Lavoce.info

Categoria: Unione europea Pagina 43 di 101

Tutte le debolezze delle banche italiane

Non c’è solo il deficit di capitale di alcuni istituti, evidenziato dallo stress test. I nodi del sistema bancario italiano non sono mai stati affrontati in modo adeguato e ora la scarsa profittabilità e la crescita delle sofferenze pesano sul credito. Consolidamento e ruolo delle fondazioni.

Sul clima l’Europa rinuncia alle grandi ambizioni

Il Consiglio europeo ha approvato i nuovi obiettivi su clima ed energia per il 2030. Potevano essere sicuramente più ambiziosi. In due casi gli obblighi sono solo comunitari e non nazionali. La necessità di un voto unanime ha prodotto un compromesso dettato dagli interessi dei singoli Stati.

Prove di tempesta sui mercati: e l’Europa dov’è?

L’Europa sembra un’orchestra stonata e senza direttore. Non c’è da stupirsi se i mercati finanziari danno segni di nervosismo. Questa settimana abbiamo avuto un assaggio della tempesta che ci aspetta se l’Europa continua a latitare. L’unica via d’uscita è una maggiore cooperazione.

La guerra di Piercarlo

Data l’arbitrarietà del Pil potenziale, fa bene il Governo italiano a pretendere che la Commissione non arrivi a conclusioni affrettate sulla base di metodi di calcolo poco robusti. Ma ciò non può tradursi nell’abbandono di qualsiasi regola di coerenza fiscale all’interno dell’Unione monetaria.

Equilibrismi tra conti nazionali e regole europee*

Con la presentazione all’Europa delle loro leggi di bilancio, Francia e Italia mettono sul piatto in maniera esplicita il tema dell’efficacia delle politiche di austerità per affrontare la crisi economica. Ma come reagirà la Commissione europea? Procedure, sanzioni e la questione della sovranità.

La manovrina

Il Governo ha messo le carte in tavola sulla Legge di stabilità. I 20 miliardi di tagli alla spesa si riducono a 5 e saranno lineari. Poche le risorse per gli ambiziosi progetti annunciati. Bene rimandare gli obiettivi sul bilancio strutturale. Cosa dirà ora l’Europa? E i mercati?

Doccia scozzese sulla “british exit”

Con il “no” alla separazione dal Regno Unito, gli scozzesi ci consegnano un insegnamento sull’Unione Europea. Intanto, l’UE non indebolisce ma rafforza l’integrità dei suoi Stati membri. E soprattutto l’eventuale divorzio di Londra da Bruxelles diventa ancora più complicato e rischioso.

Un’unica via per la ripresa dell’Eurozona

L’affermazione che una politica fiscale anticiclica accompagnata da quantitative easing sia economicamente destabilizzante non è giustificata alla luce delle esperienze di Stati Uniti e Regno Unito. Resta l’unica strategia con più probabilità di successo nella situazione attuale.

Debitori disposti a spendere cercasi. Paga la Bce

L’Europa ha finito per creare un governo della moneta che sfugge alla responsabilità di dotare il settore privato delle risorse finanziarie necessarie per la crescita della produzione e del lavoro. E va in cerca di altri soggetti disposti a farlo, offrendo sul piatto la garanzia di Francoforte.

Per la ripresa non ci sono scorciatoie*

Giavazzi e Tabellini propongono un taglio alle tasse di 80 miliardi, finanziato dalla Bce e accompagnato da una riduzione della spesa futura. Ma nessun paese ha mai prodotto un piano credibile di riduzione di spesa così enorme. L’unica alternativa realistica: ridurre le tasse insieme alla spesa.

Pagina 43 di 101

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén