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Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Sommario 12 marzo 2004

Cari lettori, usciamo con un giorno di ritardo perchè di fronte a eventi così tragici, come l’attentato a Madrid, le nostre piccole grandi questioni non possono che passare in secondo piano.

Cambia chi regge il timone a Confindustria. Luca di Montezemolo ha un compito molto difficile. Eredita un’organizzazione che attraversa una profonda crisi di identità e un clima di relazioni industriali deteriorato. Dovrà gestire interessi fra di loro molto diversi, talvolta divergenti, perchè l’organizzazione si è estesa a molti settori protetti e imprese pubbliche. Dovrà completare l’infinita riforma organizzativa, migliorando al contempo la democrazia interna. Confindustria deve anche ritrovare un ruolo politico autonomo. Non mancheranno le occasioni, a partire dal confronto sulla normativa di tutela del risparmio. Ricordiamo a tale proposito l‘incontro del 31 marzo alle 17 a Roma.

Metti un Montezemolo nel motore

Dopo la gestione D’Amato, con il suo magro bilancio, sarà facile per la nuova presidenza riportare Confindustria su posizioni di maggiore indipendenza dal Governo. Sarà più difficile ricostruire le ragioni che giustificano l’esistenza stessa dell’organizzazione. Abbandonata l’originaria vocazione industrialista, ha ampliato tropo i suoi confini, fino a rendere inefficace la sua azione. Gli interessi imprenditoriali finiranno perciò con il riorganizzarsi al di fuori del suo ambito. A meno che Montezemolo non riesca a ridarle lo smalto perduto

Sommario 9 Marzo 2003

Da un eccesso all’altro. Dopo l’indignazione popolare contro i presunti responsabili dei crac finanziari, qualcuno oggi sembra temere un eccessivo rigore. È necessario resistere a queste pressioni. Già in passato la Consob si era vista negare i necessari strumenti. E le pene possono essere comminate solo se il reato è ben definito. Il disegno di legge governativo prevede invece una responsabilità penale per un “evento non voluto”, il che è del tutto estraneo al nostro ordinamento. Anche di questo discuteremo in un incontro il 31 marzo nel pomeriggio presso il Senato della Repubblica.
Torna d’attualità la riforma della giustizia. Al di là di paradossi, è importante evitare che l’appello duplichi il giudizio di primo grado; sarebbe più efficiente un appello che guardi a vizi di procedura. Le esperienze estere nei paesi di common law aiutano a focalizzare il dibattito. Servono più risorse per la giustizia? In realtà il numero di magistrati è aumentato, ma senza grandi risultati. Il vero problema è non premiare la litigiosità.

Programma 31 marzo 2004

Programma iniziativa 31 Marzo 2004

Sommario 4 marzo 2004

Torniamo sullo stato dei conti pubblici, alla luce dei dati appresi nellÂ’ultima settimana. Nel 2003 sono aumentate le spese, al netto degli interessi, e si sono ridotte le entrate. Prima di parlare di riduzioni delle imposte, il Governo dovrebbe allora chiarire quali spese intende tagliare. Altrimenti si alimenta solo lÂ’incertezza.
Anche nel 2004 si pensa di fare affidamento su entrate straordinarie. Dal concordato preventivo sperimentale ci si attendono 3,6 miliardi di euro. Sarà così? Finora le adesioni non sono state numerose e si parla di una proroga del termine, che rischierebbe di trasformare il concordato in un nuovo condono.
Abbiamo in questi giorni scoperto anche che il debito pubblico è più alto. Cosa c’è dietro il nuovo scontro fra Tesoro e Banca d’Italia? Un nuovo episodio della faida fra le due istituzioni o un serio problema di trasparenza dei conti pubblici?
Infine, si apprende che l’8 per mille a favore della Chiesa cattolica non è in discussione. E quello per le finalità umanitarie dello Stato?

Sommario 1 marzo 2004

L’economia italiana continua a perdere colpi. La poca crescita del 2003 è dovuta esclusivamente a scorte e spesa pubblica, in assenza delle quali si sarebbe registrata una forte recessione. Preoccupano soprattutto le prospettive per il 2004, con un’economia appesantita dalle scorte e in cui calano ulteriormente la fiducia dei consumatori e le esportazioni. La ripresa dellÂ’economia mondiale potrebbe non bastare. Migliori sono i dati di finanza pubblica. Il conseguimento dellÂ’obbiettivo di disavanzo è però funzione di misure una tantum quali condoni e cartolarizzazioni. E sull’efficacia di queste ultime come strumento per accelerare le vendite di immobili pubblici i dubbi sono sempre più diffusi. Lo Stato, infatti, è costretto a vendere immobili a se stesso. E anche questa misura rischia di non essere sufficiente. Sembra inevitabile il ricorso a un prestito ponte garantito dallo Stato.

