L’industria automobilistica è in crisi e le imprese del settore cercano di diversificare la produzione. Ma il nostro tessuto produttivo affronta con difficoltà la transizione. Servirebbe una politica industriale efficace, che indirizzi il riposizionamento.
Categoria: Energia e ambiente Pagina 1 di 63
Per non farci sorprendere dalla prossima inevitabile crisi energetica, è necessaria una pianificazione decisa e coerente che riduca progressivamente la nostra dipendenza dall’estero e dalle fonti fossili. Senza scartare a priori nessuna soluzione.
Difficile fare previsioni sulle conseguenze della nuova crisi energetica. Perché incerta è la sua durata e incerte le ripercussioni sul sistema macroeconomico. Il problema è che l’Italia resta tuttora dipendente dall’estero per gli approvvigionamenti.
La crisi energetica mette la Bce in una situazione delicata: muoversi troppo presto può innescare una recessione, ma troppa cautela potrebbe alimentare aspettative di inflazione difficili da sradicare. Molto dipenderà dalla capacità di anticipare i rischi.
È confermata la proroga del taglio delle accise sui carburanti per tutto aprile. Così come è strutturato è un provvedimento costoso con pochi vantaggi per i consumatori. L’alternativa è prevedere un bonus specifico per le famiglie a basso reddito.
Il sistema Ets è uno strumento importante ed efficace per ridurre le emissioni. Vale pena smontarlo come chiedono alcuni paesi, Italia compresa? Per affrontare la crisi energetica causata dalla guerra in Medioriente si può ricorrere ad altri mezzi.
Un decreto legislativo interviene sul Codice del consumo per introdurre una regolazione più articolata delle dichiarazioni ambientali utilizzate nella comunicazione commerciale. Dovrebbe garantire più trasparenza nelle informazioni offerte ai consumatori.Â
Il governo ha deciso di ridurre le accise sui carburanti per venti giorni. Ma se si guardano i prezzi alla pompa ci si accorge che non sono diminuiti di quanto avrebbero dovuto. Però il provvedimento costerà alle casse dello stato 500 milioni.
La domanda di energia cresce, spinta dalla ricerca di supremazia nell’IA. Lo testimoniano le stesse tensioni in Medioriente. Si ridefiniscono così le catene globali del valore. E chi non ha accesso all’energia rischia di restare indietro nella tecnologia.