Il Consiglio europeo del 14 e 15 marzo è stato positivo. Ha gettato alcune basi che potrebbero costituire la piattaforma per avanzare con maggiore decisione dopo le elezioni tedesche. Pur con grande cautela, si parla finalmente di risanamento di bilancio “differenziato e favorevole alla crescita”.
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Il superindice Ocse indica qualche dato positivo per l’eurozona. Anche nel 2009 in un periodo buio per l’economia segnalò l’arrivo della ripresa dopo sei mesi. Il miglioramento per l’Italia sembra associato all’aumento degli ordini esteri. Il mercato interno italiano invece continuerà a soffrire.
La riforma della cittadinanza per i minori stranieri è stata inserita negli otto punti di governo del Pd. Due i problemi principali: difficile concepire un impianto di “ius soli” puro e arduo separare la normativa per i minori da quella per gli adulti. Ecco come funziona negli altri paesi europei.
Molti documenti comunitari e vari dispositivi legislativi assegnano alla valutazione delle politiche pubbliche un ruolo primario e strategico. Eppure, in Italia resta l’incertezza su chi, come e quando sarà messo in condizione di produrla. Tre proposte per dare il giusto spazio a questa pratica.
La politica monetaria è già molto espansiva, ma non riesce a riattivare il credito alle imprese. Deludente l’esperienza del funding for lending inglese. Perché l’economia riparta anche le altre politiche devono fare la loro parte. L’esito del voto rende difficile l’accesso allo scudo anti-spread.
Cameron ha indetto il referendum sull’appartenenza del Regno Unito all’Unione europea. Rimandandolo, però, almeno al 2017, quando i conservatori potrebbero non essere più a Downing Street. La soluzione migliore, anche secondo gli Stati Uniti. Ma sono possibili altri scenari.
L’efficacia dei fondi strutturali, il principale strumento della politica di coesione della UE, dipende da due fattori: decentramento e qualità dei governi locali. E i due fattori sembrano influenzare anche la capacità di spendere quelle risorse. I ritardi italiani.
L’Italia è maglia nera nel rispetto della legislazione comune europea, in un poco edificante testa a testa con la Grecia. Ragioni politiche e giuridiche sono alla base delle infrazioni. Ma alcuni segnali indicano un’inversione di tendenza.
L’Eurogruppo ha fatto significative concessioni alla Grecia, ma come in altre occasioni non ha preso decisioni risolutive. Il taglio dei debiti verso i governi europei e la Bce è solo rimandato. Il destino del paese continua a dipendere dalle elezioni tedesche.