Con il disegno di legge sulla scuola, il Governo passa all’azione dopo i preannunci di settembre. Tre le proposte di sostanza: assunzione degli insegnanti precari, più potere di scelta ai dirigenti scolastici e -la vera rivoluzione- l’organico funzionale al posto di quello di diritto. Vediamo in dettaglio novità e ostacoli.
Grazie al Qe scendono i rendimenti sul debito pubblico italiano. Le casse dello stato risparmieranno nel solo 2015 circa 3 miliardi di interessi rispetto a quanto avrebbero dovuto sborsare ai tassi di un anno fa. Bene, a patto che questa boccata di ossigeno non mandi ancora una volta in soffitta la spending review.
Quando si prospettano liberalizzazioni nei trasporti c’è sempre chi paventa un calo della sicurezza. Si scrive sicurezza, si legge -oggi è il caso di taxi e porti- protezione di interessi particolari. I numeri degli incidenti dopo le grandi deregulation, però, dicono che le profezie di sventura non si sono avverate. Anzi.
Perché sono sempre più frequenti i disastri causati dalla pioggia? Non solo per la carenza di messa in sicurezza del territorio ma soprattutto perché stiamo stravolgendo il clima del pianeta con quasi 400 milioni di tonnellate di CO2 emesso ogni anno. Lo denunciano le agenzie specializzate, nell’indifferenza di molti.
Delle guerre e delle migrazioni che causano noi vediamo solo i barconi. Nel frattempo i movimenti di sunniti e sciiti, curdi e palestinesi stanno ridisegnando la geografia etnico-culturale e religiosa del Medio Oriente. Cerchiamo di capire come. Con una mappa sulla spesa per armamenti dei paesi coinvolti.
Un nuovo ingresso in redazione: Tommaso Monacelli, che i lettori de lavoce.info già conoscono attraverso numerosi suoi interventi. A Tommaso, che ci darà un contributo originale e di alto livello soprattutto nell’area dell’economia e politica monetaria, un caloroso benvenuto.
Autore: Desk Pagina 123 di 210
Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".
La mappe qui sotto mostrano le spese militari dei diversi paesi in percentuale del Pil. Tali spese includono: spese in conto corrente e capitale per forze armate, forze per il mantenimento di pace; ministeri della difesa e altre agenzie governative coinvolte in progetti di difesa; forze paramilitari, se addestrate ed equipaggiate per operazioni militari e attivita’ spaziali militari. Queste spese includono personale civile e militare e pensioni corrispondenti; operazioni di manutenzione e approvigionamento; ricerca e sviluppo militari; aiuti militari (inclusi nelle spese militari della nazione donatrice).

Evidente e’ la considerevole spesa di Oman e Arabia Saudita, intorno al 10% del Pil, maggiore anche di Stati Uniti e Russia.

Il DDL Concorenza insinua che i Fondi Negoziali siano detentori di rendite a scapito dei loro aderenti. Perciò dispone la portabilità del contributo datoriale, frutto della contrattazione collettiva. In mancanza di qualsiasi dimostrazione che il problema esista e che la proposta sia migliorativa.
Sottocapitalizzate e schiave di fragili modelli di business inadatti alla competizione globale. Le stesse parole con cui si descrivono le piccole imprese del made in Italy fotografano anche la bancarotta del Parma Fc e i problemi economici e finanziari di molte società del calcio italiano. È ora che padroni e manager considerino le squadre come imprese che devono fare profitti.
Con il sospirato via al Quantitative easing, comincia una nuova era per l’Eurozona. In un Dossier i modi di attuazione, gli effetti e i rischi della nuova politica della Bce.
I dati del fondo per la cassa integrazione dei dipendenti Alitalia evidenziano che nel 2008 l’italianità della compagnia fu difesa -temporaneamente e a caro prezzo- anche con un balzello sui passeggeri degli scali italiani. La responsabilità è dei politici di allora e di una “banca di sistema” retta da un amministratore delegato oggi in politica.
Comuni, regioni, nuove città metropolitane e province in via di estinzione: agli enti locali la legge di Stabilità riduce del 6 per cento la capacità di spesa. Si va verso una riduzione del perimetro d’azione dello stato. I tagli, però, danno per scontato un riassetto del decentramento ancora in via di definizione.
È stimato in 6,7 miliardi il disavanzo dell’Inps a fine 2015. Il buco di bilancio non viene dalla gestione delle pensioni private (oggi in pareggio) ma dalle prestazioni assistenziali e dalla previdenza dei lavoratori pubblici (ex Inpdap). Il cui finanziamento ricade sui contribuenti anziché sulla Pa.
Ogni azienda può monitorare facilmente tutto il traffico dei suoi server in entrata e in uscita. Ma Statuto dei lavoratori e codice della privacy le vietano il controllo di come i dipendenti usano il computer. Tra i decreti delegati del Jobs act ci sarà la riscrittura delle norme su questa delicata materia.
Il 9 marzo hanno avuto inizio gli acquisti di titoli di stato da parte della Bce e delle banche centrali nazionali della zona euro: il Quantitative easing ha preso il via, segnando una data storica per la politica monetaria europea.
L’8 marzo è il giorno dell’anno in cui si registra la persistenza del divario di genere in Italia. Ma stavolta qualcosa si muove.
Il grafico mostra il crescente divario tra numero di occupati in Italia e nel Mezzogiorno. Dal 2007 la differenza è cresciuta costantemente. Ma non tutte le regioni del sud sono uguali. Lo dimostra il caso della Campania dove, a seguito di un più marcato calo degli occupati, è seguita prima una leggera ripresa e nell’ultimo anno una stabilizzazione.

