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Autore: Desk Pagina 144 di 203

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Giustizia, lo scoglio di una maggioranza risicata

Il programma

Il programma elettorale dell’Unione dedicava ampio spazio alla giustizia preannunciando riforme radicali, con l’obiettivo di intervenire sull’organizzazione della giustizia e di ridurre i tempi dei processi. Dopo i primi 12 mesi, che cosa è stato fatto?

Sospensione riforma Castelli

In una prima fase il ministro Mastella si è dedicato, peraltro con discreto successo, a migliorare le relazioni con la magistratura, piuttosto tese con la precedente maggioranza di centro-destra. È una strategia che si cerca di perseguire anche con gli altri protagonisti del sistema giudiziario: per il prossimo ottobre è annunziata un’assemblea nazionale sulla Giustizia.
In termini di politica legislativa, come promesso nel programma, il governo si è mosso innanzitutto per modificare la riforma dell’ordinamento giudiziario varata dalla precedente maggioranza alla vigilia delle elezioni politiche. Si è così arrivati, nell’ottobre dell’anno scorso, alla sospensione della parti più controverse della riforma Castelli, quelle sulla carriera. Si è dovuto però aspettare marzo 2007 perché il governo presentasse un disegno di legge di riforma alternativo, attualmente in discussione alla commissione Giustizia del Senato.

Riforma per una giustizia più rapida

Negli ultimi mesi, il vigore riformista del governo si è sviluppato anche su altri fronti. Sempre in marzo, è stato approvato un Ddl di riforma del processo civile che rafforza i poteri del giudice e semplifica alcune procedure, il tutto per cercare di migliorare l’efficienza, accorciando i tempi. In aprile, un analogo Ddl è stato varato in campo penale, con misure che vanno dall’allungamento dei termini di prescrizione – che il precedente governo aveva accorciato – a una riforma dei ricorsi per cassazione: anche in questo caso si tratta di misure volte ad accelerare il funzionamento della macchina giudiziaria.
Infine, pochi giorni fa il consiglio dei ministri ha approvato un altro Ddl che istituisce “lÂ’ufficio per il processo” e che rende obbligatorio il processo civile telematico a partire dal 2010. Si tratta di misure che intendono rafforzare lÂ’organizzazione degli uffici giudiziari, anche attraverso lÂ’assunzione di nuovo personale, e che puntano molto sulla diffusione dellÂ’informatica, anche in questo caso per rendere più rapido il processo. LÂ’obiettivo del governo è quello di arrivare, in campo civile, a garantire una durata massima del processo, in tutte le sue fasi, di cinque anni.

Commento

Diversi progetti di riforma sono dunque in cantiere, bisogna però tenere conto del fatto che si tratta di iniziative avanzate in forma di Ddl e che perciò devono essere tutte approvate dal Parlamento, dove il governo non dispone oggi di una solida maggioranza. Quale risultato concreto produrranno perciò è difficile prevedere. Ad esempio, è molto difficile che l’approvazione della riforma dell’ordinamento giudiziario non incontri difficoltà e possa perciò essere definitivamente approvata prima del 31 luglio, che è la data limite della sospensione della riforma Castelli. In tal caso si renderebbe necessaria una nuova sospensione, oppure una soluzione attraverso il compromesso con l’opposizione, cosa non facile dati gli orientamenti piuttosto differenti di centrosinistra e centrodestra in tema di giustizia.
In altre parole, le riforme sono sulla carta, ma tempi e contenuti di quanto verrà effettivamente varato sono ancora incerti.

