"Sommare, come fanno solo la Cgil e il Servizio studi della Banca d’italia, i disoccupati veri e propri con i cassintegrati (che sono e restano legati alle rispettive aziende da un rapporto di lavoro solo temporaneamente sospeso) e addirittura con i cosiddetti ‘scoraggiati’ è un’operazione scientificamente scorretta e senza confronto con gli altri paesi dove ci si attiene all’autorità statistica". – Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, della Salute e Politiche Sociali – dichiarazioni seguite alla diffusione del Bollettino Economico della Bancad’Italia, 15 gennaio.
Falso. E’ falso asserire che è un’operazione scientificamente scorretta: infatti c’è una vastissima letteratura scientifica sui confini labili tra disoccupazione, sottoccupazione e inattività . Questa letteratura produce stime della disoccupazione (o dell’assenza di lavoro) in senso lato che includono, tra gli altri, anche i lavoratori che involontariamente operano per poche ore (short-time workers o involuntary part-timers). Queste stime sono, ad esempio, fornite dall’Ocse come “Supplementary Measure of Labour Slack”.
E’ anche falso anche sostenere che fornire queste stime significa non attenersi all’autorità statistica. Basta consultare il sito del Bureau of Labour Statistics, l’Ufficio di Statistiche sul Lavoro degli Stati Uniti per trovare tabelle che contengono i lavoratori costretti a lavorare meno ore, come i nostri cassintegrati. Si veda ad esempio le tabelle tratte dal sito del BLS.
