Tutta colpa della pay-tv se il calcio italiano si trova in un circolo vizioso in cui i divari sportivi ed economici si alimentano a vicenda. Più le grandi squadre si rafforzano, più aumenta lo squilibrio, peggiore risulta l’equilibrio competitivo. A migliorare la situazione, poi, non ha certo contribuito la sospensione delle leggi ordinarie, come è accaduto al codice civile con il decreto salvacalcio. Intanto, lo Stato aspetta dalle società 650 milioni di imposte arretrate. Soluzioni? La supelega europea, terne arbitrali scelte a livello europeo, il salary cap per i calciatori. O lapplicazione di un sistema fortemente progressivo alle quote d’iscrizione a Lega e campionato, per rispttare le regole antitrust.
Autore: Desk Pagina 165 di 212
Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".
Riformare un sistema pensionistico significa introdurre regole trasparenti e automatiche che leghino le prestazioni all’andamento demografico, in modo da garantire sostenibilità ed equità intergenerazionale. Nella passata legislatura si sono perse due occasioni per farlo: non si è fatta la verifica del 2001, nè l’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione del 2005. Mentre si sono introdotte nuove disparità di trattamento con lo scalone del 2008. Bisognerà ora porvi riparo. Non nella manovra correttiva, ma nella Finanziaria 2007. A differenza dei politici, i nostri manager non sono in media piu vecchi dei loro omologhi stranieri. Ma c’è molta più dispersione nell’età dei dirigenti italiani, ce ne sono di tutte le età, accanto ad una diffusa riluttanza ad usare sistemi di selezione meritocratici.
Luigi Spaventa commenta l’intervento di Tito Boeri e Pietro Garibaldi sulla due diligence. La controreplica degli autori.
Terminata la due diligence sui conti pubblici. Abbiamo conferma dela pesante eredità lasciata dal Governo Berlusconi e della necessità di un processo di formazione e monitoraggio del bilancio meno soggetto alle pressioni dellesecutivo. Bene rafforzare il servizio bilancio di Camera e Senato. La Ragioneria generale dello Stato deve essere messa in grado di monitorare ministeri e società partecipate. Abbiamo un nuovo ministero per il Commercio estero e forse non è un male: oggi sono troppi i soggetti che dovrebbero promuovere l’Italia all’estero. Servono meno enti, e una cabina di regia nazionale.
Un consiglio per il ministro Mussi: usi le valutazioni del Civr nell’assegnare i fondi per la ricerca. Servirà proprio per combattere l'”università dei predestinati”. Tanto più se il ministro si preoccuperà di rendere più trasparente e concorrenziale il reclutamento dei docenti universitari. A partire dall’inrodurre l’obbligo che i bandi di concorso per posti di professore siano aperti a tutti, senza specificazione della tipologia di candidato. Anche le associazioni imprenditoriali si interessano al sistema universitario. E’ positivo. Ma dovrebbero ricordare che troppa attenzione agli interessi tecnologici di breve periodo, nuoce alle stesse imprese.
Luigi Spaventa commenta l’intervento di Boeri e Garibaldi sulla due diligence. La controreplica degli autori.
Nel deserto il viaggiatore,
sopraffatto dal calore,
con la bocca chè un braciere,
cerca dacqua, un bel bicchiere.
Ma più sete cè lì a Roma,
è la sete di poltrona,
è la foga del dominio,
per bandiera ha il rosso-minio.
Che dellacqua del potere
a sinistra voglion bere
e le sedie del comando
va lUlivo conquistando.
Tutti i posti hanno occupati;
pochi voti son bastati.
Le poltrone!? Sono men dei deretani,
per cui chiedono i divani!
Non cè un posto nel loggione
siede sol chi vota Unione.
Roma, Napoli, Torino:
scusin, cè per me uno strapuntino?
Si disseta chi ha potenza
di quel sidro non fan senza
assetate le sinistre:
bevon uomini e ministre!
Grande arsura ha Bertinotti,
prosciugar vuole le botti
e quel tale che è Mastella,
.di quellacqua, a garganella.
Dalla fonte ecco il ruscello,
ci si specchia il bel Rutello,
anche lui brinda contento,
con la manca asciuga il mento.
Oh, elettor del CentroDestra
ben salata è la minestra
e or vorresti un poco bere,
dal zampillo del potere.
Ma quellacqua hanno scolato
ed il pozzo sé asciugato.
Orsù invoca il Berluscone,
che propizi un acquazzone!
Come ci ha ricordato il Governatore della Banca dItalia, leconomia italiana cresce poco perché non sa più innovare. Ma tornare a innovare è una missione difficile che non si può realizzare con i sussidi o per decreto. Ci vogliono nuovi prodotti più che nuovi processi. Meglio puntare su brevetti europei che non ostacolino la ricerca di base piuttosto che sperare nelleffetto dellazzeramento delle tasse sulle piccole invenzioni. Senza dimenticare limportanza dellinnovazione digitale nella Pubblica Amministrazione.
Torniamo a parlare di calcio, discutendo di tetti agli stipendi dei calciatori come alternativa alla superlega europea.