Le molte ombre della politica del lavoro

Lotta al precariato

1. Il programma dellÂ’Unione si propone in primo luogo di combattere il lavoro precario favorendo il lavoro stabile a tempo indeterminato; e indica come passaggio legislativo cruciale per il conseguimento di questo obbiettivo il “superamento” della legge Biagi (Dlgs n. 276/2003), cui si imputa di avere invece favorito il lavoro precario. Su questo terreno, però, la prima misura efficace del governo è consistita in un giro di vite contro lÂ’abuso delle collaborazioni autonome “a progetto” nei call centre, dato mediante lÂ’emanazione della circolare del ministro del Lavoro n. 17/2006, che è essenzialmente fondata su di una applicazione rigorosa di quanto disposto su questa materia dalla stessa legge Biagi.
Non è il caso di riconoscere onestamente che quella legge non ha favorito e non favorisce affatto il lavoro precario e che il dualismo del nostro mercato del lavoro affonda le sue radici nell’assetto istituzionale che il mercato stesso è venuto assumendo molto prima della XIV legislatura, lungo l’arco dell’ultimo quarantennio?
2. La stabilizzazione ope legis di molte decine di migliaia di lavoratori precari nel settore pubblico, che si sta preparando in questi giorni, non accompagnata da alcuna misura volta a rimuovere le cause strutturali di quel dualismo – che nel settore statale è particolarmente marcato per la maggiore rigidità e amovibilità degli addetti – non rischia di rendere ancora più difficile l’accesso al lavoro stabile in questo settore per le generazioni future?

“Amministrazione pubblica di qualità” e “rilancio dellÂ’impiego pubblico”

1. Sul piano della negoziazione collettiva delle condizioni di lavoro nel settore pubblico il primo anno del nuovo governo non è stato particolarmente brillante, né coerente con queste due enunciazioni contenute nel programma elettorale. Come intende il governo assicurare che una parte consistente dell’aumento di spesa preventivato per il rinnovo dei contratti degli statali sia destinato davvero a premiare l’efficienza e la produttività individuali e collettive?
2. Quali iniziative il governo intende adottare per favorire il radicamento della cultura della valutazione e della misurazione dell’efficienza e della produttività nelle amministrazioni pubbliche?
3. Uno dei mali peggiori delle nostre amministrazioni pubbliche consiste nell’obliterazione di fatto delle prerogative della dirigenza: in particolare, del potere di organizzazione e trasferimento del personale e del potere disciplinare (le sanzioni disciplinari sono ridotte a improbabili pene accessorie che scattano soltanto in seguito alle condanne penali). Non è il caso di restituire alle amministrazioni pubbliche la necessaria reattività, sul piano organizzativo ma anche su quello disciplinare, rispetto alle disfunzioni gravissime che vengono denunciate ormai quotidianamente?

3.1. Può considerarsi congruo con questo obbiettivo il riconoscimento del carattere necessariamente “consensuale” del trasferimento del dipendente pubblico, contenuto nel Memorandum firmato da governo e sindacati il 18 gennaio scorso?
3.2. – Può considerarsi congrua lÂ’unica iniziativa adottata dal governo in materia di ripristino della necessaria severità disciplinare nei confronti dei dipendenti, consistente nel ridurre da tre a due anni lÂ’entità della condanna penale del dipendente pubblico cui può conseguire il licenziamento disciplinare? È giusto che un impiegato pubblico conservi il posto anche se condannato (purché a meno di due anni) per reati contro lÂ’amministrazione pubblica?

Sistema delle relazioni sindacali

Nel programma dell’Unione si prevede che siano imprenditori e sindacati a decidere i contenuti della riforma della struttura della contrattazione collettiva e la corrispondente riforma della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro. Senonché da ormai tre anni la trattativa fra le parti sociali su questo terreno è totalmente bloccata. Nel frattempo si è aggravata la crisi del sistema delle relazioni sindacali: è ormai normale che un contratto collettivo nazionale venga rinnovato con mesi o anni di ritardo rispetto alla scadenza, soprattutto (ma non solo) nel settore pubblico e nei vari comparti dei servizi pubblici, anche a causa dell’evidente sovraccarico di funzioni determinatosi sulla contrattazione di livello nazionale. Il governo è intenzionato a svolgere un ruolo propulsivo nei confronti delle parti sociali, come lo fece nel 1992 e nel 1993? Se sì, quali sono le linee essenziali della riforma che intende promuovere? Oppure il governo intende astenersi da qualsiasi iniziativa su questo terreno?

