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Autore: Desk Pagina 174 di 206

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Sommario 14 marzo 2005

Per tornare a crescere bisogna incoraggiare lÂ’innovazione e la ricerca. Ma come? Il governo francese propone di istituire una Agenzia Europea per lÂ’Innovazione. Gli altri paesi europei, invece, sembrano orientati verso un supporto indiretto – attraverso crediti di imposta – alla ricerca e sviluppo privata. Per scegliere utile valutare l’efficacia di politiche attuate in passato, cosa che l’Italia continua a non fare. Mentre “vende” in Europa anche misure mai attuate, come la tecno-Tremonti. Discutibile anche la scelta di rifiutare lÂ’appoggio alla nascita del CER, il Centro Europeo Ricerche.
Sostenere l’innovazione significa anche salvaguardare la proprietà intellettuale. La Commissione intende utilizzare i brevetti, ma lÂ’esperienza statunitense ci mette in guardia contro i rischi di una corsa alla “brevettazione” del software. Meglio semmai una direttiva che istituzionalizzi la pratica dellÂ’Open Source. Servirebbe a promuovere anche la ricerca di base.

Escono in ritardo i dati sulla crescita nel 2004. E sono dati di un paese sempre più in ritardo.  Il 2005 parte piatto e molto probabilmente la crescita si collocherà sotto l’1 per cento, a dispetto del 2,1 per cento previsto dal Governo.

La riforma del risparmio rischia di ritardare ulteriormente il trasferimento del Tfr alla previdenza integrativa.  Vediamo perchè.

Aggiornamenti:
La buona fede dell’Argentina, di Pier Carlo Padoan, 16-03-2005
Wolfowitz e l’ipocrisia europea, di Alberto Alesina e Roberto Perotti, 20-03-2005

Sommario 7 marzo 2005

E’ giusto contrapporre gli interessi di tutte le parti coinvolte nell’attività aziendale (lavoratori, fornitori e comunità locale) a quelle degli azionisti? Apriamo il dibattito sulla responsabilità sociale d’impresa (Rsi). Al di là del giudizio che ognuno di noi ne può dare, è giusto imporla per legge? Molti i dubbi in merito. Anche perchè, non essendo la Rsi misurabile, questa normativa potrebbe mascherare intenti ben diversi e rendere meno trasparenti le prassi aziendali.

Un’occasione persa. La riforma del risparmio approvata dalla Camera è senza gambe. Non istituisce un adeguato apparato sanzionatorio a presidio della trasparenza dei mercati. E rinuncia a riorganizzare le autorità di vigilanza. Rischia di restare sulla carta.

L’Italia è un paese arretrato nel panorama europeo in quanto a divisione tra i coniugi degli oneri domestici e della cura dei figli.  La legge sull’affidamento congiunto dei figli in caso di separazione offre un segnale importante. Ma sarebbe stato meglio adottare una normativa al tempo stesso più pragmatica e più equa, come quelle olandese o tedesca. E mentre cade l’8 marzo ricordiamoci dell’alta mortalità femminile. La biologia ci dice che dovrebbero essere almeno 100 milioni in più sul nostro pianeta.

Francesco Daveri e Fausto Panunzi commentano il contributo di Magnoli. Costanza Torricello commenta l’articolo di Luigi Buzzacchi e Michele Siri sull’anatocismo; la controreplica degli autori.

Aggiornamenti:
Lo tsunami e gli aiuti allo sviluppo, di Carlo Sdralevich, 11-03-2005
La Scala di seta, di Giuseppe Pennisi, 11-03-2005.

Sommario 2 marzo 2005

I piani di privatizzazione della Rai prevedono la cessione del 20-25% della capogruppo. Agli investitori vengono così offerte quote di una azienda gravata da obblighi di servizio pubblico, con un finanziamento misto di canone e pubblicità che non corrisponde nè ai costi del servizio pubblico nè a quelli della televisione commerciale. Meglio invece concentrare il servizio pubblico in una rete finanziata dal canone e cedere quote delle reti commerciali rimanenti. Realizzando un’offerta più attraente per gli investitori, più remunerativa per il Tesoro e capace di promuovere una maggiore concorrenza nel mercato televisivo.

Escono i dati 2004 sui conti pubblici, ma non quelli sull’andamento dell’economia. Apprendiamo al contempo di avere i) vissuto tre anni sull’orlo del precipizio, ii) conti pubblici sempre meno trasparenti e iii) un istituto di statistica che non riesce a fornire un bene pubblico essenziale, quale una tempestiva informazione sull’andamento dell’economia. Preoccupante.    

Il Sen. Luigi Grillo commenta l’intervento di Tito Boeri e Roberto Perotti sui costi della mancata concorrenza nel sistema bancario; la controreplica degli autori e il commento di Federico Ghezzi sulla relazione fra Banca d’Italia e Antitrust.