Anche la vicenda del calcio, con le perquisizioni condotte dalla guardia di finanza, dimostra che operazioni meramente contabili non possono risanare i bilanci. Servono misure strutturali, volte a ridurre i costi, accrescere i ricavi e, perché no, regole contabili che impongano vincoli stringenti ai bilanci societari.

La crisi del calcio

La crisi del calcio nuovamente sotto i riflettori. Riproponiamo ai lettori alcuni contributi che affrontano la genesi del problema e ne discutono possibili soluzioni. Gli interventi di Marco Gambaro (Il calcio è di rigore), Luca Enriques (Ma il problema è il Codice civile), Carlo Scarpa (Stadi vuoti, conti in rosso) e Giuseppe Pisauro (Finale di partita senza pareggio, Un calcio al fisco)

Sommario 26 febbraio 2004

Il sistema industriale italiano è sempre più in difficoltà. Ma di fronte al disastro dell’Alitalia, riemergono soprattutto le tentazioni colbertiste del Governo, che non parla più di privatizzazioni (che fine hanno fatto le promesse del primo Dpef?) e che dimentica le liberalizzazioni (dei servizi aeroportuali, ad esempio).
In risposta alla crisi della siderurgia a Terni, l’esecutivo è più pronto a criticare l’investitore estero (peraltro non privo di colpe) che a riflettere sul fatto che le mancate liberalizzazioni continuano a scoraggiare le imprese estere dall’investire in Italia. Deludenti i dati della bilancia commerciale. Importante
aiutare il sistema di medie e piccole imprese ad affrontare le sfide dellÂ’internazionalizzazione. Ma nelle norme della Finanziaria manca un progetto complessivo.
Più articolata la proposta dell’opposizione che inciampa però nel meccanismo di copertura e cede inopinatamente alle tentazioni del “fully made in Italy”. Perché non istituire invece un “made in EU”?. È nelle sedi internazionali che si deve operare se si vogliono veramente proteggere le produzioni italiane contro le falsificazioni.

Sommario 24 febbraio 2004

Torniamo ad occuparci del disegno di legge governativo di tutela del risparmio.  Troppe le omissioni, una semplificazione delle authority solo virtuale, mentre è forte il rischio che, con ulteriori compromessi, ne venga fuori un pateracchio. Speriamo nel dibattito parlamentare, cui cercheremo di contribuire organizzando un incontro su questi temi.  Presto maggiori notizie in merito.

Pensioni. Abbiamo mostrato che partendo subito si potrebbe fare una riforma equa ed efficace.  Ci chiediamo perchè si aspetti allora fino al 2008 prima di intervenire. Forse per il veto di un componente della coalizione?

L’amministrazione Bush tiene nascosto un rapporto sull’effetto serra elaborato dal Pentagono.  A quanto pare,  non si vuole l’ambiente nella campagna elettorale. Bene che in Europa ci si prepari alle elezioni diversamente.  Senza una forte iniziativa del Vecchio Continente sul controllo delle emissioni, si rischia infatti un nuovo stallo della trattativa sul Protocollo di Kyoto. E non è affatto detto che il controllo delle emissioni riduca la crescita.  Mentre la mancata tutela dell’ambiente riduce sicuramente il nostro benessere.  Dovremmo avere qualche indicatore dei danni all’ambiente nella contabilità nazionale.

Sommario 19 febbraio 2004

Per contribuire al confronto sulla riforma delle pensioni, forniamo una stima dei risparmi ottenibili con la nuova proposta di riforma previdenziale presentata dal Governo alle parti sociali.  Si è lontani dall’obiettivo di ridurre la spesa di uno 0,7% del Pil, ma rimane un forte inasprimento dei trattamenti a partire dal 2008.  Se non è uno scalone, non è neanche uno scalino. 

Il tema dellÂ’immigrazione continua a far discutere. Negli Stati Uniti Bush presenta una nuova proposta che apre le porte del mercato del lavoro americano ai lavoratori stagionali. A essere spiazzato da tale proposta è proprio il partito repubblicano. Ventata liberalizzatrice o manovra elettorale? In Inghilterra, Blair deve fare marcia indietro sulla proposta di chiudere le frontiere ai lavoratori dellÂ’est europeo per un periodo di 7 anni. Nel resto d’Europa si discute quali regole adottare nei confronti dei cittadini dei nuovi membri dell’Unione. E in Italia? Tutto tace.  Se non decidiamo altrimenti nelle prossime settimane, finiremo per chiudere la porta in faccia ai nuovi cittadini dell’Unione per almeno 2 anni, privandoci di una forza lavoro assai ben istruita, che arriverebbe proprio nelle regioni in cui vi è maggiore carenza di lavoratori.  Sono al massimo 40.000 i lavoratori che potrebbero arrivare dai nuovi paesi dell’Unione, secondo le nostre stime.

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