Fulvio Fammoni, Segretario Confederale Cgil, commenta il dossier de lavoce sulla Legge Biagi.
Aggiornamento: Una ricognizione fra il tecnico e il politico di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
L’Italia ha bisogno di legalità. Per riguadagnare credibilità rispetto agli investitori esteri, ma non solo. Le riforme recenti richiedono dei correttivi, ma ancora di più serve dare maggiore efficienza al sistema. Avere accorciato i tempi della prescrizione per alcuni reati può paradossalmente allungare i tempi del processo. I reati delle imprese riguardano ancora un gruppo troppo limitato di casi, e la norma è poco efficace; alcune proposte
alla luce dell’esperienza internazionale. Serve poi una magistratura più specializzata in materia economica; le competenze generiche non bastano più.
In ambito finanziario, il ruolo delle autorità è da rivedere, ma soprattutto il testo unico bancario va ripensato.
Dall’1 al 4 giugno, lavoce.info sarà presente in carne e ossa al festival dell’economia. In un programma già molto fitto, alcune iniziative da noi promosse. Potete partecipare anche mandandoci domande prima dei vari dibattiti che metteremo poi in onda sul sito. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno permesso di essere presenti.
Gloria Buffo e Alessandro Genovesi commentano le proposte lanciate da Marco Leonardi e Massimo Pallini sulla Legge Biagi. La controreplica degli autori.
Pericoloso cambiare la struttura del Governo contestualmente alla definizione dei ministri. In questo caso poi la si è stravolta mettendo in secondo piano il funzionamento della macchina amministrativa e il contenimento della spesa pubblica rispetto alla ricerca di equilibri fra i partiti. Il nuovo Governo dovrà fronteggiare una situazione d’emergenza economica del paese con tanti centri decisionali, dunque più spesa pubblica. Lo smantellamento del ministero del welfare e la separazione di infrastrutture da trasporti aprono poi conflitti di competenze su materie che sono tra di loro indissolubilmente legate. Come si riusciranno ad evitare i conflitti di competenze? E chi coordinerà le diverse strategie?
Servono le quote rosa? Se sì, andrebbero poste sul serio, ad esempio in termini di ministri con portafoglio non di ministri tout court. Potrebbero anche essere inizialmente modeste, ma crescenti nel tempo onde incentivare una sempre maggiore partecipazione femminile alla guida delle nostre istituzioni.
Nuovi interventi sulla flessibilità del mercato del lavoro: Maria Lamelas e Alessio Liquori, e Valerio Speziale. Mentre Andrea Moro replica all’intervento di Andrea Ichino; la controreplica dell’autore.
Auguri al nuovo Governo, soprattutto al nuovo Ministro dellEconomia, Tommaso Padoa-Schioppa, che incontreremo al
festival delleconomia di Trento . Completato dunque il ricambio ai vertici delle istituzioni. Ma non cè stato il ricambio generazionale. Perché in Italia solo i politici non vanno in pensione?
Di juventus, invece, sembra essercene stata fin troppa nel calcio non giocato, ma parlato sui telefonini per condizionare gli arbitraggi. Alcune proposte per uscire da calciopoli, ridando credibilità a una industria che vale quasi mezzo punto di Pil e appassiona 40 milioni di italiani. Non bastano i pur necessari controlli più rigorosi. Né i richiami alletica. Bisogna cambiare la governance e rompere il circolo vizioso che attribuisce un crescente potere economico e sportivo ad alcune grandi squadre, accentuando i divari con le squadre più piccole. Può servire anche in questo campo lEuropa: una superlega, arbitraggi internazionali e tetti agli ingaggi coordinati a livello continentale. E giusto anche vietare la quotazione in borsa delle squadre di calcio? Apriamo il confronto.
Proseguiamo il dibattito sul cuneo fiscale, con
tre nuovi interventi di Giuliano Cazzola, Luciano Forlani e Marcello Montefiori.
Per fare il punto sull’attività e gli obiettivi dell’Istituto Italiano di Tecnologia, lo scorso 28 aprile abbiamo sottoposto ai vertici dell’Istituto una scheda di sintesi degli impegni presi nel corso degli ultimi due anni. Ospitiamo oggi l’intervento di replica del Presidente
dell’IIT Vittorio Grilli; altre notizie sono disponibili sul sito www.iit.it nei due comunicati stampa del 3 e del 9 maggio
Università e ricerca negli ultimi decenni hanno conosciuto un inesorabile declino. L’Italia ha bisogno di un taglio netto con il passato, e di un ministro innovativo e aperto alle migliori esperienze internazionali. Potrà basarsi sul primo esercizio italiano di valutazione della ricerca, che può servire per incentivare la ricerca anche senza aumentare gli stanziamenti pubblici. Il punto anche sull’attività e gli obiettivi dell’Istituto Italiano di Tecnologia.
Uno dei primi atti del nuovo Governo sarà probabilmente la promessa riduzione del cuneo fiscale. Le risorse sono poche. Bene non fare errori. Proseguiamo il confronto su come impostare questa misura.
Un chiarimento, in risposta ai lettori, sullaffluenza alle urne alle elezioni del 9-10 aprile.