Aprendo il pacchetto

Il Governo ha finalmente presentato alle parti sociali il pacchetto sulla competitività. Molti provvedimenti.  Quelli sugli ordini professionali o sul diritto fallimentare, sono condivisibili. Altre misure non fanno che correggere distorsioni introdotte nel passato da questo stesso esecutivo. Su altre ancora pesa l’interrogativo dell’adeguatezza delle risorse stanziate. Ai lettori de lavoce.info proponiamo un’analisi ragionata per grandi capitoli (con interventi di Tito Boeri, Andrea Boitani, Massimo Bordignon, Francesco Daveri, Francesco Giavazzi, Cecilia Guerra, Daniela Marchesi, Roberto Perotti e Michele Polo) nell’auspicio di contribuire al dibattito su come affrontare i nodi della competitività dell’economia italiana.

Sommario 25 febbraio 2005

Apriamo il pacchetto sulla competitività. C’è di tutto e di più. Le misure relative agli ordini professionali o al diritto fallimentare, sono condivisibili, anche se ancora parziali. Quelle sul bonus occupazione, sui brevetti, o sullÂ’ICI sugli immobili strumentali, non fanno che (parzialmente) correggere distorsioni introdotte nel passato da questo stesso esecutivo. Su altre misure ancora pesa lÂ’interrogativo sullÂ’adeguatezza delle risorse stanziate. Infine, altre misure, quelle sullÂ’università e sulla ricerca, non sembrano andare nella direzione giusta. Resta da chiedersi se alla fine disperdere energie su tanti fronti porterà a qualche risultato.

Inizia il voto alla Camera in Aula sulla legge sul risparmio. Sullo sfondo la disputa fra Commissione Europea e Banca d’Italia sull’internazionalizzazione del nostro sistema bancario. Alcuni dati per aiutare i lettori a farsi un’opinione.

Il Sen. Luigi Grillo commenta l’intervento di Tito Boeri e Roberto Perotti sui costi della mancata concorrenza nel settore bancario; la controreplica degli autori. Un intervento di Federico Ghezzi che contesta alcune affermazioni del Sen.Grillo.

Sommario 21 febbraio 2005

Non si parla più dello tsunami. Eppure sono molte le lezioni ancora da trarre. Primo gli aiuti non sono affatto disinteressati. La loro distribuzione, al contrario, risponde a precisi interessi geopolitici e lascia molti buchi. Il relief aid non può essere un sostituto della cooperazione allo sviluppo.  Secondo, non sappiamo se lo tsunami ha una qualche relazione con il surriscaldamento del pianeta, ma certamente è un esempio su scala locale di ciò che potrebbe accadere su scala globale se non si applica il protocollo di Kyoto. Bene saperlo. Terzo, nel ricostruire il turismo utile chiedersi se è possibile integrarlo di più nella realtà locale. 

I Presidenti di Camera e Senato nominano il nuovo Presidente dell’Antitrust. Al di là dei nomi, si tratta di definire regole che garantiscano indipendenza ed autorevolezza. 

Mentre si avvicinano le riunioni cruciali per le sorti del Patto di Stabilità e Crescita e sembra sempre più probabile un rinvio delle decisioni più importanti che affosserebbe definitivamente il Patto, continuiamo ad ospitare interventi sul rapporto fra Patto e Trattato di Maastricht. 

Tra una newsletter e l’altra abbiamo ospitato un intervento sulle rappresentanze offerte dalle elezioni primarie.

Sommario 14 febbraio 2005

Per tornare a crescere abbiamo bisogno di potenziare il nostro capitale umano. Non è solo un problema di risorse. La qualità dei diplomati della nostra scuola secondaria è nettamente inferiore a quella di paesi che spendono in istruzione tanto quanto noi, in rapporto al loro prodotto lordo. Sono soprattutto le scuole del Sud a sfornare diplomati di basso livello. Anche le scuole private producono diplomati di bassa qualità. E hanno ricevuto solo una parte minore delle risorse messe a disposizione dalla Regione Lombardia mediante i buoni scuola. Si è trattato soprattutto di una redistribuzione a favore delle famiglie. Più ricche.
Aumenta la presenza delle donne nella scuola e nell’università, ma rischiano di rimanere segregate ai livelli più bassi di produzione della conoscenza.  E la riforma dello stato giuridico rischia di peggiorare le cose.

Cosa sono le imposte patrimoniali?  Troppe volte se ne parla a sproposito.  E si fa tanto rumore … per nulla.

Aggiornamenti:
Una terza via tra primarie e partiti, di Francesco Vella, 18-02-2005

Sommario 7 febbraio 2005

L’Europa ci ha imposto in questi anni di introdurre maggiore competizione nel nostro sistema bancario. Questo si è tradotto in una riduzione dei margini fra tassi attivi e passivi, con benefici per le famiglie e le imprese. Oggi la Commissione ci chiede di non opporci all’internazionalizzazione del nostro sistema bancario. Non dobbiamo lasciare cadere l’invito nel vuoto. Bene anche regolamentare i costi di chiusura dei conti: restano elevati, e non si capisce perchè non si potrebbe avere la portabilità del conto corrente da una banca all’altra. Anche l’anatocismo (il pagamento di interessi sugli interessi) va posto sotto esame, anche se eliminarlo del tutto potrebbe portare ad un aumento dei tassi. Se le banche costano ancora troppo, anche i servizi assicurativi non sono da meno. Per rafforzare la concorrenza, bene favorire il confronto tra le polizze.

