarsità residua tra gli stati membri” e “misure di solidarietà nell’ambito degli accordi sottoscritti ai sensi del regolamento 2017/1938” concernente misure volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas.

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Il tetto al prezzo del gas per la produzione di energia elettrica

Attualmente il prezzo del gas naturale influisce su quello dell’elettricità. La ragione sta nella modalità di funzionamento del mercato energetico europeo: sul mercato viene venduta prioritariamente l’energia prodotta con costi marginali minori, cioè quella per la quale un aumento della produzione influisce meno sul costo per l’azienda produttrice. Il prezzo finale dell’energia venduta dai produttori ai distributori non dipende dalla fonte usata per ottenerla, ma in ogni momento è lo stesso per tutti in una determinata zona geografica ed è determinato dall’ultima centrale elettrica presa in considerazione – seguendo l’ordine di merito – per soddisfare la domanda. Nel sistema energetico europeo, seppur con alcune differenze tra paesi, è quasi sempre una centrale a gas perché esse sono ancora indispensabili per coprire la domanda nella sua interezza. Nel tentativo di slegare il costo del gas dal costo dell’elettricità, l’Ue ha previsto un tetto al prezzo del gas per fini elettrici, compresa un’analisi costi-benefici, senza modificare l’ordine di merito, prevenendo allo stesso tempo l’aumento del consumo di gas e tenendo conto degli impatti in termini di finanziamento e distribuzione nonché del suo impatto sui flussi oltre i confini dell’Ue.

Si tratta dell’introduzione di un meccanismo ispirato allo schema di incentivi iberico a livello Ue. Fissare un tetto massimo al prezzo del gas nella produzione di energia elettrica a un livello che contribuisca a far scendere i prezzi dell’elettricità senza che ciò comporti un aumento generale del consumo di gas, si legge nel non paper dell’esecutivo Ue. Il differenziale di costo tra il prezzo e i prezzi di mercato sarebbe a carico del sistema elettrico degli stati membri. I fondi per compensare il differenziale, secondo la strategia della Commissione, potrebbero arrivare dai proventi della tassa sugli extra profitti. Questa limitazione delle entrate, e l’alterazione del funzionamento del mercato che implica, sarebbe un primo passo verso l’evoluzione a lungo termine del disegno del mercato elettrico volto a disaccoppiare il prezzo dell’energia elettrica dal prezzo del gas. I benefici della misura deriverebbero dal fatto che il contributo è corrisposto solo alle centrali a gas, ma il tetto del prezzo del gas riduce al tempo stesso i ricavi dei generatori inframarginali, che non ricevono il contributo.

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