Disciplina dei mercati finanziari, manca il disegno generale

Il programma

Il programma di governo della coalizione di centrosinistra prevede numerosi interventi nel campo della disciplina dei mercati finanziari con lÂ’obiettivo di rafforzare la fiducia dei risparmiatori “nei mercati in cui investono i loro risparmi”. Questi interventi si intrecciano con alcune proposte di modifica del diritto societario nellÂ’ambito di “una politica industriale per far crescere le imprese”.

Riassetto delle Autorità

La proposta più importante è, tuttavia, contenuta nella parte generale del programma dedicata al “valore delle istituzioni repubblicane” e riguarda la riorganizzazione e semplificazione dellÂ’assetto delle Autorità preposte al controllo del sistema finanziario.
Il governo ha presentato in Parlamento un disegno di legge che effettivamente razionalizza le competenze in materia, suddividendole in base alle finalità che le singole Autorità perseguono, e concentrando tutti i poteri di vigilanza sulla stabilità in capo alla Banca d’Italia e sulla trasparenza in capo alla Consob. Tuttavia il progetto, che al momento sembra fermo in Parlamento anche per resistenze interne alla maggioranza, presenta alcuni aspetti critici, ad esempio con riferimento al ruolo del ministero del Tesoro, che dovrebbero essere chiariti.

Regolamentazione operatori

Per quanto riguarda la regolamentazione degli operatori si fanno numerose e specifiche proposte tra le quali:

a) imporre agli amministratori delle società quotate criteri di professionalità
b) limitare i patti di sindacato a questioni proprietarie e non gestionali
c) aumentare la trasparenza nellÂ’offerta dei servizi finanziari
d) imporre una rigorosa separazione societaria, anche nellÂ’ambito dei gruppi bancari, per la fornitura dei vari servizi finanziari non tradizionali
e) vietare agli analisti finanziari di gruppi bancari di offrire un servizio di valutazione sui titoli dai gruppi posseduti
f) vietare per il periodo di un anno al gruppo bancario di vendere all’investitore non professionale azioni di società delle quali ha curato la ristrutturazione o la collocazione di titoli sul mercato
g) definire più rigorosi limiti quantitativi ai finanziamenti delle banche ai propri azionisti
h) quotare la Borsa Italiana
i) ridurre lo scalino normativo tra società quotate e non quotate.

Commento

Di alcune di queste proposte (quella sui sindacati azionari) si è persa traccia, altre (ad esempio l’incremento della trasparenza nei servizi finanziari o i limiti più stringenti al finanziamento di azionisti delle banche) hanno in parte trovato accoglienza in alcuni provvedimenti già approvati (la legge sul risparmio e il successivo decreto correttivo) o in corso di approvazione (le norme di recepimento sulla Mifid).
Quello che comunque e con tutta evidenza, manca, è un disegno generale di riforma della disciplina del mercato finanziario che anche alla luce degli obblighi comunitari, si pensi soltanto al recepimento della direttiva sulle Opa, conduca ad un riordino complessivo di una normativa che corre il rischio di apparire eccessivamente frammentata e al continuo “inseguimento” dellÂ’attualità.
In questo contesto, potrebbe trovare spazio anche una seria e non estemporanea riflessione su tutte le misure necessarie per, sono sempre parole del programma di governo, “incidere sulle forme di chiusura proprietaria come gruppi piramidali, accordi e patti di sindacato”.
Infine, si segnala un altro provvedimento proposto, quello relativo allÂ’introduzione nel nostro ordinamento dellÂ’azione collettiva risarcitoria (la class action) tuttora allÂ’esame del Parlamento.

