Tra i lavoratori europei aumenta l’ansia, mentre è stabile il rischio di depressione. La salute mentale di chi lavora non riguarda solto il benessere individuale, ma ha ricadute economiche concrete. Tanto più con l’invecchiamento della popolazione.
Autore: Elena Cottini

Elena Cottini è Professoressa Associata presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha conseguito il Ph.D. in Economia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e un M.Sc. in Economics presso l'University College London. Ha precedentemente ricoperto posizioni presso l'Aarhus School of Business e Statistics Canada, e attualmente fa parte del comitato direttivo di AIEL (Associazione Italiana degli Economisti del Lavoro). I suoi interessi di ricerca si concentrano sull'economia della salute e del lavoro.