Sembra ripartire una stagione di privatizzazioni. Da Ferrovie a Poste italiane, da Enel alle società del capitalismo municipale come A2a, qualcosa si muove. Un po’ per far spazio al mercato. Ma c’è anche l’impegno del governo con la Ue a incassare annualmente lo 0,7 per cento del Pil nel 2014-17 dalla vendita di asset pubblici. Nel frattempo si fatica a capire il senso economico dell’offerta di Mediaset su Rai way, controllata dalla Rai al 65 per cento e soggetta a regole che ne impediscono il passaggio in mano privata.
Causa colpevoli ritardi e incidenti di percorso (la cosiddetta norma salva-Berlusconi sui reati tributari), il governo avrà altri sei mesi di tempo per l’attuazione della delega per la riforma fiscale. Finora si è proceduto in ordine sparso, con l’emanazione di tre decreti e qualche misura inserita nella legge di Stabilità. Parlando di fisco, nessuno dubita che ci sia da razionalizzare la progressività dell’Irpef. Un modo è quello di ridurre le detrazioni familiari per chi ha redditi bassi, dandogli in cambio un trasferimento basato sulla prova della loro indigenza.
Ora che la Commissione europea ha messo nero su bianco i margini di flessibilità verso gli stati Ue in recessione, è ancora più importante valutare con precisione il potenziale di crescita di un paese. Ecco le istruzioni per la stima dell’output gap da cui tanto dipende il giudizio della Ue sui nostri conti pubblici. Convince poco il piano Juncker di investimenti per l’Europa. Con ottimismo si spera di trasformare i 21 miliardi messi a disposizione da Ue e Bei in 315 miliardi di investimenti. Ma è dubbio che i beneficiari possano essere i paesi in crisi e non quelli con i conti pubblici più in ordine.
Un nuovo ingresso in redazione: Vincenzo Galasso che i lettori de lavoce.info già conoscono attraverso numerosi suoi interventi. A Vincenzo, che ci darà un contributo originale e di alto livello soprattutto nell’area dei sistemi pensionistici, un caloroso benvenuto.
Annunciata un anno fa, la riforma del mercato del lavoro -il Jobs act- è diventata legge delega a fine anno e il governo ha subito cominciato a emanare i decreti. Un cammino segnato da un confronto intenso, talvolta aspro, che abbiamo seguito con gli articoli raccolti in questo Dossier.
Proposta per la prima volta sulle pagine de lavoce.info, l’idea del contratto a tutele crescenti è diventata legge dello stato. L’efficacia della riforma sarà misurata in termini di riduzione della precarietà. Un risultato non scontato, su cui pesano alcuni errori d’impostazione. Il Jobs act -da completare nei prossimi mesi- mira anche a far emergere le finte partite Iva e i contratti a progetto che ingrossano le fila del precariato. Facciamo i conti per scoprire quali e quanti sono i collaboratori che potranno diventare subordinati. Anche ricorrendo in tribunale.
Sette le aree toccate dal Disegno di legge sulla concorrenza: assicurazioni, comunicazioni, poste, energia, banche, professioni e salute. Provvedimenti specifici e necessari per modernizzare l’Italia. Esclusi ingiustamente taxi, farmacie, servizi pubblici locali e ferrovie. Mentre le categorie colpite torneranno alla carica in Parlamento.
A che punto sono le riforme istituzionali? Con l’approvazione dell’Italicum, nuova legge elettorale per la Camera, andrà in soffitta -senza rimpianti- il Porcellum. Ma la partita della riforma del Senato è ancora tutta da giocare. Sarà una procedura di modifica costituzionale lunga e complessa.
Da Bruxelles arriva un test di realtà per la Grecia, per il neo-premier Tsipras e per i suoi elettori. Il minimo di flessibilità ottenuta richiede di fare comunque le impopolari riforme richieste.
Il rischio di nuove crisi “di sistema” accresce i livelli di capitale che le banche dovrebbero tenere a riserva. Da calcoli fatti alla New York university si scopre che alcune grandi banche europee (anche italiane) sono molto esposte a questo tipo di rischio. Risultati molto diversi da quelli usciti dagli stress test della Bce.
Tra pochi giorni parte il Quantitative easing, la nuova strategia della Bce per aiutare la crescita. Vediamo la catena di effetti sull’economia italiana. Il Pil potrebbe salire dello 0,4 per cento già quest’anno.
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