Sommario 31 maggio 2007

Le Considerazioni finali che il Governatore della Banca dÂ’Italia legge oggi allÂ’assemblea conterranno prevedibilmente annunci di nuovi passi sulla strada della riforma dellÂ’Istituto e dellÂ’esercizio della vigilanza. AllÂ’attivo di questi primi 17 mesi della gestione di Mario Draghi alcuni provvedimenti significativi. Ma per restituire a Bankitalia tutta lÂ’autorevolezza che deve avere rimane ancora molto da fare. Non soltanto da parte del Governatore ma anche da parte della politica.
L’allargamento dell’Unione Europea ha, come paventato alla vigilia, ridotto la produzione normativa delle istituzioni comunitarie. Per restituire capacità decisionale alla UE è necessario un nuovo trattato che superi quello di Nizza. Da riscrivere le regole di voto.
I precetti religiosi condizionano l’agire economico degli islamici e le banche europee devono tenerne conto. Se i risparmi degli immigrati non sempre raggiungono dimensioni appetibili per le grandi banche, l’interesse è oggi puntato sui capitali islamici che stanno abbandonando gli Stati Uniti.

Aggiornamento: Dov’è il valore di Alitalia, di Marco Ponti 

Siamo al festival dell’economia di Trento: il programma de lavoce.info.

Sommario 25 maggio 2007

Come incentivare il lavoro femminile e la maternità al tempo stesso? Speriamo che al convegno sulla famiglia di Firenze se ne discuta.
Tra i saggi del Partito democratico coperta una sola fascia d’età: 50-60 anni. Non è casuale. E’ il frutto del sistema di cooptazione della classe politica. La selezione dovrebbe partire dagli elettori.
Anvur: i nostri dubbi sulla vera funzione dell’agenzia di valutazione della ricerca vengono più che confermati dalla composizione del suo comitato direttivo e dalla vastità dei compiti assegnati.
E’ socialmente desiderabile la linea Tav Torino-Lione? I 16 miliardi di euro previsti vengono investiti bene? Un tentativo di analisi costi-benefici fornisce risultati molto negativi.

Chiara Saraceno commenta le proposte di Boeri e Del Boca sul lavoro femminile.

Manca poco ormai al festival dell’economia di Trento: il programma de lavoce.info.

Sommario 23 maggio 2007

Continua la rissa sull’utilizzo del cosiddetto tesoretto.  Che non c’è: aumentano sia le entrate che le uscite.  Il Ministro dell’Economia accerchiato potrebbe proporre uno scambio: ogni euro preso dal tesoretto comporterà un euro in più di manovra (possibilmente in termini di contenimento della spesa) nel prossimo Dpef.
Gli incentivi all’innovazione partono da mille rivoli pubblici e formano un fiume di denaro che spesso arriva alle imprese sbagliate. Bisogna imporre obiettivi chiari a chi ne beneficia e sottoporli a verifica. L’alfabetizzazione economica dei nostri politici lascia molto a desiderare.  Ostacola la risoluzione dei problemi.  Mentre due sentenze della Consulta hanno di fatto decretato la fine dello spoils system. Ci sarà ancora meno ricambio di dirigenti pubblici.
Corsi e ricorsi: si riaffaccia nel governo Prodi la proposta di abolire lÂ’Ici sulla prima casa. Valgono le stesse considerazioni fatte da lavoce.info quando lÂ’idea fu lanciata da Berlusconi. Costretti a ripeterci.

Manca poco ormai al festival dell’economia di Trento: il programma de lavoce.info.

Chiara Saraceno commenta le proposte di Boeri e Del Boca sul lavoro femminile.

Vero o falso? Capitolo “università”

Si è discusso di università in una puntata di AnnoZero. Conduttore, ministro e ospiti hanno elencato qualche cifra in libertà. Sulla spesa per studente dei vari paesi e su quella di singoli atenei, soprattutto americani. E anche le “classifiche” delle migliori università hanno riservato notevoli sorprese. Come sempre, cerchiamo di fare chiarezza.

