I risultati delle elezioni in Germania, con l’arretramento dei due principali partiti, rendono complessa la formazione di una maggioranza. L’unica certezza è che Merkel sarà di nuovo cancelliera. Ma i nodi da sciogliere sono molti e le sorprese possibili.
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L’economia britannica sembra essere ancora poco influenzata dall’uscita del paese dall’Unione europea. Le conseguenze si avranno nel medio periodo, a meno che le trattative non riescano a disinnescare la bomba costituita dalla cosiddetta “hard Brexit”.
Migliorano le prospettive di crescita delle economie dell’area euro. E anche da Atene arrivano buone notizie. Ma è presto per dire che la Grecia ha davvero voltato pagina. C’è il rischio che il governo abbandoni gli obiettivi di riforma del paese.
Se non ci sarà accordo su un nuovo regime tariffario tra Unione Europea e Regno Unito, si applicheranno le regole generali dell’Omc. Le conseguenze cambierebbero a seconda della specializzazione produttiva dei diversi paesi Ue. Sarebbe quindi difficile mantenere una posizione unitaria nei negoziati.
Il sisma di Ischia ci ricorda la vulnerabilità dell’Italia e la mancanza di una cultura della prevenzione. Il Fondo di solidarietà dell’Ue per i disastri naturali ha messo a disposizione 2,5 miliardi dal 2002. Non solo risorse per le emergenze, ma anche per la prevenzione.
Come l’Unione monetaria, anche l’Unione bancaria rimane a metà del guado. È un progetto incompiuto, la cui piena realizzazione presuppone non solo modifiche dei Trattati, ma anche la volontà politica di procedere verso forme di integrazione fiscale.
Il fiscal compact è un accordo intergovernativo firmato al culmine della crisi dell’euro. Mettere il veto alla sua integrazione nei trattati può essere utile all’interno di una contrattazione sulla revisione delle regole che governano l’area monetaria.
Se si vuole che l’Unione bancaria diventi un pilastro della costruzione europea, bisogna trarre una lezione dai salvataggi delle banche italiane. La normativa comunitaria appare insieme complessa e lacunosa e non è attenta alla tutela del risparmio.
Una sentenza della Corte di giustizia europea impone che le prestazioni sociali erogate sulla base di requisiti predeterminati siano garantite a tutti gli immigrati titolari di un permesso di lavoro e non solo a quelli con permesso di lungo periodo.
Completare l’unione bancaria è certo un imperativo. Ma è necessario affrontare anche la questione fondamentale della politica fiscale. La terza parte dell’introduzione dell’e-book che disegna la strategia per assicurare la stabilità dell’Eurozona.