In occasione del decennale degli accordi del luglio 1993 molti interventi commemorativi, poche riflessioni sul modello contrattuale oggi più adatto per il nostro paese. Riportiamo tre riletture del Patto da parte di autorevoli interpreti delle relazioni industriali in Italia. Hanno tutte il pregio di guardare in avanti e di prendere posizione, anche se non sempre con opinioni fra di loro convergenti. Vi è chi è a favore del rafforzamento della contrattazione decentrata, chi sostiene invece che “la nuova concertazione” dellÂ’era Euro deve guardare allÂ’Europa e, infine, chi ritiene che si deve mantenere e rafforzare il sistema a due stadi, nazionale e aziendale. Una segnalazione su cosa significa decentrare la contrattazione. E una rassegna stampa per capire cos’è successo alla IG Metall.
Torniamo sulla tutela dei risparmiatori alla vigilia delle assemblee Cirio e di una nuova riunione del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio. Con una proposta: perchè non imporre agli investitori istituzionali di non cedere i bond acquistati su mercati non regolamentati almeno per un anno?
Autore: Desk Pagina 200 di 206
Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".
Il Documento di programmazione economico-finanziaria 2004-7 approda in Parlamento. Manca di tutto: contenuti e trasparenza. Non c’è l’arrosto. Per fortuna questa volta non c’è neanche il fumo. Non serve a capire nè lo stato di attuazione dei programmi di governo, nè gli impegni e i programmi futuri. Insomma un documento inutile. Ma non è affatto inutile avere un Dpef: serve a tenere separato il momento della fissazione dell’obiettivo sul disavanzo da quello in cui si definiscono gli interventi concreti (la Finanziaria). Servirebbe il Dpef anche a tracciare un bilancio dell’azione di governo e a stabilire i rapporti di finanza con le amministrazioni locali.
Il peggioramento del disavanzo commerciale degli Stati Uniti e l’apprezzamento dell’euro danno nuovo impulso alle lobby che chiedono misure protezionistiche da una parte e dall’altra dell’Atlantico. Peccato che trovino sponda nelle dichiarazioni del nostro Ministro dell’Economia, secondo cui la globalizzazione è responsabile del declino economico dell’Italia. Il protezionismo ci condannerebbe davvero al declino industriale, imponendoci una specializzazione produttiva troppo simile a quella dei paesi emergenti e, quindi, non in grado di reggere la loro competizione.
Chi non aveva un compagno viziato Un pizzicotto e poi vi guardava Crescendo ne avete incontrati degli altri Da che è Ministro di Grazia e Giustizia Lei, ingegnere devoto ai Padani Leggi tagliate e cucite con cura Oggi ci ha detto che non se la sente Per ribadire chi è che ha il Potere Chissà come mai, Ministro Castelli Spero soltanto che una notte allo specchio
Aria arrogante e parlata maldestra
Provocatore del gioco truccato
Perché è il protetto dalla maestra?
Che fai, vuoi reagire con la violenza?
Dentro la rabbia era un fiume di lava
Ma sapevate di aver perso in partenza
Pronti a godere nel darvi uno smacco
Stessa arroganza, stessi occhi scaltri
Piccoli epigoni di Ghino di Tacco
Ha imposto uno stile, si è mosso con foga
Ha caricato senza pigrizia
Appena ha visto agitarsi una toga
Nel riciclar materiale di scarto
Ha superato anche i più veterani
Confezionando leggi da sarto
Senza una piega o un filo scomposto
Per orientarsi una guida sicura
Un busto di Cesare sempre al suo posto
Di chiedere la grazia per quello di Pisa
La sua coscienza non glielo consente
Anche se sa che è una scelta assai invisa
Ci ha poi propinato un immondo pastone
Mischiando Sofri alle stragi nere
E i suoi Serenissimi in mezzo al listone
Non so immaginare dove lei la nasconda
Questa coscienza sorda agli appelli
Di chi le si oppone e di chi la circonda
La Dea Bendata le appaia in sogno
E le sussurri discreta all’orecchio
Mi scusi, Ministro, di lei mi vergogno
Vice-direttore vicario del Sole24ore
lavoce.info: uno strumento per far circolare le idee, ma con l’elemento essenziale che dimostra anche di averle.