Paradossi italiani. Il Ministro Moratti predica di aumentare i controlli in ingresso sui docenti universitari e poi decide di ridurre il periodo probatorio dei ricercatori.  Se si volevano aumentare gli stipendi dei ricercatori (cosa doverosa), lo si doveva fare in modo trasparente e indipendente dal giudizio di conferma.

Aggiornamenti:
Il gioco in Italia: dati e problemi, di Roberto Perotti, 10-02-2005

Sommario 31 gennaio 2005

Assieme agli sgravi Irpef in busta paga i contribuenti stanno iniziando a sperimentare, con i nuovi aumenti di bolli e di altri prelievi indiretti, i nuovi aggravi fiscali previsti dalla Finanziaria 2005. Quale il saldo netto per le famiglie? Gli aggravi fiscali supereranno gli sgravi per tutto il prossimo triennio. E vi sono molti punti critici. Dal lato degli aggravi, il meritevole tentativo di combattere l’evasione e l’elusione nel campo degli immobili, si scontra con l’assenza di una riforma complessiva del catasto. Dal lato degli sgravi Irpef, il passaggio dalle detrazioni alle deduzioni per carichi di famiglia non è riconducibile ad un disegno razionale e meditato di trasferimenti monetari alle famiglie.

Continua l’esame dell’esperienza inglese coi fondi pensione.  Le imprese hanno utilizzato il passaggio dal metodo retributivo a quello retributivo per ridurre il costo del lavoro.  Ci vuole maggiore trasparenza nell’avvio dei fondi pensione.

Luciano Guerzoni riporta alcune considerazioni di Ermanno Gorrieri a commento dell’intervento di Boeri e Bordignon sulle politiche distributive.
Tra una newsletter e l’altra abbiamo pubblicato due interventi a proposito delle scommesse sul 53 alla ruota di Venezia, e sull’ offerta di giustizia in Italia rapportata a quella europea.

Aggiornamenti:
Badanti senza copertura, di Massimo Baldini e Luca Beltrametti, 3-02-2005
Lo strano caso del tax planning all’italiana, di Massimo Baldini e Paolo Bosi, 3-02-2005
Giove 2004 protegge la ricerca, di Bruno Anastasia e Ugo Trivellato, 4-02-2005

Scheda informativa. Deduzioni e detrazioni per carichi famigliari cosa cambia fra il 2004 e il 2005

La situazione nel 2004
Detrazioni per figli (e altri famigliari) a carico: fino al 2004 nella determinazione dellÂ’Irpef si teneva conto dei figli (e altri famigliari) a carico del contribuente attraverso detrazioni di imposta. Nel 2004 le detrazioni in questione erano  articolate secondo la tabella seguente:

Per ogni figlio di età inferiore ai tre anni, lÂ’importo della detrazione era aumentato di 123,95 euro. Le detrazioni potevano poi  essere ripartite fra i genitori secondo la percentuale da essi scelta.
Detrazione per coniuge a carico: allo stesso modo era riconosciuta una detrazione per coniuge a carico secondo gli importi evidenziati nella tabella che segue.
 


La situazione del 2005
Deduzioni per famigliari a carico
Con la legge finanziaria per il 2005 le detrazioni dallÂ’imposta per famigliari a carico vengono trasformate in deduzioni dallÂ’imponibile (e si traducono quindi in un risparmio di imposta che varia a seconda dellÂ’aliquota marginale del contribuente).
L’importo massimo previsto per tali deduzioni è il seguente:
a) deduzione per il coniuge: 3200 euro;
b) deduzione per figli di età inferiore a tre anni: 3450 euro;
c) deduzione per figli di età superiore a tre anni e altri famigliari a carico: 2900 euro.

Le deduzioni per figli a carico possono essere ripartite fra i genitori secondo la percentuale da essi scelta. Tutte le deduzioni citate sono decrescenti, al crescere del reddito imponibile  del contribuente calcolato al lordo della no tax area, per annullarsi, per valori di reddito pari a circa 81-82 mila euro a seconda del tipo di deduzione. La quota di deduzione spettante si ottiene calcolando il seguente rapporto:
[78.000 + livello massimo della deduzione – reddito imponibile (al lordo della no tax area)]/78.000
Se il rapporto risulta maggiore o uguale allÂ’unità la deduzione spetta nella misura massima; se è uguale o inferiore  a zero, la deduzione non compete. Negli altri casi si computano le prime quattro cifre decimali.


 

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