Sommario 15 maggio 2007

Perchè i paesi europei non chiedono le dimissioni del presidente della Banca Mondiale, Paul Wolfowitz? I francesi hanno conferito a Nicolas Sarkozy un mandato per il cambiamento. Ma quali saranno le sue priorità politiche? E come si ripercuoteranno sull’Europa?
Un bilancio di come il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha utilizzato il decreto Bersani sui taxi: la corporazione dei tassisti si è rafforzata e l’esempio rischia di essere seguito da Milano.
Bisogna conservare o abbandonare la soglia del 30 per cento che fa scattare l’Opa? Una proposta che vuole dare certezza agli investitori e selezionare con un criterio diverso le società a cui si applica l’obbligo.
Vero o falso? lavoce.info verifica alcuni numeri detti nei giorni scorsi in Tv. Al vaglio le affermazioni del ministro Mussi, del senatore Marino e di Michele Santoro.

Andrea Ichino e Alberto Alesina commentano l’intervento di Tito Boeri e Daniela Del Boca sulle pari opportunità. La controreplica degli autori.

Un chiarimento di Carlo Podda segretario della CGIL Funzione Pubblica riguardo al contratto integrativo del MEF. Di questi temi si parlera’ in un incontro al festival dell’economia di Trento.

Sommario 11 maggio 2007

Per sostenere davvero la famiglia bisogna aiutare le donne meno abbienti a trovare tempo per un lavoro retribuito. Oggi, tra cura dei figli, dei famigliari non autosufficienti e della casa, le donne hanno meno tempo libero degli uomini. E l’ultimo contratto delle colf fa aumentare di molto il costo delle badanti. Ma di questi problemi non trattano nè il Family Day, nè i Dico. Apriamo il confronto su di una proposta: un credito di imposta per la cura dei figli e dei famigliari non autosufficienti. La componente femminile nel parlamento è una delle più basse dÂ’Europa.
Autostrade e Telecom: due casi di intervento della politica nelle società che operano in base a concessioni di Stato. Si bloccano operazioni con norme non scritte. Pagano, come sempre, i consumatori.
Gli aiuti allo sviluppo promessi dal G8 non si materializzano. L’Italia fa peggio: il suo contributo è stato tagliato del 30 per cento nel 2005-2006 ed è meno efficace della media.

Primo concorso fotografico opensource de lavoce.info. L’esposizione al Festival dellÂ’Economia di Trento. Il programma allo stand de lavoce.info.

Sommario 7 maggio 2007

L’elettorato francese si sposta a destra per le proposte economiche più che per l’ideologia. Nicolas Sarkozy ha proposto di ridurre le tasse mentre Ségolene Royal ha spaventato i proprietari di case. Sulle elezioni francesi ha pesato anche l’atteggiamento nei confronti dell’immigrazione. Da noi finalmente si considerano scelte più pragmatiche a riguardo, ma la possibilità di mettere in pratica alcune norme è ancora tutta da verificare.
Si apre ufficialmente la verifica sulle pensioni. Si parla di modello tedesco, ma non tutti sanno cos’è. Una scheda per capirlo. Ci sono 100 milioni di euro stanziati per il Fondo per le non autosufficienze. Una somma inadeguata, di cui ancora non si conosce l’utilizzo. Occorrono un progetto per definire una politica di aiuto alle famiglie e maggiori risorse.
Ospitare il Campionato di calcio europeo incide sull’economia di un paese in modo non trascurabile. Per l’Italia ancora di più. Una stima dell’occasione perduta con la bocciatura dell’Italia a sede di Euro 2012.

Primo concorso fotografico opensource de lavoce.info. L’esposizione al Festival dellÂ’Economia di Trento. Il programma allo stand de lavoce.info.

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