Il Documento di programmazione economico-finanziaria 2004-7 si segnala più per le cose che non dice, che per quelle che dice. Fra i grandi assenti le pensioni, di cui tanto avevano parlato i Ministri recentemente. Il Governo ha perso un’importante occasione per rassicurare i cittadini su ciò che intende fare. Il silenzio alimenta solo l’incertezza, peggiore nemica di investimenti e consumi. Parliamo allora noi di pensioni. Contestando il modo con cui autorevoli commentatori ignorano i costi di stare in mezzo al guado, con l’acqua alla cintola. Settant’anni per introdurre il sistema contributivo sono davvero troppi. Un costo insopportabile per il bilancio pubblico e le giovani generazioni. Non servirà nemmeno ad acquisire consenso per le riforme. Al contrario, aspettando sarà politicamente più difficile completare le riforme.
Segretario Generale della Cgil
4 luglio 2003
“Avere a disposizione informazioni, analisi e commenti, stimoli e suggerimenti per potersi costruire un’opinione propria e critica, una lettura indipendente e autonoma della realtà è molto importante per chi, come me, ha l’onore di guidare il primo sindacato italiano. Nel breve arco di un anno di vita, lavoce.info è riuscita a costruire con capacità divulgativa e rigore di analisi un inedito ponte fra l’accademia e tutti coloro che sono interessati ai problemi dell’economia italiana.
In una situazione non chiara sullo stato reale dei conti pubblici, in un Paese che non cresce e in cui esiste il rischio di declino industriale produttivo –come da soli, molto tempo fa abbiamo denunciato–, in una situazione politica italiana in cui l’esecutivo si occupa d’altro e non dei problemi veri del Paese, delle retribuzioni che calano, della perdita del potere d’acquisto dei lavoratori e dei cittadini, lavoce.info rappresenta una fonte interessante di analisi, libera e autorevole, che può contribuire ad “accendere la luce” sui problemi veri dell’Italia. Perché si inverta una tendenza, si creino sviluppo e occupazione, perché con la ricerca, l’innovazione e la qualità , l’Italia può ritornare a crescere. Questo è il nostro impegno, tutte le “voci” che parlano di questo rappresentano per noi uno scambio fecondo e un confronto utile. Buon lavoro, anche per il futuro.”
Vicedirettore de Il Corriere della Sera
3 Luglio 2003
“Un patchwork di contributi originali e stimolanti. Letture a volte non facilissime, ma sempre tagliate che spesso aprono squarci inattesi. La mancanza di un progetto editoriale organico è sicuramente un limite, in parte compensato dalla “freschezza” degli articoli”.
18 settembre 2002, Corriere della Sera
“Â…gioisco anch’io per questa iniziativa, pur essendo consapevole che questi non sono tempi per cose del genere. Le nostre menti non sono disposte alle considerazioni pacate, ai rilievi leali, all’ammissione dei propri errori che sempre dovrebbe bilanciare l’accertamento di quelli altrui.”
19 giugno 2003, Corriere della Sera
“Caro Boeri, colgo l’occasione di questa lettera per dirle pubblicamente quanto sia andato aumentando nel corso di quest’anno il mio apprezzamento nei confronti del vostro sito di informazione economica.”
