I crediti d’imposta sono stati finora importanti strumenti di sostegno alle imprese. Con il ritorno alle deduzioni per alcuni investimenti, il loro peso si ridimensiona. È l’occasione per fare ordine e per chiarire le priorità di politica economica.
Autore: Marzia Romanelli
È vice capo della Divisione Finanza pubblica del Dipartimento di Economia e Statistica della Banca d’Italia. Ha conseguito un Ph.D. in Economics and Management presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. È membro della Commissione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale coordinata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. È esperta di previsioni dei conti pubblici e di governance economica europea e si occupa dell’analisi degli effetti economici delle politiche di bilancio.
In media per ogni 100 euro in più guadagnati in un anno, 40 se ne vanno in imposte e contributi, disincentivando spesso l’offerta di lavoro. A parità di reddito si registrano poi grandi differenze. Regime forfettario e bonus Irpef i primi responsabili.
L’Irpef contribuisce in modo netto a ridurre la disuguaglianza dei redditi. Lo fa attraverso la struttura delle aliquote e, in parte, delle detrazioni. Ma la definizione della base imponibile ha un ruolo limitato: sotto accusa sono i regimi speciali.