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Categoria: Energia e ambiente Pagina 61 di 62

Kyoto vive

Cop9, la conferenza sul clima svoltasi a Milano il mese scorso ha viaggiato su due binari paralleli: l’attività negoziale e i side events. Se i risultati della prima sono scarsi, assai più significativo è il contributo di tavole rotonde e seminari che hanno affrontato i veri nodi del negoziato sui mutamenti climatici. Ciò che è apparso chiaro è che Kyoto e il suo Protocollo restano ancora al centro del dibattito: non vi sono sul tavolo alternative a questa base da cui occorre partire o, meglio, ripartire.

Milano capitale del clima

Dodici giorni per discutere di cambiamenti climatici e di gas serra. L’agenda ufficiale della conferenza prevede che siano trattati temi importanti come le penalità per chi non rispetta il programma di mitigazione delle emissioni e la questione dei permessi di inquinamento legati a progetti di tecnologia pulita nei paesi in via di sviluppo. Ma aumenta il numero di coloro che pensano già al dopo-Kyoto, perché il Protocollo è stato svuotato dei suoi contenuti originari e perché rischia di non entrare mai in vigore.

Banana Republic

È comprensibile che nessuno voglia scorie nucleari nel cortile di casa. Ma in Italia il rischio vero è quello di non decidere niente per non scontentare nessuno. Si procede di rinvio in rinvio.  Mentre una soluzione per il sito nazionale delle scorie va trovata anche se richiede coraggio e senso di responsabilità. E se una scelta unilaterale dello Stato centrale è improponibile per la frammentazione dei poteri locali, si potrebbe iniziare a riflettere su modalità di compensazione per le comunità che dovessero accettare lo stoccaggio di rifiuti pericolosi nel loro territorio.

Calamità naturali “assicurate”

E’ iniziato alla Camera lÂ’iter del decretone di collegamento alla Legge Finanziaria. Si discute anche dellÂ’introduzione dellÂ’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali. Riproponiamo ai lettori un‘intervista a Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, che ne spiega i dettagli.

A qualcuno conviene abusivo

L’abusivismo edilizio è un fenomeno costante nel nostro paese. E non potrebbe raggiungere dimensioni così importanti senza una connessione con l’edilizia legale. Quando questa è in crisi, le opportunità di lavoro si trovano nell’attività illegale, soprattutto nel Mezzogiorno. In calo negli ultimi anni, riprende ora in vista di quel prezioso incentivo che è il condono. LÂ’abusivismo è dunque parte integrante dellÂ’economia sommersa.

Non solo effetto serra

L’aumento della produzione e dei consumi di merci comporta la diminuzione delle risorse naturali disponibili e della loro qualità, a livello planetario e locale. Nonostante i dati statistici incerti, esiste una correlazione tra attività umane, modificazioni della composizione chimica dell’atmosfera e aumento della temperatura terrestre. Se non ripensiamo un intero modello di sviluppo economico, le calamità naturali e i loro costi sono destinati ad aumentare.

Quanto costa il riscaldamento terrestre

Se il Protocollo di Kyoto verrà ratificato, i paesi industrializzati dovranno avviare riduzioni delle emissioni di gas serra con costi ingenti. D’altra parte, i mutamenti di clima, tra piogge intense, inondazioni e ondate di caldo, hanno un impatto economico e sociale forse ancora più alto. La definizione delle politiche ambientali globali o locali non può perciò prescindere dalla valutazione economica di eventuali vantaggi e svantaggi dell’adozione di interventi di mitigazione delle emissioni o adattamento ai cambiamenti climatici.

Carbon leakage, un dibattito aperto

La riduzione di gas serra prodotti nei paesi che aderiscono al Protocollo di Kyoto potrebbe essere indebolita dall’aumento di emissioni in quelli che non hanno firmato l’accordo. Perché il calo della domanda e quindi dei prezzi dei combustibili fossili ne renderebbe più conveniente l’uso nelle nazioni fuori dal Protocollo. Il parametro fondamentale che determina questi effetti è l’elasticità di prezzo dell’offerta di carbone e petrolio. Sfortunatamente, esistono pochi studi in proposito.

Mito e realtà del cambiamento climatico

La convinzione che sia in atto un riscaldamento terrestre da imputare alle attività umane si basa sui dati dell’Ipcc. Che sono però controversi e criticati da una parte della comunità scientifica. Intanto, l’Italia si appresta a ospitare la massima assise internazionale sui mutamenti del clima. Un’occasione propizia per chiedere un cambiamento nelle politiche ambientali:ai costosi interventi per la riduzione delle emissioni di gas serra si dovrebbe affiancare una maggiore attenzione per il risparmio energetico e il rafforzamento delle energie alternative.

Se la liberalizzazione finisce al buio

I black out e le interruzioni programmate dell’estate ci rivelano quanto il problema della sicurezza del sistema sia stato trascurato nell’approccio seguito per l’apertura alla concorrenza del settore elettrico. Il caso americano dovrebbe far riflettere i federalisti a oltranza sui rischi che derivano da legislazioni troppo frammentate. Quanto all’Italia, ha il vantaggio di una rete strutturata da un monopolista, ma resta da verificare l’efficacia dei recenti interventi del Governo per sopperire alla scarsità dell’offerta.

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