Nel suo primo anno di vita lavoce.info è stata citata sulla stampa circa 350 volte. E spesso non tramite il semplice richiamo a un articolo pubblicato sul sito, bensì con la riproduzione integrale del pezzo. Le testate che maggiormente hanno ripreso articoli da lavoce.info sono il Sole 24Ore, il Corriere della Sera, la Repubblica e la Stampa. Tuttavia una rimarchevole attenzione è stata prestata anche dagli altri giornali nazionali (si citano fra i tanti il Riformista, il Messaggero, il Giornale e Europa) e dalla stampa periodica. Si propone una veloce rassegna di alcuni articoli pubblicati sulla stampa. Non sono stati scelti i pezzi relativi alle singole opinioni o considerazioni pubblicate sul sito, ma gli articoli che hanno parlato proprio di lavoce.info, della sua struttura e dei suoi obiettivi. La Stampa – 9 luglio 2002 – pag.14 – “Professori alla riscossa sul web” Tutto gratis e disintermediato, per “contribuire a un’informazione indipendente e obiettiva”, si ispira a Prezzolini e Montanelli. La sfida: parlare al grande pubblico di temi complessi. Il rischio? Finora, in rete l’entusiasmo dei contributi volontari è durato poco. . . (Leggi l’articolo) Italy Daily (supplemento di Herald Tribune) – 16 luglio 2002 – pag.1 – “Profs promote non-partisan policy news site”. Con la crescente attenzione prestata dalla stampa italiana ai dibattiti tra le parti su articolo 18 e Patto per l’Italia, un gruppo di professori universitari sta cercando di portare un po’ di obiettività con il lancio di un nuovo sito internet… (Leggi l’articolo) Prima Comunicazione – 31 ottobre 2002 – pag.84 – “La voce della ragione” Era iniziato quasi per gioco, con un gruppo di economisti che si scambiavano via mail opinioni, ipotesi e previsioni sulla crisi in atto e sulle politiche economiche necessarie per uscire dall’interminabile tunnel. E nessuno avrebbe immaginato che nel giro di poche settimane il sito la voce.info sarebbe diventato un crocevia così affollato, con circa 4mila iscritti e 12mila pagine viste al giorno… (Leggi l’articolo) Il Messaggero – 6 novembre 2002 – pag.7 – “La rivolta dei prof: basta propaganda” Autunno caldo. Opposte propagande in azione. Guerra civile striscianteÂ…Â….Il fastidio nei confronti delle speculazioni che travisano i problemi pian piano sta crescendo. Almeno a giudicare dall’attenzione che va riscuotendo su internet una piccola grande “voce per interrompere la campagna elettorale permanente”… (Leggi l’articolo) Il Corriere della Sera – 10 maggio 2003 – pag.5 – “SME, ma quel prezzo non era scandaloso” Vendere, dieci anni prima di quando poi accadde, il gruppo alimentare pubblico Sme avrebbe significato “svendere”? Senz’altro, secondo Silvio Berlusconi. Ma c’è chi pensa che non ci sono argomenti scientifici per sostenerlo. Come i due economisti Marco Pagano e Carlo ScarpaÂ…in un articolo su la voce.infoÂ… (Leggi l’articolo) Il Corriere della Sera – 19 giugno 2003 – pag.43 – Lettera di Tito Boeri a Paolo Mieli Un anno fa, quando abbiamo messo in rete lavoce.info, un sito di informazione economica interamente gestito da docenti universitari, lei, caro Mieli, ha pubblicamente tessuto le lodi della nostra iniziativa. Da allora siamo molto cresciuti: abbiamo oggi ottomila abbonati alla newsletter, una audience molto qualificata e in costante aumento, continuiamo a ricevere contributi (non pagati) di grande qualità …. (Leggi l’articolo) Il Sole24Ore – 29 giugno 2003 – pag.37 – “La voce.info, quando la cattedra sposa internet” Il 4 luglio, giorno dell’indipendenza: sono passati 227 anni dal giorno in cui un comitato di 53 americani sottoscrisse la Dichiarazione di indipendenza. Forse la data del 4 luglio non è stata scelta apposta, l’anno scorso, quando un comitato di 16 italiani si riunì per fondare www.lavoce.infoÂ…Â… (Leggi l’articolo) Repubblica – 3 luglio 2003 – pag.30 – “Un anno di dibattiti con la voce.info” Primo compleanno per il sito di economia “la voce.info”. Dodici mesi fa la redazione, interamente composta da docenti universitari, ha cominciato a mandare in rete i suoi studi e osservazioni con l’obiettivo di fornire un contributo liberoÂ… (Leggi l’articolo) La Stampa – 4 luglio 2003 – pag.21 – “Lavoce.info compie un anno e si rinnova Oggi è il primi anniversario di
Panorama Economy – 4-10 luglio 2003 – pag.25 – “I docenti universitari brindano sul web”
Cambia faccia il sito economico lavoce.info, nato un anno fa su iniziativa di 15 docenti universitari e coordinato da Tito Boeri. Tra le novità , la pubblicazione dei commenti dei lettori in fondo agli articoliÂ…. (Leggi l’articolo)
Il Mondo – 5-11 luglio 2003 – pag.16 – “Anche Pellicioli finanzia il sito internet www.lavoce.info“
Non ha raccolto soltanto consensi www.lavoce.info: a un anno dalla fondazione il sito animato dagli economisti Tito Boeri e Francesco Gavazzi conta anche i contributi di privati e associazioniÂ…. (Leggi l’articolo)
